PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA - LA MADDALENA (SS)
Il Vento
Il Vento
"Il Vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va"(Gv.3,8)
(Supplemento di "Gallura e Anglona", periodico della Diocesi di Tempio-Ampurias: direttore Tomaso Panu)
N° 69 del 15 Dicembre 2002 - pagina n° 1 -

15 Dicembre 2002
Dal Parroco don Degortes
Auguri di Buon Natale
Buon Natale comunità di La Maddalena. Accogli con fede Gesù, il tuo Salvatore, egli guarisce le tue malattie, ti riveste di luce e la fa brillare lontano. Egli viene per dare forza ai tuoi giovani perché facciano della loro vita un dono; amare è donare. Egli viene per dare unità alle tue famiglie perché siano comunità d’amore, laboratori di umanità. Egli viene per dare sapienza ai tuoi capi perché ascoltino gli ultimi e siano pronti a sacrificare interessi particolari per il bene di tutta la comunità. Egli viene a dare conforto ai tuoi afflitti infondendo loro forza e speranza perché lui è con loro. Egli viene per mezzo della Vergine Maria, ti affida alla sua protezione materna e alla scuola di vita del suo Rosario. Egl vene per mezzo della sua Chiesa che col Sinodo diocesano ti aiuta a rinnovarti, a rivestirti di luce e a farla brillare lontano. Buon Natale Comunità di La Madalena!
Don Domenico Degortes
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15 Dicembre 2002
Meditazione sulla III domenica di Avvento , Anno B.
a cura di don Sandro Serreri
"... mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri" (Is 61, 1). Ecco, ascoltiamo la voce di Isaia profeta, che ha visto, prima di noi tutti, il Messia, Gesù, e ha visto la ragione per cui il Signore Dio lo invia facendolo nascere per noi e per la nostra salvezza a Betlemme. Il Messia viene mandato per "portare il lieto annunzio ai poveri". Questi poveri, sono i poveri di tutta la Terra; tra questi poveri ci siamo anche noi, ricchi di beni materiali e di sicurezze sociali, ma impoveriti dalla solitudine, dall’egoismo, dai nostri piccoli interessi privati. C’è tanta ricchezza attorno a noi, ma anche tanta povertà dentro i nostri cuori. Gesù viene anche per fare gioire questi nostri cuori. Ma il Messia viene anche per "fasciare le piaghe dei cuori spezzati". Quanti cuori spezzati ci sono nella nostra Comunità! Spezzati dalle prove della vita, dai dispiaceri, dalle preoccupazioni. Quanti cuori spezzati di mamme per i loro figli drogati, persi nel non senso, ribelli. Quanti cuori spezzati nelle nostre famiglie a causa dell’orgoglio, per non avere il coraggio di dire: Ti perdono! Scusami! Il Messia viene, inoltre, per "proclamare la libertà degli schiavi". Ecco, se ci pensiamo bene, quante forme di schiavitù tra noi. Forse, non siamo schiavi delle nostre abitudini, dei nostri personali modi di vedere e giudicare gli altri? Siamo schiavi dei nostri beni, se questi vengono prima di tutti e di tutto. Possiamo essere schiavi delle nostre idee quando non amiamo il confronto, il dialogo. Il Messia, infine, viene per "la scarcerazione dei prigionieri". Sono tanti i prigionieri anche dentro la nostra Comunità. I primi prigionieri sono i nostri anziani: prigionieri del quasi abbandono; prigionieri di quelle tante barriere architettoniche di cui sono ricche le nostre vie e piazze quasi da impedire loro ancora il diritto ad un minimo di vita sociale pubblica. Gli altri prigionieri sono i nostri bambini e ragazzi: prigionieri di vie ieri nate solo per gli uomini, oggi occupate solo da auto; prigionieri di una città che offre loro solo quel grande mare di granito che è piazza Comando, mai pensata anche per loro. Gesù dunque verrà e nascerà anche per noi, per la nostra realtà, per le nostre povertà, per i nostri cuori spezzati, per le nostre schiavitù e prigioni. Ieri Isaia profeta vide tutto questo, oggi cerchiamo di vederlo anche noi.
Archivio Rubrica: Meditazioni
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15 Dicembre 2002
Base USA di La Maddalena
Problema di coscienza
Le notizie e le polemiche delle ultime settimane su un imminente aumento delle presenza militare americana, in termini di strutture, mezzi ed uomini, è stata ufficialmente smentita dal ministro della Difesa Antonio Martino. "In merito " ha dichiarato il Ministro il 27 novembre scorso nel corso di una seduta della Commissione Difesa " come più volte dichiarato dal Sottosegretario per la Difesa Onorevole Cicu, si precisa che l’ipotesi di dislocare alla Maddalena 8 sommergibili nucleari ed il conseguente aumento del personale statunitense a 8.000 unità, è destituita di ogni fondamento. Allo stesso modo non risulta che gli Stati Uniti abbiano intenzione di ridislocare in Italia le proprie basi navali site in Turchia". Gli Stati Uniti, ha proseguito il Ministro, hanno solo chiesto di "riqualificare e potenziare il sito di Santo Stefano per adeguare le strutture esistenti agli attuali standard di vita, di benessere e di sicurezza antiterrorismo". Un polverone per nulla quindi? Probabilmente no, se è stata l’occasione, a trent’anni dal primo sbarco, di riparlare della presenza americana nell’Arcipelago, non solo in termini di rapporti costi-benefici, sicuramente non esaltanti per La Maddalena, ma anche di una potenza militare straniera che, sebbene alleata, è tuttavia in primo luogo impegnata a difendere i propri interessi strategici ed economici. La presenza di sommergibili nucleari (in numero di due soli per volta anziché otto) non può essere certo rassicurante in termini di sicurezza e di possibile inquinamento nucleare, come il rischio di attentati terroristici a La Maddalena non è soltanto una remota eventualità. Del resto, i venti di guerra che spirano minacciosi verso lo scacchiere iracheno e che vedono in prima linea gli Stati Uniti d’America, non possono non porre i cristiani di fronte alle proprie coscienze, al cospetto delle quali molti di loro si chiedono non solo se sia giusta la guerra ma anche se sia giusto acriticamente e passivamente accettare, a casa propria, tutto ciò che è strumento di guerra.
C.R.
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IL VENTO AUGURA
BUON NATALE E
FELICE ANNO NUOVO
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