N°67 del 15 Novembre 2002 - pagina n°1 -
15 Novembre 2002
Accoltellato da un coetaneo
La morte di Claudio
Claudio, un ragazzo di 18 anni, è morto, alcuni giorni fa, accoltellato da un suo coetaneo. Questa morte violenta è un pugno nello stomaco dato a tutti noi adulti qui a La Maddalena. Ancora una volta dei giovani sono protagonisti di cronaca nera. Quanto accaduto spinge tutti, ma in particolare, noi educatori e responsabili a vario titolo dei nostri ragazzi, ad interrogarci su quanto potevamo fare e non abbiamo fatto, perché ciò non accadesse. Credo che, ancora una volta, debba essere solo il nostro mondo di adulti a dover essere accusato. Si tratta di domandarci: che cosa stiamo dando ai nostri giovani? La morte violenta di Claudio fa entrare l’intera nostra comunità maddalenina nell’urgenza di darsi subito da fare, perché i nostri ragazzi siano tutelati da qualsiasi forma di violenza. Dobbiamo, dunque, prevenire. I nostri giovanissimi, per via della loro età, hanno solo diritti, mentre noi adulti abbiamo verso di loro solo doveri. Tra questi, il dovere di educarli al rispetto, alla tolleranza, alla bellezza della vita. Claudio, perciò, è diventato figlio di noi tutti, perché insieme, e solo insieme, possiamo sconfiggere la cultura della morte.
don Sandro Serreri
15 Novembre 2002
Meditazione, sulla XXXIII domenica Anno A.
a cura di don Sandro Serreri
“Ma voi, fratelli, non siate nelle tenebre, così che quel giorno possa sorprendervi come un ladro: voi tutti infatti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte, né delle tenebre” (1 Ts 5, 4-5).
Verrà il “giorno del Signore” e ci sorprenderà? Questa la domanda sottintesa alla quale Paolo, instancabile annunciatore di Gesù morto e risorto, risponde: no, perché siamo “figli della luce e figli del giorno”; perché “non siamo della notte, né delle tenebre”. “Quel giorno” verrà, è certo, ma non sarà una sorpresa, perché la luce non ha paura delle tenebre, né il giorno della notte. Che cosa sono le tenebre, quando il nostro cuore vive nella luce dello Spirito di Dio? Che cosa è la notte, quando si è certi che a questa farà seguito il giorno? La notte e le tenebre sono immagine delle prove, tante o poche, piccole o grandi, che colpiscono la nostra vita. Come il giorno e la luce sono immagine della nostra serenità, se c’impegniamo a vivere alla presenza di Dio. Tale impegno ci fa essere “figli della luce e figli del giorno”. Viene la notte con le sue tenebre; viene la prova con le sue tribolazioni, malattie, sofferenze, preoccupazioni, tristezze. Ma viene anche il giorno con la sua luce; viene anche la nostra fede con le sue gioie e speranze, coraggio e pace interiore, comprensione, amore, amicizia. Siamo “figli della luce e figli del giorno”, perché camminiamo dietro la luce della Parola di Dio; perché viviamo nel giorno di Gesù risorto, che ci dona il suo perdono, l’Eucaristia, la sua difesa, la forza del suo Spirito, la sua benedizione. Il giorno e la luce spirituali che ci portiamo dentro il nostro cuore, anche quando la nostra vita è nella notte e nelle tenebre, sono frutto dei sacramenti che degnamente riceviamo, della carità che sinceramente doniamo, della testimonianza cristiana che tutti i giorni c’impegniamo a dare. Continuiamo, dunque, a stare nel giorno e nella luce del Signore Gesù, affinché chi è nella notte e nelle tenebre veda una via di uscita, uno spiraglio aprirsi, una speranza nascere, una ragione valida per credere in Dio, una testimonianza sincera per poter contare anche su noi cristiani credenti praticanti.
15 Novembre 2002
Parco dell’Arcipelago
Verso la normalizzazione
Con la convocazione del primo consiglio direttivo, avvenuta il 12 novembre scorso, il Parco si è finalmente avviato verso la ‘normalizzazione’, sebbene sia palese la scarsissima presenza maddalenina nell’organo di gestione. Presenti i membri di nomina ministeriale (Nicola Spina, Gavina Angela Sale, Giovanni Pigozzi, Andrea Cossu, Marco Curini Galletti, Marco Buoni, Franco Del Giudice, unico maddalenino), mancano ancora i cinque membri indicati dalla Comunità del Parco (la Comunità del Parco è costituita dal presidente della Regione Sarda, dal presidente della Provincia di Sassari, dal presidente della Comunità Montana Riviera di Gallura e dal sindaco di La Maddalena, o loro delegati). Il consiglio direttivo complessivamente è formato da 12 membri più il presidente. Buone notizie sono intanto giunte da Roma. Un accordo tra Stato e Regione ha stabilito che i beni immobili dimessi a La Maddalena dalla Marina Militare non passeranno più automaticamente all’Ente Parco ma transiteranno alla Regione Sarda che di volta in volta li assegnerà al Comune o al Parco, a seconda delle esigenze e dei progetti presentati.