N° 84 del 01 Agosto 2003 - pagina n°
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01 Agosto 2003
Bentornato Presidente!
Siamo lieti di salutare il ritorno a La Maddalena, per le vacanze estive, del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e della sua gentile consorte Franca. È la terza volta che l’Arcipelago ospita la coppia presidenziale, e si sente onorato. Per circa due settimane La Maddalena sarà la piccola capitale d’Italia e la palazzina dell’Ammiragliato si trasformerà in un piccolo Quirinale estivo. La stima, la popolarità e la simpatia dei coniugi Ciampi sono note in tutta la Nazione, ma sono particolarmente vive a La Maddalena dove, per via della condizione vacanziera ed informale, si esprimono e si apprezzano maggiormente. Salutiamo il Presidente della Repubblica, grande italiano impegnato a fare gli italiani e salutiamo anche l’uomo di fede. Una fede la sua, certamente non ostentata ma significativamente testimoniata, negli anni scorsi, proprio a La Maddalena. Buone vacanze Presidente! Buone vacanze signora Franca!
La Redazione
01 Agosto 2003
Meditazione sulla
XVIII domenica T.O., anno B
a cura di don Sandro Serreri
“Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete” (Gv 6, 35).
Noi uomini abbiamo sempre fame: fame d’amicizia, d’affetto, di compagnia, di sicurezza, di pace, di serenità. Per questo, ci diamo tanto da fare per eliminare o alleviare tutti questi tipi di fame. Però, non sempre riusciamo in questa fatica. Ecco, perché siamo insoddisfatti, ci lamentiamo di tutto e di tutti, non siamo tranquilli, c’è sempre qualcosa che va storto. Per estinguere la fame che c’è in noi ci attacchiamo alle persone e alle cose, sicuri che queste bastino, siano più che sufficienti. La scoperta che facciamo è molto amara. Nessuna persona e nessuna cosa può estinguere la nostra fame e sete, perché ogni persona e cosa ha un limite, un difetto; dalle persone e dalle cose c’è sempre da attendersi qualche delusione. Ecco, allora, l’insegnamento di Gesù: “Io sono il pane della vita” (Gv 6, 35). Ecco il pane che può estinguere ogni nostra fame. Noi cristiani dobbiamo trovare nel pane-Gesù ciò che può nutrire la nostra fame di serenità, di equilibrio tra noi e gli altri. Perché questo accada nella nostra vita, dobbiamo credere: credere che in Gesù Cristo possiamo trovare la capacità e la forza di superare le difficoltà, le prove, le incomprensioni, i fallimenti, lo scoraggiamento. Si tratta di sperimentare quanto sia vero che Gesù è “il pane della vita”. Solo la viva esperienza di avere cercato e trovato finalmente la serenità e, quindi, la pace tanto desiderata, può farci convincere di quanto vere siano le parole di Gesù. Per questo, occorre interiorizzare l’ascolto della parola di Dio, la Comunione che riceviamo. Questa interiorizzazione, presa di coscienza, passa attraverso la preghiera che è l’esercizio del dialogo tra noi e Dio. Chi di noi non affronta questa fatica fallisce. Solo la preghiera può aiutarci a scoprire la presenza dentro la nostra vita del pane vero: Gesù.
01 Agosto 2003
Non invitata parte della stampa locale
Cambio di Comando Usa tra Reese e Parker

Il 23 luglio scorso si è svolta in piazza Umberto I la cerimonia di passaggio della consegne del comando della 22° Squadriglia Sommergibili (con sede nell’isola di Santo Stefano), tra il capitano di vascello Howard F. Reese (uscente) ed il capitalo di vascello Gregory S. Parker (entrante). Erano presenti l’ammiraglio Edward Burkhalter (che fu a La Maddalena tra il 1974 ed il 1976) ed il contrammiraglio Stephen Stanley. La 22° Squadriglia Sommergibili, il cui comando è a bordo della nave appoggio per sommergibili nucleari, comprende la nave appoggio stessa, di base nell’isola di Santo Stefano, e diversi sommergibili d’attacco dislocati nel mar Mediterraneo. Il comandante Reese, nel suo discorso di commiato, ha tra l’altro rivelato come negli anni passati fu messa in discussione, per motivi di bilancio, esistenza della base di La Maddalena ed ha confermato la partecipazione della nave appoggio per sommergibili nucleari di Santo Stefano alla guerra contro l’Iraq: ”A causa della diminuzione dei bilanci – ha affermato Reese - l’esistenza della Nave appoggio qui in La Maddalena fu minacciata. Fumo costretti a dimostrare il significato, l’impatto positivo, l’efficienza e l’importanza della Nave appoggio. La ‘Emory S. Terra’ ha dimostrato superbamente il proprio valore durante le operazioni Libertà in Iraq, con riparazioni e ricarica dei sommergibili nelle Baia di Souda”. Il capitano di vascello Reese ha poi confermato la volontà di ampliamento della presenza militare americana, parlando di “appoggio per 12 sommergibili” e ancora della esistenza di “un piano per il futuro della Marina Militare (Usa, ndr) qui a La Maddalena”, ed infine “dello sviluppo delle nuove aree per le nostre operazioni future”. Il nuovo comandante, capitano di vascello Gregory Parker è dell’Oklaoma e si è laureato nel 1979 all’Accademia Navale degli Stati Uniti in Scienza e Pianificazione della Fisica e successivamente, presso l’Università della Guerra Navale, in ‘Affari per la sicurezza internazionale’. Tra i vari incarichi ricoperti ricordiamo il comando della base USS della Virginia dell’Ovest e l’appartenenza allo staff del Comandante della Forza Sottomarina del Pacifico. Il capitano Parker è cattolico praticante; è sposato con Alica Blandford ed ha due figlie, Emily e Sara. È singolare che della cerimonia del passaggio di consegne, gli appositi e distratti uffici non si siano preoccupati di dare comunicazione né a L’Unione Sarda, né a Radio Arcipelago, né a Lo Scoglio, né a Il Vento.
Claudio Ronchi
01 Agosto 2003
L’editoriale
a cura di don Sandro Serreri
E per divertirsi… sesso alcool e spinelli!
Come si divertono i nostri adolescenti? Semplice: sesso, alcol e spinelli. L’età, si sa, è quella della scoperta del proprio corpo, delle prime esperienze con l’altro sesso, della compagnia o meglio del branco, dell’autonomia a tutti i costi, delle forti trasgressioni. Quindi, niente di nuovo? Apparentemente. Di nuovo c’è che si sta abbassando sempre di più l’età della “prima volta”: del primo sesso, della prima sbronza, del primo spinello. L’ultima generazione di adolescenti sta bruciando prima molte esperienze di vita. Il sesso sembra da mettere al primo posto. Eppure, non se ne parla né in famiglia né a scuola. Il vuoto educativo è totale. “Fare sesso” è la preoccupazione o meglio la conquista di molti adolescenti. Subito dopo le medie, si è già visto abbastanza: film, siti internet, riviste. Resta solo un po’ di paura: il ragazzo ne ha più della ragazza. Per molti adolescenti non c’è più nulla da scoprire, ma solo da provare. E per chi si spinge oltre certi limiti c’è il “sesso sicuro”, anche se non garantito. La “prima volta”, generalmente, lo fanno con chi si conosce da tempo. Molti, comunque, ci provano anche con chi “ci sta” non più di una stagione. Allora, in questo caso, il sesso si fa per divertimento e basta. Poi, viene l’alcol. Gli adolescenti che cercano lo “sballo” bevono alla prima occasione che gli si offre, perché è divertente e perché in certe compagnie è inevitabile (o quasi). Per l’acquisto del superalcolico ognuno mette la sua quota e, durante la “spiaggiata” o in chi sa quale vicolo maddalenino, si beve e non per dimenticare o per qualche problema in famiglia: si beve per ridere e basta. Da ultimo viene lo spinello. In questo caso lo “sballo” è assicurato. L’occasione: sempre nelle solite “spiaggiate”, le feste di compleanno ed estive, appartati durante le prime ore della notte in qualche vicolo. Dello spinello dicono che non fa male e che non ti coinvolge, come l’alcol. Ma essendo una droga sanno che terrorizza i genitori. Quando qualcuno li mette in guardia, ti rassicurano dicendo: E’ solo per divertirsi! Ma, forse, anche per ammazzare la noia, perché il sonno arrivi il più tardi possibile e l’adrenalina si agiti un pochino. Lo riconoscono: Qualcuno non si ferma, va oltre il primo sesso, la prima sbronza, il primo spinello, la prima violenza. Ma, dicono, è tutta colpa del branco, dell’adrenalina, delle risate, della notte che in un modo o nell’altro deve passare, della trasgressione che comunque va fatta altrimenti non si cresce e non si capisce e non si gusta la vita. Qualche adolescente, con orari e bussola dati da genitori decisi e fermi, si tira indietro preferendo lavorare, compagnie “tranquille”, l’amico computer e internet. A proposito: non c’è nulla più anarchico di internet. Gli adolescenti ci giocano, ma capiscono che è un gioco senza né regole né controlli. Ma per qualcuno è solo divertimento. Comunque, alla fine, c’è sempre chi si annoia e perciò va a caccia di nuovi divertimenti finché l’estate passa. A settembre resta solo il ricordo delle prime esperienze non interiorizzate, perché non c’è né testa né cuore e non c’è mai tempo per fermarsi a pensare. Si torna a scuola e con questa ritorna un pochino di solitudine. Allora, è triste sentire da un sedicenne, che si è divertito: “E’ vero: non ho ideali e non so dove sto andando!”.