Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
N° 79 del 15 Maggio 2003 - pagina n° 6 -
15 Maggio 2003
Pionieri del turismo: Anna Molinari
A 92 anni, dopo una vita di sacrifici e di lavoro, è recentemente deceduta Anna Guaita vedova Molinari. Un nome che a molti, soprattutto ai più giovani, dice poco ma che è importante perché insieme al marito Pierino furono pionieri del turismo a La Maddalena. Nata in Francia da genitori emigrati, rimase orfana del padre all'età di 3 anni. A La Maddalena giunse nel 1922, ad 11 anni. La madre si era risposata ad Anna fu tra le prime orfanelle accolte dall'Istituito San Vincenzo. Si sposò a 17 anni, e fu la prima delle ragazze, ospiti dell'Istituto, che suor Gotteland accompagnò all'altare. Abitarono a Nido d'Aquila e Anna, oltre ad accudire alla casa ed ai tre figli, aiutava energicamente il marito nel mandare avanti quella che oggi si chiamerebbe l'azienda familiare, con tanto di orto, galline, capre e vacche. Ed Anna tutte le mattine si recava 'in paese' a vendere ortaggi, uova e soprattutto il latte. Passata la guerra, mentre gran parte dei maddalenini si adagiavano sul 'posto sicuro in Arsenale', ignorando l'evoluzione dei tempi e l'opportunità che il turismo nascente avrebbe potuto offrire, i coniugi Molinari insieme ai figli accarezzarono l'idea della costruzione di un albergo, idea che realizzarono investendovi i sacrifici ed i risparmi di una vita. I lavori iniziarono nel 1961 e terminarono nel 1963. Inizialmente l'Hotel Nido d'Aquila aveva 23 stanze e 40 posti letto, più che sufficienti allora a fronteggiare la domanda turistica che timidamente ancora si affacciava in un Arcipelago ancora tutto da scoprire e tuttavia ancora più noto della nascente Costa Smeralda. Una targa di marmo posta all'ingresso principale dell'albergo recava significativamente scritto: "Voi che criticate le opere nostre fatene delle più belle a spese vostre".
C.R.
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15 Maggio 2003
Pubblici esercizi: Oltre la metà al centro
Se si può dire che il centro storico di La Maddalena vada progressivamente spopolandosi, altrettanto non si può dire per i pubblici esercizi che invece, dati alla mano, rimangono concentrati per una buona metà proprio nel centro cittadino. Riferendoci agli elenchi aggiornati al mese di aprile 2003 si constata che di bar, ristoranti, pizzerie e similari a La Maddalena se ne contano ben 76. Di questi il 56% è ubicato nel centro storico o nelle vie immediatamente adiacenti; il 24% si trova a Due Strade-via Principe Amedeo-Panoramica; il 13% a Moneta-via Indipendenza; il 6% a Padule-Nido d'Aquila. Di queste attività circa una metà è intestata a ditte individuali mentre l'altra ha per titolari delle società. È sensibile la percentuale di titolari dei pubblici esercizi residenti a La Maddalena da poco o da pochissimo tempo, mentre va ad assottigliarsi il numero dei titolari nati a La Maddalena o qui residenti da almeno vent'anni. È rilevante la rotazione di attività affidate dai proprietari in gestione stagionale. Alcune attività hanno per titolari cittadini extracomunitari. Sono poi pochissime le attività stagionali, aperte per 3 o 4 mesi l'anno, soprattutto ubicate in periferia.
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15 Maggio 2003
Invito alla Poesia
a cura di Gianfranco Impagliazzo
Oblio

di Gennaro Avellino

  • Ci vuol poco
  • per sentirsi vivi:
  • bastano questi amici
  • così grati alla terra
  • di far festosa cornice
  • ad un raccolto di frutta
  • sotto questo pino
  • che suona felice
  • nel venticello di luglio…
  • Bastano queste parole
  • leggiere, senza strascico;
  • e d'intorno la locandiera
  • graziosa…
  • e lì Venere che si posa
  • sul più alto fiore
  • d'un oleandro
  • presso il recinto
  • che ci separa
  • dal silenzio.

Guardare e lasciarsi coinvolgere dalla beltà e dalla beatitudine che emana dalla natura: il messaggio è tutto qui!… Non importa trasferire in sequenze di vita reale le immagini altamente liriche che si susseguono nella poesia di Avellino. Ha importanza per il lettore calarsi nel momento di estasi del poeta, nella traslazione dalla visione concreta alla percezione che investe l'animo. La natura non è più natura ma simbolo: di gioia di vivere, di musicalità, di socialità, di grazia, di silenzio, in una parola di "OBLIO" dei sensi. L'estasi lirica è completa e il dire sgorga con estrema spontaneità e solo apparente irrazionalità.
Archivio. Invito alla Poesia
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15 Maggio 2003
Lo sport ci parla ...
a cura di Salvatore Faggiani
L'intenzione era quella di scrivere un articolo di presentazione delle due importanti manifestazioni che si svolgeranno questo mese a La Maddalena: il 18 la gara ciclistica "1° trofeo centro moto 2000 F.lli Cucca - Memorial Marco Pinna e Roberto Mula" e dal 21 al 25 maggio la manifestazione "La Maddalena - Sardegna 2003". Ma la fortuna di leggere la lettera di Marta, una bambina di 11 anni, mi ha fatto cambiare idea. Questa la lettera che integralmente e fedelmente riporto di seguito. "Mi chiamo Marta Andria, frequento la classe IB della Scuola Media G. Garibaldi. All'inizio dell'anno scolastico cominciai, anche se con qualche timore, a partecipare agli allenamenti di corsa campestre, organizzati dal professore Lorenzo Impagliazzo. Un giorno, al termine di un allenamento, il professore ci annunciò che a dicembre ci sarebbe stata una gara a Sassari, presso l'ippodromo Pinna. Così io e i miei compagni del gruppo sportivo emozionati ed eccitati cominciammo ad allenarci più frequentemente e con più impegno. Il giorno della gara partimmo alle 6.00 per arrivare in tempo per l'inizio della competizione. Durante il viaggio, anche se si scherzava e si rideva, il mio pensiero fisso era la gara. Quando fummo nelle vicinanze dell'ippodromo, tutti cominciammo ad avere un po' di paura. Una volta arrivati, fummo divisi nelle varie categorie maschili e femminili. Io facevo parte delle allieve ed eravamo circa 150 ragazze. Dopo il riscaldamento, quando fu il nostro turno, scendemmo nella pista. Ero agitatissima e mi tremavano le gambe. Dato il via, cominciai a correre e nel superare le altre ragazze, sentii molte di loro che si lamentavano per la stanchezza e per altri malesseri. Finito tutto il percorso, tagliando il traguardo diedi il mio numero al giudice di gara e stremata mi sdraiai per terra a riprendere fiato. Ero arrivata 29^. E' stato un giorno bellissimo, un grande successo per me e per tutto il gruppo sportivo, perché avevamo disputato delle bellissime gare. Ma soprattutto per me è stato un giorno speciale, perché essendo diabetica ho ottenuto un grande risultato, riuscendo a superare la paura di non farcela. Così colgo l'occasione per lanciare un messaggio a tutti i ragazzi che come me vivono questo problema: "non bisogna arrendersi, ma bisogna superare ogni paura e praticare qualsiasi sport divertendosi, perché così possiamo dimostrare a noi stessi di non arrenderci e di non farci schiacciare dal DIABETE. Ragazzi spezziamo le catene e riprendiamo il volo!"". Questa lettera merita indistintamente l'attenzione di tutti e deve farci riflettere. Dobbiamo infatti ringraziare Marta per la lezione di vita che ci ha donato e, soprattutto, per la purezza, l'umiltà e la serenità con la quale affronta il suo problema. Marta ha capito i reali valori dello sport e quanta forza e serenità riescono a dare. Il suo messaggio merita una riflessione attenta e profonda. Infatti è valido anche per quei giovani che hanno altri problemi e credono di risolverli con atti insani e tragici o con l'uso di sostanze stupefacenti e alcoliche e non riescono, come Marta, a capire e godere in una visione più ottimistica i valori della vita. E' valido per noi adulti che molto probabilmente siamo gli anelli di quella catena che con forza e determinazione Marta invita i giovani a spezzare ed a riprendere il volo. Felice e buon volo Marta e che sia il più alto possibile!
Archivio: Rubrica "Lo sport ci parla"
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