PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA - LA MADDALENA (SS)
Il Vento
Il Vento
"Il Vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va"(Gv.3,8)
(Supplemento di "Gallura e Anglona", periodico della Diocesi di Tempio-Ampurias: direttore Tomaso Panu)
N° 76 del 1 Aprile 2003 - pagina n° 1 -

1 Aprile 2003
A favore della Pace

A favore della Pace, inequivocabilmente, senza se e ma, in sintonia con gli appelli del Papa. È questa la posizione della Chiesa maddalenina, de Il Vento, di Radio Arcipelago. A guerra iniziata, per la quale non si intravedono ancora spiragli di cessazione, col sangue, soprattutto degli innocenti, che scorre sul Tigri e sull’Eufrate, ci uniamo alle preghiere ed alle esortazioni del Papa ai potenti del mondo, perché cessino al più presto le armi. Lo facciamo da un’Isola militare, dove l’eco della guerra non giunge solo attraverso giornali e televisioni. Pur non essendo Stato belligerante, l’Italia consente agli Usa l’uso del proprio spazio aereo e l’uso delle basi. E La Maddalena è base militare.
Con la nave appoggio di Santo Stefano partita da molte settimane, l’allarme ‘Charlye’, il visibilissimo rafforzamento delle misure di guardia e di sicurezza presso il Comando Usa di via Principe Amedeo e presso tutti i luoghi di presenza americana, militare e civile, con un discreto aumento dei controlli, ci si rende conto di quanto, da noi, non sia lontana la guerra. Dopo la fiaccolata per la Pace del 5 marzo scorso, che ha visto cattolici e non, sfilare silenziosi per le vie del centro storico della città, guidati dal parroco don Degortes, ne è seguita un’altra, il 19 marzo, al termine di un ‘Rosario per la Pace’ e di un’affollatissima Messa quaresimale. Davanti la Croce, numerosissimi fedeli, don Domenico Degortes, il cappellano cattolico della base Usa don Brian Simpson, don Terenzio Ntintagirageza, il parroco militare italiano don Paolo Di Domenico.
C.R.
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1 Aprile 2003
Meditazione,IV domenica di Quaresima, Anno B
a cura di don Sandro Serreri
“Chi crede in lui non è condannato” (Gv 3,18)
Dopo “convertitevi” (Mc 1, 15b: I di Quaresima), “ascoltatelo” (Mc 9, 7b: II) e “zelo” (Gv 3, 17b: III), ecco la quarta parola-guida: credere. “Chi crede in lui”. Chi crede nel figlio di Gesù, scrive l’evangelista Giovanni, “non è condannato”. Credere in Dio: non è stato mai facile, non lo sarà mai. Credere significa: impegnarsi personalmente in un cammino di ascolto, di preghiera, di meditazione, di testimonianza, di solidarietà. Credere oggi, più che mai, rappresenta veramente una sfida, una grande scommessa con il mondo dove viviamo, perché il credente, se coerente con quanto ascolta e celebra, deve andare controcorrente; deve opporsi alla superficialità,alla mediocrità, all’opportu-nismo, alla illegalità; deve sforzarsi di vivere il Vangelo e gli insegnamenti della Chiesa in contesti che pur non essendo anti-cristiani, però possono essere spiritualmente aridi, lontani da legami socio-religiosi, indifferenti, non sensibili nei riguardi di chi crede, non attenti ai bisogni spirituali umani. Vivere in un contesto contrassegnato da questi comportamenti per un credente non è semplice; è scoraggiante; può portare a crisi di fede così forti da spingere a cambiare strada, ad abbandonare il cammino di fede, a spezzare il legame religioso fino ad allontanarsi da Dio e dalla religione. Per questo, in questa nuova Quaresima siamo obbligati a verificare quanto sincero e, dunque, autentico sia il nostro credo; il nostro cammino di fede; quanto forti siano i nostri legami con la Comunità dei credenti, con gli insegnamenti della Chiesa, con la morale cattolica. Credere, ascoltare e fidarsi della Parola di Dio e della Chiesa è il primo, vero, fondamentale miracolo nella e per la vita di ognuno di noi, e non importa se siamo sacerdoti, suore, laici impegnati in parrocchia, praticanti. Credere (e sarà sempre così) è un vero miracolo come per un paralitico camminare, un cieco vedere, un sordo sentire, un morto resuscitare. Verifichiamo, dunque, se veramente crediamo o stiamo ingannando Dio, la Chiesa, noi stessi. Verifichiamo in confessione, nella direzione spirituale, nei colloqui con i sacerdoti, se siamo fedeli agli insegnamenti della Chiesa oppure se al di là della presenza fisica domenicale non c’è niente, non c’è la fatica quotidiana di mettere in pratica quanto detto, ascoltato, celebrato. Per questo: “Chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte da Dio” (Gv 3,21).
Archivio Rubrica: Meditazioni
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1 Aprile 2003
Sessant’anni fa
L’Isola conobbe la guerra
Il 10 aprile 1943, dopo tre anni di guerra, l’aviazione alleata,con 84 aerei, bombardava pesantemente La Maddalena, piazzaforte militare di prim’ordine, fino a quel momento ritenuta invulnerabile. In pochi minuti circa 500 tonnellate di bombe vennero sganciate sull’Arcipelago. Fu pesantemente colpito l’Arsenale Militare, affondato l’incrociatore Trieste, seriamente danneggiato il Gorizia. Alla fine del bombardamento si contarono, tra militari e civili, ben 200 morti ed un elevato numero di feriti. Immediatamente cominciò lo sfollamento di tutti gli abitanti, chi col trenino, chi con mezzi di fortuna. Luogosanto, Tempio, Bortigiadas, Monti, Buddusò ed altri paesi vennero ‘invasi’ da migliaia di maddalenini impauriti. Dopo 150 anni – nel febbraio del 1793, in piena Rivoluzione Francese, ci fu un tentativo di occupazione da parte delle truppe franco-corse al quale partecipò il giovane Napoleone Bonaparte – La Maddalena subiva ancora una volta, sebbene in proporzioni assai diverse, un bombardamento.
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1 Aprile 2003
Il male oscuro
Sul n. 72 de Il Vento ci siamo chiesti quale ‘male oscuro’ abbia colpito La Maddalena, male oscuro che manda in crisi, dopo pochissimi mesi, tutte le amministrazioni comunali (Serra, Birardi, Giudice), democraticamente elette. Dopo Andrea Nieddu e Franco Nardini (le risposte dei quali sono state pubblicate sul n. 73), Barbara Calanca (n. 74), Gian Carlo Tusceri (n. 75), gentilmente risponde Pinuccio Farina, insegnante in pensione, ex corrispondente de L’Isola, già direttore di Radio Maddalena e Tele-Video Maddalena.
Avrei qualche perplessità a qualificare ‘oscuro’ il male che affligge la comunità. Preferirei servirmi dell’aggettivo ‘endemico’ (detto di fenomeno cronicamente radicato e diffuso in una data situazione, Zingarelli). L’instabilità amministrativa, purtroppo, caratterizza l’Isola da decenni. La situazione non è cambiata affatto con il maggioritario: le frizioni si sono ingigantite soprattutto all’interno delle coalizioni vincenti. Se il dato di fatto è questo, proviamo ad avanzare qualche ipotesi sulle cause che lo determinano. Metterei in cima alla lista il confezionamento degli schieramenti per l’appuntamento elettorale: non si và tanto per il sottile. L’importante è vincere, anche se, dal primo giorno, la scarsa omogeneità degli eletti comincia a presentare il conto. Non solo a chi vince, ma a tutta la comunità. Aggiungerei – male non minore – l’individualismo eccessivo, non sempre mitigato da consapevolezza. All’umiltà dell’intelligenza capita sempre più spesso di vedere sostituita l’inutilità della polemica. Altro guaio: inventarsi le crociate a sproposito, oppure discutere a vuoto sul sesso degli angeli. Salvo recuperare – fuori tempo massimo – momenti di resipiscenza ed accorgersi che mentre ‘il resto del mondo’ cammina, questa comunità viene ingessata.
Pinuccio Farina
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C.A.V. (Centro di Aiuto alla Vita)
La Maddalena via Tomaso Zonza, 8
Telefono 0789.731087
orario di apertura:
martedì ore 17,00 - 18,00
mercoledì ore 17,30 - 18,30
Numero verde S.O.S Vita : 1678-13000

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