N° 63 del 15 Settembre 2002 - pagina n°
4 -
15 Settembre 2002
Elementari e Materne
Il ritorno a scuola
Sono 416 i bambini delle scuole elementari che da alcuni giorni hanno iniziato il nuovo anno scolastico. Di essi 188 appartengono al plesso di via Carducci (palazzo scolastico) e 228 a quello di Moneta (temporaneamente trasferito a Due Strade per i lavori di ristrutturazione dell’edificio). Per quanto riguarda i bambini della Scuola Materna sono complessivamente 256 dei quali 118 frequentano la scuola di via Carducci 41 quella di Due Strade e 97 appartengono a Moneta. I bambini tra i 3 ed i 10 anni (dalla Scuola Materna alle Elementari) rappresentano il 5.6 % della popolazione maddalenina.
15 Settembre 2002
Invito alla Poesia
a cura di Gianfranco Impagliazzo
Notte a Caprera
di Giovanni Molinari
- Sfuma la luce del sole
- fra malinconici colori,
- vaghe ombre misteriose,
- tardi voli d’uccelli.
- La notte avvolge la pineta
- ed io la sento arrivare
- con mille fruscii e fremiti.
- Poi dolcemente tutto s’addormenta,
- riposano pur gli alberi
- dopo un caldo giorno
- e le molte vite intorno
- han finalmente quiete.
- Il rumore delle macchine,
- le voci dei gitanti
- i passi, i suoni, i canti
- sono ormai del passato
- e del domani.
- Solo il fruscio del vento
- e i miei pensieri inquieti
- sembran vegliare stanchi
- in questo scorcio di mondo.
- Dal cuore, come una carezza,
- mi giunge la Sua voce:
- “E’ ora di pregare!”
-
Al quadro iniziale di malinconico tramonto fa seguito la descrizione della notte con la sua sonorità fatta di “fruscii e fremiti”. La natura vegetale ed animale si addormenta e dimentica il travaglio diurno provocato dal rombo delle marmitte e dal vociare dei gitanti. Il sonno liberatorio toglie vita a tutto tranne che al sibilo del vento e all’inquieta anima del poeta, che gode del momento di pace e avverte l’impulso primordiale alla preghiera di ringraziamento al Creatore. La lirica è sviluppata con garbata naturalezza e i pregnanti vocaboli utilizzati ben riproducono l’atmosfera della quiete notturna.
15 Settembre 2002
Una famiglia come tante
Una famiglia come tante, una famiglia che vive
nell'ordinario: lui piccolo impresario, lei casalinga; il tempo trascorso tra
i doveri di genitori e di nonni, stessa fede vissuta e partecipata, stessi
ideali. Improvvisamente, in un giorno come tanti altri, qualcosa accade: la
miseria, la solitudine, la paura, la sofferenza, ma anche il desiderio di una
vita migliore, bussano alla porta della loro casa ed essi “buoni samaritani”
senza neanche un attimo di esitazione, accolgono con gioia “questi poveri” per
curarli e dar loro assistenza. Quindi anche nella nostra isola sono arrivati
dei fratelli in cerca dell’essenziale che nel loro paese non c’è.
L'emigrazione è sempre stata un banco di prova per chi la sceglie come
alternativa per il proprio futuro e per chi, privato, associazione, Stato,
accetta di misurarsi con essa. L'emigrazione non è solo una questione
economica, di sicurezza sociale, ma soprattutto umana che impone a tutti,
singoli e collettività, una scelta radicale: vogliamo essere leviti che
passano oltre perché se esistono i paesi poveri la colpa non è nostra ma del
sistema, delle scelte dei governi o buoni samaritani che non si fermano a fare
analisi, cercando cause e/o colpe, ma prontamente si inchinano, raccolgono e
si prendono cura dei malcapitati? Per i nostri amici la decisione è stata
istantanea e inevitabile, hanno fatto quello che il cuore suggeriva loro. La
loro generosità ha innescato una reazione a catena spingendo molti ad aiutare
questi amici stranieri. Abbiamo chiesto alla famiglia samaritana: “Lo
rifareste?” – “Si” - è stata la risposta “E se fossero clandestini?” –
“Ugualmente”. Anche per noi ritorna la domanda: Leviti o buoni samaritani?
Simonetta Colonna e Agostino Canu
15 Settembre 2002
Lo sport ci parla ...
a cura di Salvatore Faggiani
Marco Zolesi, 26 anni, maddalenino, attualmente in servizio presso la Scuola Sottufficiali Marina Militare di La Maddalena, in qualità di volontario, aveva deciso di lasciare il mondo della pallavolo, come arbitro, perché stanco di viaggiare da un capo all’altro della Sardegna. Una passione ereditata dal padre Gianni, stimato e apprezzato arbitro nazionale FIPAV. Passione che negli ultimi mesi era venuta meno e allora la decisione di appendere il fischietto al chiodo. Ma dopo circa settanta partite ufficiali dirette in dieci anni nei campionati provinciali e regionali di serie D e C, ecco l’invito della Federazione per dirigere a Napoli i migliori under 16 d’Italia nel Trofeo delle Regioni. Una promozione anticipata. Entrare nell’elite dei fischietti nazionali di serie B non è impresa da poco. Infatti soltanto due maddalenini erano riusciti a raggiungere questo traguardo: il papà Gianni e Carletto Impagliazzo. Una promozione meritata, raggiunta dopo anni di sacrifici. Un sogno che diventa realtà e che premia un ragazzo, tra virgolette, per bene, educato e disponibile con tutti. Nella grande felicità per la promozione, le sue prime parole sono state quelle di ringraziamento alla moglie Alessandra, ai genitori, ai nonni e agli amici della pallavolo, perché, afferma Marco «senza di loro il mio sogno sarebbe ancora chiuso in un cassetto». È un traguardo che riempie di soddisfazione anche la comunità maddalenina, che può vantare un altro arbitro di livello nazionale. Infatti Marco Zolesi si aggiunge ai già citati Gianni Zolesi e Carletto Impagliazzo per la pallavolo e a Salvatore Monni primo ed unico maddalenino, sino ad oggi, ad aver arbitrato nei campionati nazionali di calcio di serie A e B. A Marco l’augurio sincero di diventare, come Monni nel calcio, il primo arbitro maddalenino della serie A di pallavolo e…vantarsi così di aver superato il papà Gianni!