N° 64 del 30 Settembre 2002 - pagina n°
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30 Settembre 2002
Convegno Pastorale Diocesano
Zona di La Maddalena - Arzachena
a cura di Claudio Ronchi
Quattro i convegni in Diocesi
Quattro Convegni Pastorali hanno aperto nella Diocesi di Tempio-Ampurias la fase preparatoria del Sinodo. Si sono tenuti a Tempio (il 10 settembre), ad Olbia (l’11 settembre), a La Maddalena (il 12 settembre) e a Trinità d’Agultu (il 13 settembre). A tutti ha naturalmente partecipato il vescovo mons. Paolo Atzei. La finalità del Sinodo è quella di presentare aiuto al Vescovo nella guida della comunità cristiana. L’ultimo Sinodo si svolse a Tempio nel lontano 1933, indetto da mons. Albino Morera.
30 Settembre 2002
I contenuti del convegno
Oltre 300 persone hanno partecipato a La Maddalena, il 12 settembre scorso, al Convegno Diocesano della Zona Pastorale La Maddalena-Arzachena. Fedeli convenuti dalle 14 parrocchie della Forania (Aglientu, Arzachena, Bassacutena, Cannigione, Golfo Aranci, Luogosanto, Moneta, Palau, Porto Cervo, Sant’Antonio di Gallura, La Maddalena, San Pantaleo, San Pasquale, Santa Tersa di Gallura) accompagnati dai loro parroci. I lavori si sono tenuti per un’intera giornata presso il cinema-teatro Primo Longobardo, messo a disposizione dalla Marina Militare. Il tema del convegno, unico per le quattro Zone Pastorali, era: ‘Sinodo, cammino insieme’. Dopo il saluto del sindaco di La Maddalena Rosanna Giudice, del capo di stato maggiore di Marisardegna Francesco Palopoli e il canto di lodi sono iniziati i lavori, aperti dal vicario foraneo don Raimondo Satta e proseguiti con una relazione del vescovo di Belluno-Feltre mons. Vincenzo Savio, salesiano. Mons. Savio ha spiegato come il Sinodo, che trova le proprie radici nella chiesa primitiva, sia un vero momento di crescita della comunione diocesana ed il momento più alto della magistero del vescovo nella propria diocesi. “Il Sinodo – ha affermato – è il momento nel quale la comunità diocesana tutta insieme, nella sua organicità, prende la strada del pregare, del riflettere (ascoltare alla luce del Vangelo il contesto storico nel quale essa vive), del decidere (decisione che poi spetta al vescovo sulle indicazioni emerse), per capire che cosa Dio chiede alle comunità diocesane stesse e a ciascuno del fedeli che le compongono, in quel preciso momento della loro storia”. Non si tratta di raggiungere un risultato perfetto, ha proseguito mons. Savio, ma il risultato raggiungibile dalla comunità tutta, sintesi anche di un confronto serrato tra le diverse componenti, nella dialettica e nell’analisi. Alla base di tutto deve esserci il primato della comunione, in primo luogo con il vescovo, padre di discernimento, in collaborazione con i teologi, i parroci, gli altri sacerdoti, i fedeli, compresi quelli impegnanti nelle professioni. Uno dei momenti importanti del Sinodo è quello dell’ascolto: non solo delle mondo, spesso stretto, della comunità dei praticanti ma anche del mondo della scuola, del mondo del lavoro, dei vari settori della società, compresi coloro che sono tiepidi o lontani dalla fede. Nel pomeriggio c’è invece stato l’intervento di mons. Paolo Atzei il quale ha spiegato i motivi della sua intenzione di indire il Sinodo, a circa 70 anni dall’ultimo celebrato da mons. Morera, e a 37 anni dalla fine del Concilio Vaticano II: la mutata situazione dei centri della Diocesi, alcuni dei quali sono cresciuti demograficamente, richiede una diversa distribuzione del non numeroso clero ed una nuova divisione delle parrocchie; la necessità di valorizzare nuovi ministeri quali i diaconi e di ricostruire nuovi percorsi per i sacramenti per l’iniziazione cristiana; una nuova valutazione del ruolo e della natura stessa della pietà popolare; il ruolo del mass media nella comunicazione delle Chiese locali; l’adeguamento delle strutture alle nuove esigenze; il bisogno di una effettiva comunione pastorale. Prima dell’inizio del Sinodo, ha detto il vescovo, ci sarà una fase preparatoria ad organizzare la quale sarà chiamata un’apposita commissione. Il Sinodo non sarà calato dall’alto, ha precisato, ma dovrà muoversi dal basso. “Si tratterà – ha proseguito mons. Atzei - di mettersi in discussione un po’ tutti, dal vescovo, ai sacerdoti, ai laici, per crescere, camminare insieme”. Al termine del convegno nella chiesa di Santa Maria Maddalena è stata celebrata un Messa solenne, presieduta dal vescovo mons. Atzei, dal vescovo mons. Savio e concelebrata dai parroci e da tutti i sacerdoti presenti.
30 Settembre 2002
I numeri del convegno
Questi i convegnisti in cifre: 160 circa di La Maddalena (più o meno equamente distribuiti tra le due parrocchie); 36 provenienti da Palau; 4 da Aglientu; 11 da Arzachena; 3 da Bassacutena; 10 da Cannigione; 8 da Golfo Aranci, 13 da Luogosanto; 22 da Porto Cervo; 3 da Sant’Antonio di Gallura; 4 da San Pantaleo; 6 da San Pasquale; 17 da Santa Teresa. Erano presenti una decina di fedeli della parrocchia militare di La Maddalena e 3 fedeli della parrocchia militare della base americana.
15 Settembre 2002
I parroci presenti
Questi i parroci presenti: don Domenico Degortes (Santa Maria Maddalena-Moneta), con i vicari don Sandro Serreri e don Terenzio Ntitantirageza; don Salvatore Matta (Palau); don Piero Scanu (Aglientu); don Francesco Cossu (Arzachena); don Gavino Denau (Cannigione); don Pasquale Finà (Golfo Aranci); padre Marino Festa (Luogosanto); don Raimondo Satta (Porto Cervo); don Antonio Tamponi (Sant’Antonio di Gallura); don Alessandro Piga (San Pantaleo); don Luigi Iannone (San Pasquale); don Peppino Masala (Santa Teresa di Gallura). Erano inoltre presenti il parroco militare don Paolo di Domenico ed il parroco della base USA don Brian Simpson.