N° 80 del 1 Giugno 2003 - pagina n°
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1 Giugno 2003
Jeff, un esempio per tutti

Domenica 25 maggio, nell’ambito delle manifestazioni della ‘Settimana dei Parchi’, organizzata dal Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, che ha poi coinciso quest’anno con la manifestazione ‘La Maddalena –Sardegna 2003’ (si veda la rubrica curata da Salvatore Faggiani ‘Lo sport ci parla’), presso il porticciolo di Stagnali (Caprera) alcuni allievi di Jeff Onorato, il pluri campione maddalenino ‘diversamente abile’, si sono esibiti in alcune interessanti prestazioni di sci nautico. Tra gli allievi di Jeff che hanno sfidato il mare teso ed una temperatura certamente non ancora estiva, c’erano due non vedenti ed un paraplegico.
Jeff Onorato, con la dimostrazione sportiva di oggi si è dimostrato che ‘diversamente’ si può?
Certamente, noi lo dimostriamo. Fondamentalmente si parte dalla gioia di vivere, e comunque dal non farsi condizionare da quelli che sono i problemi fisici. I ragazzi, oggi, lo hanno dimostrato ampiamente, dando dimostrazione di come, in condizioni veramente difficili (onde formate, vento teso ecc.), malgrado tutto, nessuno di loro, per un solo istante, ha avuto l’indugio di rinunciare alla prova. E questo aumenta il valore della prestazione di oggi.
Ma cosa dici tu, cosa infondi tu in queste persone ‘divesamente abili’ che si affidano a te per la pratica di questo sport?
Loro ce l’hanno di natura! Io gli ho dato solo uno spunto. Non ho nessun merito in questo senso.
Gli dai la carica giusta?
Mi piacer pensarlo. Se fosse così sarebbe bellissimo!
Grande Jeff, grande e modesto, un esempio per tutti.
C.R.
1 Giugno 2003
Meditazione sulla Ascensione del Signore, Anno B.
“Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo” (At 1, 11a).
“Due uomini in bianche vesti” ricordano agli apostoli il mandato missionario: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura”(Mc 16, 15b). Non è più il tempo di stare “a guardare il cielo”. Per loro, è arrivato il tempo di: scacciare i demoni, parlare lingue nuove, imporre le mani ai malati e guarirli. Dunque, è il tempo dell’annuncio, dell’apostolato, della testimonianza. Il Signore Gesù viene “assunto in cielo” (Mc 16, 19b; At 1, 2c). Manderà, “fra non molti giorni” (At 1, 5c), lo Spirito Santo affinché gli apostoli siano suoi testimoni “fino agli estremi confini della terra” (At 1, 8b). Marco evangelista ci riferisce che: “Essi (gli apostoli) partirono e predicarono dappertutto” (Mc 16, 20a). Forse, sarebbero rimasti a contemplare a lungo il cielo, avvolti da un senso di abbandono, perché il loro Signore veniva “elevato in alto sotto i loro occhi” (At 1, 9), se i messaggeri di Dio non li avessero consolati con queste parole: “Questo Gesù, che è stato tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo” (At 1, 11). Dunque: tornerà. Nell’attesa, non bisogna “guardare il cielo”, ma darsi da fare, impegnarsi come cristiani per conquistare il cielo, per annunciare-testimoniare il Vangelo “fino agli estremi confini della terra”. La tentazione, dopo l’Ascensione del Signore, sarebbe stata quella di attendere il suo ritorno fiduciosi sì, ma privi di impegno, senza andare a svolgere la missione per la quale i discepoli di Gesù sono chiamati ed inviati: vivere e testimoniare l’amore di Dio. Oggi, come allora, anche noi, che veniamo dall’impegno degli apostoli, possiamo accontentarci di “guardare il cielo”. Fermarsi semplicemente a “guardare il cielo” significa: ascoltare la Parola di Dio, ma non metterla in pratica; ricevere la Comunione, ma non fare in modo che porti molto frutto; confessarsi, ma non cambiare vita; pregare, ma non avere piena fiducia in Dio. Il Signore Gesù, che viene “assunto in cielo”, ci ricorda che anche noi dobbiamo impegnarci per ricevere il Vangelo, ma anche per portarlo; per ascoltarlo, ma anche per metterlo in pratica; per nutrirci dei sacramenti, ma anche perché rechino frutto nella nostra vita; per convertire il nostro cuore. Come gli apostoli, ieri, noi, oggi, siamo chiamati ad impegnarci ad essere testimoni, autentici e credibili, del Vangelo. C’è tanto bisogno di questo impegno. Infatti, ne hanno bisogno tutte quelle famiglie che sono sempre più lontane dai valori del cristianesimo; ne hanno bisogno gli adolescenti, sempre più aridi spiritualmente; ne hanno bisogno i luoghi del lavoro umano, sempre più segnati da tensioni e cattiverie. Il Signore Gesù e con è per noi in questo impegno.
don Sandro Serreri
15 Giugno 2003
Costume tradizionale maddalenino
Tavola rotonda organizzata dal Corisma
Continua l’attività del Corisma (Comitato Ricerche Storiche Maddalenine) che dopo aver inviato una lettera al parroco don Domenico Degortes informandolo sulla non certezza della esistenza di un costume tradizionale maddalenino (rappresentato nel Museo Diocesano di via Barone Manno e che si intenderebbe far sfilare anche quest’anno durante la processione in onore della patrona Santa Maria Maddalena) promuove per il prossimo 14 giugno, probabilmente nel Salone Consiliare, una tavola rotonda per fare il punto sulla questione. Alla manifestazione il Corisma invita tutti coloro che vogliano collaborare, con spirito costruttivo, a fare il punto sugli studi attualmente in corso, allo scopo di verificare le ipotesi esistenti, sgombrando il campo da dubbi, confrontando, verificando ed eventualmente avviando nuove indagini. Dopo la metà di giugno inoltre il Corisma è impegnato a collaborare nell’organizzazione di una mostra e di un convegno dal titolo ‘I Garibaldi dopo Garibaldi’ (vicende e storie dei parenti e discendenti dell’Eroe), alla quale parteciperà tra gli altri Anita Garibaldi Jallet. È stato pubblicato poi nei giorni scorsi il 2° libro del Corisma ‘Almanacco Maddalenino 2’, edito da Paolo Sorba.
15 Giugno 2003
Alinghi facci sognare!
L’industria della Coppa America
La Coppa America di Vela prima ancora di essere un importante e prestigioso fatto sportivo è una rilevantissima operazione economica. È una vera e propria industria. Questo sembra essere chiaro a tutti, anche alla classe politica maddalenina complessivamente considerata, la quale, con un salto di mentalità epocale, sembra abbia colto appieno l’opportunità storica che potrebbe offrirsi con la possibile designazione di Porto Cervo-La Maddalena. E a rafforzare ed a confermare questa convinzione è giunta a metà maggio al sindaco Rosanna Giudice la lettera dal commodoro Gianfranco Alberini, dello Yacht Club Costa Smeralda, con la quale ha chiesto dati e dettagli per alloggiare e far risiedere a La Maddalena il personale delle decine e decine di imbarcazioni che parteciperanno alla manifestazione. “Si tratta – ha scritto Alberini al sindaco – di 2.000, 2.500 persone orientativamente composte da 3-400 nuclei familiari di 2-4 persone con bambini, per un totale di 1.500 letti da alloggiare in appartamenti. E ancora di 1.000 persone da alloggiare in monolocali, mini appartamenti, residence, villaggi turistici. Parte di tale personale potrebbe risiedere a Palau, ma non più lontano”. Questa massiccia presenza di persone (circa 2.500) composte da professionisti, tecnici, specialisti e loro familiari (mogli, mariti, figli) dovrebbero risiedere a La Maddalena per circa un triennio. Costoro, oltre a determinare un notevole sviluppo del mercato immobiliare, vivendo a La Maddalena imprimerebbero una marcia in più all’asfittica economia isolana sempre più orfana degli ‘stipendi sicuri dello Stato’, e non in grado di sopperirvi con lo scarso trimestre turistico estivo. Quattrocento famiglie ed un migliaio di ‘scapoli’, in trasferta e benestanti, non solo incrementerebbero il commercio (negozi di alimentari e di altri generi, bar, pizzerie, ristoranti ecc...) che a sua volta potrebbe offrire posti di lavoro in più, ma comporterebbero una formidabile richiesta di servizi, qualificati e non (artigiani locali, tecnici, insegnanti, animazione divertimento, baby setter, personale domestico, infermieristico, ecc.). Senza dimenticare naturalmente l’Arsenale dove i circa 200 attuali dipendenti superstiti (secondo alcuni ne servirebbero il doppio) dovrebbero supportare gli investimenti milionari (di euro) logistici ed altamente tecnologici delle decine di imbarcazioni. Mentre chiudiamo questo numero de Il Vento non sappiamo se Porto Cervo-La Maddalena siano ancora in corsa per organizzare la Coppa America di vela. Certo è che se dovesse essere assegnata a questo angolo di Sardegna per La Maddalena si ricreerebbe una situazione paragonabile a quella di fine Ottocento, all’epoca della costruzione delle grandi fortificazioni militari. Ora come allora ci sarebbero per l’Isola investimenti, reddito, occupazione, sviluppo. Allora però si trattò un’economia di guerra; questa volta invece si tratterebbe di un’economia di pace. Alinghi facci sognare!
Claudio Ronchi
15 Giugno 2003
Ambiente e mare
Declassati nella Guida Blu
Purtroppo quest’anno La Maddalena, come ormai accadeva da qualche anno, nella “Guida Blu” di Legambiente e del Touring Club Italiano non ha ottenuto le 5 vele e si vede superata dalle Cinqueterre, da Castiglione della Pescaia, Bosa, Arbus, Orosei, dalle isole Tremiti, Lampedusa e Linosa. Certo la selezione è dura, le località vengono sottoposte a ben 128 parametri di qualità, per cui la trasparenza delle acque, la levigatezza delle rocce, i colori delle spiagge, le caratteristiche del paesaggio, i profumi della vegetazione non sono sufficienti. Parola d’ordine sarà quindi: svegliarsi, svegliarsi, svegliarsi.
Lella Rubbiani