N° 72 del 1 Febbraio 2003 - pagina n°
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1 Febbraio 2003
Crisi Comunale
Il male oscuro

"Caro Sindaco, c’è poca chiarezza in giunta. Stiamo subendo critiche aspre e generalizzate. Si sta articolando una bufera sull’amministrazione che rischia di diventare incontrollabile. Non è possibile oggi, continuare con la politica del pressappochismo e del clientelismo...". Questa lettera non è stata scritta dal ‘Gruppo delle Libertà’, recentemente costituitosi in seno alla maggioranza consiliare di Centro-Destra, né da altro gruppo del quale, di recente, si parla di possibile costituzione, ed il destinatario non è il sindaco Rosanna Giudice. La lettera invece era indirizzata al sindaco Mario Birardi, sottoscritta da otto consiglieri della maggioranza di Centro-Sinistra – tutti coloro che non ricoprivano la carica di assessore – e porta la data del 14 febbraio 1998. Erano passati meno di tre mesi dalla travolgente vittoria elettorale di Birardi e dal grande consenso popolare da lui democraticamente conseguito. Il tarlo del malumore, della litigiosità, della crisi era ormai insediato – così come era stato per la precedente amministrazione guidata dal sindaco Pasqualino Serra, rispedito a casa appena tre anni dopo, dalla sua stessa maggioranza - minando e paralizzando fin dai primi mesi l’azione amministrativa. Le elezioni del maggio scorso hanno cambiato, democraticamente e con larghissimo consenso popolare, i ‘suonatori’, portando per la prima volta al governo della città un sindaco donna ed una amministrazione di Centro-Destra; ma anche stavolta, purtroppo, c’è da constare come la musica sia sempre la stessa. Quale male oscuro mina questo paese?
C.R.
1 Febbraio 2003
Meditazione ,sulla Presentazione del Signore, Festa.
a cura di don Sandro Serreri
"Quando venne il tempo della purificazione secondo la Legge di Mosè, (Maria e Giuseppe) portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore..."(Lc 2,22).
Maria e Giuseppe portarono il bambino Gesù al tempio per offrirlo al Signore. Si trattò di un atto di fede. Come tutti i genitori ebrei osservanti, anche Maria e Giuseppe offrirono al Signore quanto sentivano di avere ricevuto da lui: il loro figlio maschio primogenito. Il bambino Gesù era stato un dono di Dio, come tutti i bambini. E dono ridiventa. Donato viene ridonato. Questa la coscienza e la fede di Maria e Giuseppe. Gesù era stato affidato a Maria e Giuseppe. Questi, lo riaffidarono al Signore, perché sanno che ogni figlio è sacro. Ogni figlio è generato da una coppia umana, ma viene dall’amore di Dio Padre. Gesù, generato dalla Vergine Maria, viene da Dio. Perciò, appartiene a Dio. Consapevoli di questa proprietà data in amministrazione, Maria e Giuseppe, offrirono il loro bambino per riaverlo in dono. Sapevano che rioffrire al Signore quanto da lui donato, significava ricevere dalla paternità di Dio il loro bambino una seconda volta. Dio Padre dona, riprende, ridona. Si tratta della infinita fiducia che il Signore ha nella coppia umana, nell’amore umano che riconosce di essere fine e centro della sua paternità. Dilatazione dell’amore di Dio, l’amore procreativo umano è il segno più alto della alleanza tra la coppia umana e l’instancabile opera creativa di Dio per e con l’umanità. Maria e Giuseppe, presentando al Signore il loro figlio Gesù, si misero al servizio di questa alleanza. Ricevere e offrire da e a Dio è un servizio a Dio e a tutta la società umana. Imparino, dunque, tutti i genitori ad offrire i loro figli al Signore sull’esempio di Maria e Giuseppe. Comprendano, allora, tutti i genitori l’importanza di tenere vicino a Dio i loro figli, perché un giorno anch’essi offrano i loro figli al Signore e, così, lui possa continuare ad essere Padre per il bene di tutta l’umanità. Maria e Giuseppe preghino per le nostre coppie di genitori, per i loro figli, e continuino ad insegnarci come si serve la vita dal momento del concepimento sino alla morte naturale.
1 Febbraio 2003
Fatevi raccontare cos’è la guerra
Per la guerra o contro la guerra?
La comunità maddalenina nel 1943 conobbe l’orrore della guerra e dei bombardamenti. I più giovani si facciano raccontare dai più anziani, quelli che non sfollarono, del loro terrore nel sentire il fischio delle sirene, il rombo degli aerei, il sibilìo prima e l’assordare fragore dell’esplosione delle bombe poi. Si facciano raccontare delle fughe nei rifugi, delle case distrutte, dei corpi dilaniati. Si facciano raccontare delle bombe cadute in piazza Garibaldi, sulla strada per Punta Villa, in Arsenale, delle vedove e degli orfani. E si facciano raccontare dello strazio dei feriti, delle urla, delle centinaia di morti dell’incrociatore Trieste (affondato sotto Porto Rafael) dei corpi lacerati e degli annegati, deposti sulla banchina di Cala Gavetta. Si facciano raccontare dell’orrore della guerra, se, quando cadevano le bombe pensavano – i nostri anziani – che quella guerra fosse giusta o meno, preventiva o no, indispensabile o meno, difensiva od offensiva. Possono gli uomini essere a favore della guerra? Possono i cristiani essere a favore della guerra quando passano la loro vita predicando la pace? E noi, cristiani maddalenini, di fronte alla possibile, imminente guerra contro milioni di uomini, donne, anziani e bambini iracheni, noi che ospitiamo a La Maddalena basi militari che sarebbero comunque coinvolte nella guerra, siamo per la guerra o contro la guerra?
C.R.
1 Febbraio 2003
Importanti progetti della ASL
Dopo la comunità per anziani Padre Salvatore Vico presso l’Istituto San Vincenzo e l’Oasi Serena a Moneta (che nel 2003 dovrebbe finalmente riaprire), La Maddalena potrebbe veder realizzato anche un Sito Sanitario in località Padule. L’iniziativa è della ASL di Olbia la quale, preso atto della decisione del Consiglio Comunale dell’agosto scorso (delibera n. 27 del 13.08.2002) di metterle a disposizione il terreno necessario, intende realizzare una Residenza Sanitaria Assistenziale per 40 posti letto, un Ambulatorio di Salute Mentale ed una Struttura Protetta Residenziale (Casa Famiglia) per 10 ospiti. Secondo la ASL per l’importante realizzazione sarebbe sufficiente un’area della superficie di 1.000 mq. Questi interventi, per i quali esistono già i finanziamenti necessari, rispondono a due forti esigenze della popolazione maddalenina. Il problema degli anziani e delle persone malate ed il problema della salute mentale. Inchieste di alcuni anni fa evidenziavano come fossero circa 1.200 le persone visitate presso il C.I.M. (Centro di Igiene Mentale). Il 10% circa della popolazione. Un problema quindi sentito e da non sottovalutare.
1 luglio 2003
A Moneta
Conferenza sulla pace
Il giorno 25 gennaio, don Terenzio Ntitangirageza ha tenuto una conferenza dal titolo: "Le guerre dell’oblio e l’illusione umanitaria", dando inizio alla serie delle iniziative "Gennaio mese della pace", organizzate dal Consiglio pastorale di Moneta, presso i locali dell’Oasi Serena. Don Terenzio ha esordito dicendo "di volerci fornire una lettura dei fatti, diversa da quella che siamo abituati a sentire alla televisione, secondo una interpretazione non convenzionale. Quanti sono i morti? Quanti i profughi? Ormai non è possibile dare una risposta. Il più delle volte regna l’indifferenza, l’ignoranza delle reali cause delle guerre africane". Poi ha continuato: "Con il pretesto del conflitto etnico, Hutu e Tutsi, etnie presenti in Burundi e non solo, portano avanti un conflitto dimenticato, o meglio sconosciuto a chi non ne è direttamente coinvolto e che probabilmente non sa neppure come ha avuto inizio. Prima della colonizzazione belga, Hutu e Tutsi convivevano tollerandosi, nonostante i contrasti e le diversità; poi, allo straniero conquistatore, si sono sostituite le inarrivabili multinazionali, che, in maniera subdola, appoggiando una delle due fazioni, hanno fomentato i contrasti, sotto il pretesto del conflitto etnico per nutrire i propri interessi. Anche molte delle organizzazioni umanitarie hanno, con il tempo, perduto di vista i propri obiettivi, e gli interventi iniziali, che avrebbero dovuto favorire lo sviluppo e il potenziamento delle risorse, si sono trasformati in emergenza: la motivazione non è più sostenere la crescita ma evitare la morte certa; per fare un esempio, viene distribuita una manciata di fagioli e farina due volte la settimana: a questo si sono ridotti alcuni degli aiuti, ed ecco perché si può veramente parlare di illusione umanitaria". Don Terenzio ha successivamente osservato che "ultimamente, l’interesse delle multinazionali sembra si stia spostando verso altri lidi e che quindi il Burundi, il Ruanda saranno lasciati al proprio destino e i loro cittadini liberi di ricostruire e di ritornare." Infine, ha voluto sottolineare l’importanza dei gesti e delle iniziative dei piccoli gruppi umanitari, per evidenziare "che anche noi, semplici cittadini e famiglie, possiamo contribuire: è con questo che possiamo costruire un Burundi diverso per il futuro!" Già da alcuni anni, don Ntitangirageza, con la partecipazione di alcuni parrocchiani, sta cercando di favorire la crescita intellettuale della gioventù africana, sostenendo negli studi alcuni giovani che un giorno, potranno ricostruire la loro Africa.
Alessandra Deleuchi