N° 83 del 15 Luglio 2003 - pagina n°
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15 Luglio 2003
Ora pro nobis !
Prega per noi, Santa Maria Maddalena, prega per tutti gli abitanti di questo Arcipelago. I festeggiamenti della Santa patrona, organizzati quest’anno dalle classi 1953 e 1978 (cinquantenni e venticinquenni), proseguono spediti e tante sono le interessanti manifestazioni organizzate; tra le tante (complessivamente una trentina) ricordiamo lo spettacolo musicale ‘San Remo, San Remo’, la 2° edizione di ‘U ritornu, patella d’argento’, la ‘Sagra del Pesce’, lo spettacolo del comico Benito Urgu, l’esibizione delle ‘Voci nel Blues’ e della ‘Banda della VI Flotta Usa’, il ‘Coro Polifonico Città di La Maddalena-Palau’, l’annullo postale in ricordo della festa, la Marcia Longa, la presentazione dello stendardo del Bordignon raffigurante S.Maria Maddalena. Novità assoluta quest’anno è stata la predicazione delle Novene, affidata in buona parte ai parroci dei paesi vicini. Oltre al parroco don Domenico Degortes, a don Sandro Serreri, don Terenzio Ntintantirageza e don Paolo Piras (di recente rientrato a La Maddalena), si sono alternati don Raimondo Satta (già vice parroco a La Maddalena ed ora parroco di Porto Cervo), don Francesco Cossu (Arzachena) don Luigi Iannone (S.Pasquale/Porto Pozzo), don Alessandro Piga (già vice parroco a La Maddalena ed ora parroco di S. Pantaleo), padre Mariano Festa (Luogosanto). Per il 22 luglio, giornata della festa, saranno presenti tre vescovi che concelebreranno insieme: mons. Paolo Atzei, vescovo di Tempio-Ampurias, l’arcivescovo maddalenino mons. Carlo Curis ed il vescovo di Ajaccio mons. Le Cramp. Seguirà poi la processione per le vie della città e la processione a mare. Un grandioso spettacolo pirotecnico, come da tradizione, concluderà le celebrazioni religiose. Una coda importante dei festeggiamenti di quest’anno sarà l’estrazione dei biglietti della lotteria, che avverrà sabato 26 luglio, lotteria che ha in palio ricchi premi. Primo far tutti: una Fiat Panda 1100.
Buona Festa e … buona fortuna!
15 Luglio 2003
Meditazione su S. Maria Maddalena
a cura di don Sandro Serreri
Maria Maddalena agli uomini di ieri, di oggi e di sempre, dice: “Ho visto il Signore” (Gv 20, 18). La donna, che mettendo a disposizione i suoi beni, aveva seguito, ascoltato e servito il Maestro Gesù, rovescia la cultura del suo tempo e apre vie nuove alla donna, che nel Vangelo e nell’evange-lizzazione è protagonista e soggetto determinante. Rileggere i Vangeli alla luce della presenza e delle parole di Maria Maddalena significa scoprire una donna nuova, portatrice di un messaggio nuovo: “Ho visto il Signore”, ovvero: Il Signore è risorto! E’ la risurrezione di Gesù Cristo, nato e morto per noi, ad aver cambiato il corso della storia. Maria Maddalena, donna salvata prima della Resurrezione, manifesta uno straordinario coraggio nel portare ai discepoli del Signore la testimonianza grazie alla quale ha avuto inizio la grande riconciliazione tra Dio e l’uomo in Gesù Cristo. La donna di Magdala si spinse ben oltre il semplice discepolato che aveva caratterizzato alcuni personaggi evangelici molto vicini al Maestro Gesù di Nazareth. Maria Maddalena è discepola, prima, e apostola, poi, come Simon Pietro e Saulo Paolo di Tarso. Apostola non nel senso comunemente inteso, ma pur sempre apostola, perché donna in cammino, donna che porta il Vangelo di Gesù Cristo, donna che continua la missione iniziata al servizio del Maestro di Nazareth. A ben guardare, Maria Maddalena riceve una investitura pari a quella di Maria, la madre di Gesù. Però, mentre Maria diventa apostola ai piedi della Croce e in forza di un testamento spirituale, Maria Maddalena lo diventa “nel giorno dopo il sabato” (Gv 20, 1) e in virtù di una eredità. Maria è la madre-apostola per testamento, Maria Maddalena è la donna-apostola per eredità. Per questo, la presenza, le parole, la testimonianza di Maria Maddalena hanno attraversato i secoli e sono giunti sino a noi, che sempre più abbiamo difficoltà nel vedere il Signore. Maria Maddalena ha “visto il Signore”, lo ha riconosciuto presente e vivo. Vedere il Signore significa saperlo riconoscere nel quotidiano, scoprire i segni della sua presenza, sentirlo vivo e operante in mezzo a noi. Un segno grande – valido anche per i lontani – è la creazione opera della paternità di Dio. Maria Maddalena è protettrice di un capolavoro della creazione di Dio: l’Arcipelago a lei dedicato. Ecco, allora, per noi che viviamo la fede nell’Arcipelago maddalenino, non è difficile considerare Maria Maddalena come santa protettrice dell’ambiente, delle bellezze naturali. Maria Maddalena, che ha “visto il Signore”, oggi continua a vedere il Signore anche attraverso il creato e mostra a noi una delle vie che conduce alla conoscenza di Dio, del suo amore: la creazione. Maria Maddalena, allora, è donna che appartiene anche all’ecologia; che ci invita a tutelare l’ambiente perché anche così si ama e si serve Dio; che ci insegna a poter dire anche noi, come lei: “Ho visto il Signore” nelle bellezze naturali dell’Arcipelago maddalenino.
15 Luglio 2003
Scenari inquietanti
Le dimissioni di Beltrami

Luigi Beltrami, Forza Italia, da pochi giorni delegato dal sindaco ad interessarsi dei rapporti con l’ente Parco ed a rappresentarlo (il sindaco) nella Comunità del Parco, il dieci luglio scorso ha presentato le proprie dimissioni dalla carica di consigliere comunale. In una lunga lettera ne ha spiegato le ragioni, esponendo le proprie amarezze di uomo e di rappresentante politico. Luigi Beltrami, ufficiale di Marina, da molti anni residente a La Maddalena, nel 2002 vice segretario di Forza Italia, aveva condotto col segretario Antonio Soloperto le trattative per la costituzione di una lista capeggiata da Rosanna Giudice. Duramente contestato e poi sconfessato dal resto del partito che aderì invece alla lista che presentava candidato a sindaco Chicco Tirotto, Beltami si era comunque candidato con la ‘lista Giudice’ insieme ad Antonio Satta, anche lui di Forza Italia. Conseguì 118 voti e venne eletto. Fin dalla prima seduta del Consiglio Comunale fu sollevata la questione della sua eleggibilità (per primo la sollevò Tirotto), questione portata poi caparbiamente avanti dalla stessa maggioranza Giudice e riproposta in Consiglio Comunale fino alla dichiarazione di ineleggibilità, votata nell’ottobre 2002. La delibera che lo estrometteva dal Consiglio (nel frattempo veniva surrogato da Cecilia Carta) venne impugnata da Luigi Beltrami davanti al tribunale di Tempio che, a fine gennaio 2003, annullò tale decisione, reintegrandolo nei banchi del Consiglio Comunale. A quel punto, buona parte dei componenti di Forza Italia si erano rappacificati e veniva costituito in Consiglio Comunale il ‘Gruppo’, composto dallo stesso Beltrami, da Antonio Satta e Roberto Ugazzi, questi ultimi nel frattempo in rotta di collisione con il sindaco Rosanna Giudice per le scelte operate nel dicembre 2002 sul Parco ed estromessi dal sindaco rispettivamente dagli incarichi di assessore al commercio e viabilità e di consigliere delegato alla cultura ed allo sport. Dopo un breve periodo passato all’opposizione il gruppo di Forza Italia il 16 giugno scorso, forte di 3 consiglieri, entrava ufficialmente in maggioranza (Il Vento n. 82 del 1° luglio 2003), con Roberto Ugazzi nominato assessore al commercio, patrimonio e sport, con Antonio Satta eletto alla presidenza del Consiglio Comunale (eletto il 2 luglio scorso), e Beltrami con gli incarichi sopra esposti. Poi, improvvise, le dimissioni, che aprono una nuova delicata fase nella travagliata storia della giunta Giudice, e scenari inquietanti sulle esigenze vere della popolazione maddalenina, che sono quelle di una Amministrazione stabile, autorevole e che amministri!
Claudio Ronchi
15 Luglio 2003
L’editoriale
a cura di don Sandro Serreri
Un Parco… per tutti
Visto che, sempre di più, la società sta soggiogando la natura, mediante la scienza, la tecnica e l’industria, in questi ultimi decenni, dietro anche la spinta della sensibilità ecologica, sono nati i Parchi. Un Parco è un Ente Nazionale, istituito da una legge dello Stato, che dipende dalla politica del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio. Questo Ente ha la finalità di tutelare i territori di particolare interesse naturalistico, che altrimenti verrebbero aggrediti e, probabilmente, distrutti dalle attività umane, dallo sfruttamento, dall’inquinamento. L’ambiente, visto come eco-sistema e come casa dell’uomo, va tutelato dalla legge, perché il cuore dell’uomo non è sufficiente per sentire istintivamente tutto il pericolo umano che incombe su alcuni territori di rara bellezza, come l’Arcipelago maddalenino. Perciò, anche dalla buona gestione di un Parco dipende la “qualità della vita” degli abitanti il territorio tutelato. Un Parco, allora, è uno strumento democratico di tutela e gestione della casa umana più importante: l’ambiente e il suo territorio; inoltre, è un manifesto di civiltà, perché le società che non si autotutelano sono destinate a perire; infine, è un monito indirizzato alla coscienza collettiva degli uomini di oggi e di domani affinché l’ambiente che nel presente godiamo possa essere eredità delle future generazioni. Non vi è dubbio che questi principi si possono scontrare, nel nostro caso, con quel senso di libertà nella gestione del proprio territorio che da sempre caratterizza il rapporto dei maddalenini con le “loro” isole e il “loro” mare. Forse, dal maddalenino attaccato come una patella al “suo” scoglio, l’Ente Parco è visto come una legge finalizzata a espropriarlo di un territorio che è stato abituato a sentire e, quindi, a vivere solo come “suo” o disposto a dividerlo solo con la Marina. Allora, bisogna fare i conti anche con il carattere dei maddalenini. Questo, non va ignorato, perché chi ignora non conosce e chi non conosce sbaglia, sicuramente. Credo che i maddalenini, che – tengo a ricordare – da oltre due secoli sono ponte tra la Sardegna e la Corsica e tra il mare di Spagna e quello d’Italia, non siano tanto contrari al Parco, quanto abbiano il giustificato timore di perdere il poco che hanno, di non poterlo gestire attraverso il metodo democratico della partecipazione, di non riceverne alcun beneficio economico e sociale. Per questo, è necessario informare correttamente e rendere partecipi democraticamente. Tutto qui. Allora, e solo allora, anche il bellissimo Arcipelago maddalenino sarà un parco… per tutti!