N° 74 del 01 Marzo 2003 - pagina n°
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01 Marzo 2003
Carnivà nun ti n’andà

Carnevale non te ne andare. Tra manifestazioni e preoccupazioni per la Pace in pericolo sta passando, quasi dimenticato, questo periodo dell’anno dedicato all’allegria ed alla spensieratezza. E se n’è andato, da anni, il “Carnevale Maddalenino”. Dopo decenni d’abbandono il Carnevale isolano era ‘rinato’ nel 1982, per l’entusiasmo e le capacità organizzative del compianto Giacomo Murrighile. Da allora era stato un crescendo, fino al 1990, anno della guerra del Golfo, in cui, per motivi di sicurezza, venne annullato. Si riprese nel 1993, soprattutto per l’impegno di Enrico Valenti, fino al 1999. Poi più nulla. “È un vero peccato che non si organizzi più il Carnevale a La Maddalena” affermano delusi Mauro e Rosanna De Giovanni (nella foto), coppia simbolo del Carnevale Isolano, sempre presenti a tutte le sfilate, con costumi originali e variopinti ideati e cuciti da loro stessi. “Era un’occasione per stare insieme, per vivere quella cultura del Carnevale fatta di sano divertimento e di allegria, di frittelle, di balli, di musica e di coriandoli!”.
01 Marzo 2003
Meditazione, sulla VIII
domenica del T.O. Anno B.
a cura di don Sandro Serreri
Ma verranno i giorni in cui sarà loro tolto lo sposo e allora digiuneranno (Mc 2, 20).
Verranno i giorni in cui sarà tolto ai discepoli lo sposo. Lo sposo è Gesù. “Sarà loro tolto” a causa della sua Passione e morte. Allora digiuneranno, e sarà dolore, lutto e smarrimento. La presenza viva dello sposo Gesù fa si che i suoi discepoli non digiunino. Non possono digiunare, perché è festa grande. Gesù è vivo: cammina, ascolta, insegna, guarisce. Ora, è facile seguirlo, ascoltarlo, vivere con e per lui. “Ma verranno i giorni in cui verrà loro tolto”, e allora? Lo arrestano, tutti scappano, si nascondono. La festa è diventata tragedia. Il Maestro è condannato a morte. L’uomo dei miracoli è ora ridicolo. Il suo aspetto suscita orrore e pianto. Le lampade della festa si sono spente. È notte. Resta solo un fuoco a riscaldare alcuni curiosi e un traditore. Ecco: anche a noi, che ci consideriamo (e siamo) discepoli (seguaci) del Signore Gesù, può accadere altrettanto. Tutto bene sino a quando Gesù è lo sposo, vale a dire: c’è un clima di gioia, di serenità. Ma quando vengono “i giorni” della prova, quando Gesù non è più lo sposo, ma anzi scompare dietro certi problemi, sofferenze, preoccupazioni, allora è veramente molto difficile, impegnativo, seguirlo, rimanere suoi discepoli. Allora, è necessario essere sempre pronti, non lasciarsi sorprendere, affinché, pur seguendo alla serenità il digiuno della prova, Gesù resti presente e vivo. Il discepolo vero si vede quando Gesù viene “tolto” dalle prove della vita. Per questo, il cristiano credente e praticante è chiamato a vigilare, a nutrirsi spiritualmente, ad ascoltare la Parola, a vivere la Carità (“l’amor che move il sole e l’altre stelle”) del perdono, della comprensione, della collaborazione. Vengano pure, dunque, i giorni tristi e scoraggianti, ma resti forte la nostra fede nel Signore Gesù e non venga meno la nostra speranza che ogni prova che può colpirci non è eterna, ma passeggera (“tutto passa”). Per tutto questo, il cristiano è l’uomo della festa e del digiuno.
01 Marzo 2003
La manifestazione di Rifondazione
Tra comizi e lacrimogeni
Alla fine si è trattato di due manifestazioni diverse: una assolutamente pacifica, di partiti e persone che democraticamente e liberamente hanno espresso la loro posizione sulla guerra, sulla presenza della base americana a La Maddalena e sulla militarizzazione della Sardegna in generale; l’altra, non autorizzata, alla quale hanno partecipato poche decine di persone, alcune delle quali avvinazzate, che hanno determinato incidenti, con carica della polizia e lancio di lacrimogeni. Organizzata da Rifondazione Comunista in piazza Umberto I, il 22 febbraio scorso, la manifestazione, quella ufficiale, ha visto la partecipazione di poco più di un migliaio di persone. Scarsa la presenza maddalenina. Se il tema della pace unisce ed è sentito da molti maddalenini, altri temi, come quello dell’allon-tanamento della base USA, almeno per il momento, non trova consistenti consensi nell’Arcipelago, anche tra le forze politiche della sinistra.
C.R.
01 Marzo 2003
Nella cappella della Naval Support Activity di Padule
Incontro internazionale per la pace
Venerdì 21 Febbraio, si è svolta, nella cappella americana, dedicata alla Santa Famiglia di Nazaret, una celebrazione ecumenica per la pace. L'incontro di preghiera è stato voluto ed organizzato dai cappellani della comunità americana: padre Brian Simpson, cappellano cattolico, il pastore battista Tony Moore e il pastore Pentecostale Don Deal. Presenti, oltre la comunità americana, anche le comunità parrocchiali di: Santa Maria Maddalena con don Domenico, Agonia di N.S.G.C. con padre Giuseppe Piga, Madonna della Medaglia Miracolosa con don Paolo Di Domenico. “Ammiriamo il vostro coraggio - ha detto don Degortes - nell'invitarci a pregare per la pace quando i rumori di guerra si fanno sempre più assordanti. La preghiera è la forza dei deboli. Pregare per la pace vuol dire aprire il cuore all'irruzione della potenza rinnovatrice di Dio che con la forza della sua grazia può creare aperture per la pace là dove sembra che ci siano solo ostacoli e chiusura. Alla vostra preghiera uniamo la nostra, perché più forte sia il grido d'amore che sale al cuore di Dio”. Il pastore battista Moore nel suo intervento ha sottolineato il fatto che l'uomo si fa schiavo della legge del mondo, mentre Gesù invita i suoi discepoli a vivere secondo i suoi insegnamenti. Chi si definisce cristiano e non mette in pratica il Vangelo è, per Gesù, un ipocrita. È necessario quindi vigilare. Spesso anche per i cristiani è difficile vivere la Parola di Dio, ma Cristo che conosce i limiti degli uomini, li incoraggia e li invita ad essere uniti nella fede per adorarlo e ricevere da Lui il conforto. L'unità nella fede porta all'unità nella preghiera. Cristiani americani e italiani dunque hanno pregato insieme per la pace, uniti dalla stessa fede e dalla stessa certezza: Dio, Signore della Storia.
Simonetta Colonna e Agostino Canu