N° 67 del 15 Novembre 2002 - pagina n°
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15 Novembre 2002
Il coraggio di … andare avanti
Pubblichiamo la seconda storia, il secondo ‘vissuto’ di La Maddalena, che Gianni Deriu ha raccolto nel corso della sua attività di volontario presso il Centro di Ascolto ‘Il Delfino’.
La protagonista della seconda storia è una madre. Una donna giovane, con un figlio e un marito impareggiabili. Una famiglia come tante. Lui è approdato a La Maddalena tanti anni fa e durante il periodo in cui svolgeva il servizio militare ha conosciuto quella che diventerà, ed è tuttora, la sua consorte nonché adorabile mamma del loro bambino. Pur con mansioni diverse, entrambi lavoravano per lo stesso Ente, ma da alcuni anni lei combatte con una malattia che, aggravandosi, l’ha costretta ad abbandonare definitivamente l’attività lavorativa. Una sconfitta dopo l’altra: la malattia, la non accettazione dell’infermità, la ‘perdita’ del posto di lavoro, la necessità di dipendere dai farmaci e …soprattutto dagli altri. Per qualsiasi bisogno. Una costruzione che crolla, sgretolandosi mattone su mattone. Attualmente non c’è rimedio per la sua malattia, si può soltanto rallentare la sua brutale aggressione, ingoiando farmaci per sedare il corpo e la mente. L’impossibilità di “ri-essere se stessa” fa crescere lo sconforto e così anche le più piccole difficoltà e incomprensioni appaiono come montagne invalicabili. Il senso di inutilità e la conseguente tentazione di mollare è forte, e non è facile impedire che questa prevalga. Non è facile per lei, non è facile per la sua famiglia, non è facile per chi le vuole bene. È difficile entrare nella sua sfera quando qualsiasi opportunità sembra vana, quando non sembrano esserci più appigli cui aggrapparsi. Non è da molto che ho potuto incontrarla. Cercava disperatamente qualcuno con cui dialogare, un amico per poter dar sfogo a tutta la rabbia covata dentro, un aiuto in uno di quei momenti più difficili della giornata per allontanare quella insistente vocina che continua a ripeterle: “A cosa serve andare avanti in questo modo?”. E così, mentre la ascoltavo e tentavo di trovare una possibile risposta da darle, lei stessa inconsapevolmente me ne ha suggerito una, leggendomi alcune righe da una delle tante lettere che riceve da altre persone anch’esse in difficoltà. Una poesia, mi pare di ricordare che fosse intitolata “Le carezze di un angelo”, inviatale da un’anziana signora (conosciuta durante uno dei tanti soggiorni in clinica) per ringraziarla delle delicate carezze che le aveva riservato quando sofferente stava nel lettino della stanza accanto alla sua. Se bastassero le righe di quella lettera per aiutarla vorrei dirle che: “…malgrado la malattia, c’è ancora in te la capacità di donare qualcosa agli altri, che la tua vita non è ‘inutile’, che devi cercare di affrontarla con i limiti che adesso ti impone”. Ma aggiungo anche un passo che ho tratto dal romanzo ‘il delfino’ di S. Bambarén: “Ci sono cose che non puoi vedere con gli occhi: devi vederle con il cuore e questo non è facile. Se ritrovi lo spirito della giovinezza dentro di te, con i ricordi di adesso e i sogni di allora, potrai farlo rivivere e cercare una strada nell’avventura che chiamiamo vita, verso un destino migliore. E il tuo cuore non sarà mai stanco né vecchio…”.
Associazione Centro di Ascolto “il delfino” La Maddalena
Gianni Deriu
15 Novembre 2002
Elementari di via Carducci
Raccolta fondi
I bambini e le insegnanti della scuola elementare di via Carducci, hanno aderito con entusiasmo e generosità alla piccola campagna di solidarietà, lanciata dalla loro insegnante di religione Anna Paola Brandano, a favore del Mozambico, dove doveva recarsi don Domenico. Diciamo doveva, perché i programmi sono cambiati: sarà don Ottavio Cossu a venire a La Maddalena e sarà a lui che il nostro parroco consegnerà i circa 600 euro raccolti. L'insegnante Anna Paola ringrazia tutte le famiglie che hanno aderito all'iniziativa con generosità e sollecitazione .