1953 anno di elezioniIl 1953 (cinquant’anni fa) fu un anno di elezioni per La Maddalena: comunali, politiche e regionali. L’Arcipelago era uscito dalla seconda guerra mondiale con grandi difficoltà e grande incertezza regnava sul futuro di tante famiglie. Molti maddalenini, per mancanza di lavoro erano dovuti emigrare, in Continente ed all’estero. Il clima politico era poi arroventato dalla guerra fredda, i cui drammatici effetti si sentivano anche a La Maddalena.

Nell’Arcipelago si era votato un anno prima, il 25 maggio 1952, ed una alleanza civica laica e di sinistra (il Pci capeggiato da Egidio Cossu, il Psi da Salvatore Vincentelli e Giacomo Arras, gli Indipendenti guidati da Gavino De Muro ed il Psd’Az.,), aveva abbondantemente vinto le elezioni conquistando 20 consiglieri su 30. Un mese dopo circa, il 30 giugno 1952, 25 dipendenti dell’Arsenale venivano licenziati perché sospettati di attività comunista. Il Consiglio Comunale elesse sindaco sindaco il liberale Renzo Larco, giornalista di varie testate nazionali tra le quali il Corriere della Sera. Dimessosi Larco dopo pochi mesi venne eletto sindaco il socialista Salvatore Vincentelli. Anche lui durò pochi mesi. L’uscita dalla maggioranza di un gruppo di indipendenti guidati da Pietro Ornano produsse lo scioglimento del Consiglio Comunale, l’arrivo del Commissario Prefettizio Castellana e le elezioni anticipate. L’8 marzo 1953 si votò di nuovo dunque. Stavolta la Dc, alleata col forte Partito Nazionale Monarchico e con gli Indipendenti conquistò 20 seggi su 30. Venne eletto sindaco Antonio Carbini che per motivi di lavoro si dimise pochi mesi dopo e poi Pietro Ornano che governò per 5 anni fino al 1957.