N° 85 del 1 Settembre 2003 - pagina n°1 -
1 Settembre 2003
I russi nell'Arcipelago
È stato, probabilmente, per anni, l’assillante incubo di mons. Salvatore Capula e, di contro, il grande sogno coltivato da tanti ‘compagni’ isolani: la flotta russa nelle acque di La Maddalena. Mercoledì 27 agosto, in uno tra i giorni più caldi che a memoria d’uomo i maddalenini ricordino, l’incrociatore lanciamissili-portaelicotteri a propulsione nucleare Moskva, nave ammiraglia della Flotta russa del Mar Nero, ed altre due navi, in occasione dell’incontro tra il premier italiano Berlusconi e quello russo Putin, hanno gettato le ancore in quello stesso mare da oltre trent’anni ‘occupato’ dai sommergibili della VI Flotta Americana, e che nei secoli fu solcato dalle navi romane, da un giovane Napoleone e da un grande Nelson. È passato l’impero romano, quello napoleonico, il dominio inglese sui mari, l’impero sovietico, e passerà anche quello americano. Tutto scorre, tutto diviene, tutto passa.
Claudio Ronchi
1 Settembre 2003
Meditazione sulla XXII domenica T.O., anno B.
a cura di don Sandro Serreri
“(…) non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo. (…) Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo” (Mc 7, 15.23).
Gesù conosce il cuore dell’uomo. Per questo, ha la capacità di metterlo a nudo. Infatti, è “dal di dentro”, dal cuore, che esce ciò che veramente contamina l’uomo e i suoi rapporti con gli altri uomini e il creato. Il cuore dell’uomo, ferito dal peccato, reca il mistero del male. Il male alberga nel cuore dell’uomo sotto forma d’egoismo, orgoglio, vanità, ipocrisia, vendetta. “Tutte queste cose cattive” escono dall’uomo e dalla sua bocca e lo contaminano. Allora, l’uomo contaminato è quello che uccide, ruba, non ama il suo prossimo, mormora e giudica, non rispetta il creato. Gesù spesso s’incontra con questo tipo di uomo perché lo vuole liberare e salvare. Perciò, scruta sempre il suo cuore per vedere il male e così poterlo combattere e vincere. Molte volte la vittoria non è stata facile, perché il cuore dell’uomo si difende con la potente arma della libertà. L’uomo, si sa, è libero: libero di lasciarsi contaminare. L’uomo contaminato è il “fariseo”, l’ipocrita, che pensa che sia il di “fuori dell’uomo” a recare danno al suo cuore. Quest’uomo tende a salvare le apparenze, a preoccuparsi solo della sua vanità, a restare in superficie. Gesù, che era un uomo concreto, sincero, giusto, condanna sempre questo comportamento farisaico, ieri come oggi. Gesù ci invita ad avere il coraggio di saper guardare dentro il nostro cuore per scoprire che è questo, e solo questo, la vera causa di tanti mali: malvagità, inganno, invidia, calunnia, stoltezza. Davanti a Dio il cuore deve essere puro. Dio, infatti, non gradisce un cuore ferito dal peccato e dominato dal male. Ricordiamo la beatitudine: “Beati i puri di cuore, / perché vedranno Dio” (Mt 5, 8). Quando il cuore non è puro, cioè non è conforme al motivo per cui è stato creato, allora, ecco l’odio, le ingiustizie, le guerre, le stragi, la fame, le divisioni. Siamo, perciò, invitati a riconoscere quanto male può uscire dal nostro cuore, se solo noi ci lasciamo contaminare e dominare da questo. Dobbiamo, piuttosto, saper fare uscire il bene affinché possiamo essere graditi a Dio, la nostra sia una religione che non ammette ipocrisie, la nostra testimonianza cristiana sia sincera e possiamo essere non giudicati ma ammirati e imitati.
1 Settembre 2003
Ciampi a La Maddalena dal 2 al 16 agosto
Carissimo Signor Presidente...

Dal 2 al 16 agosto hanno trascorso le loro vacanze a La Maddalena il Presidente delle Repubblica Ciampi e la moglie Franca Pilla, ospiti nella palazzina dell’Ammiragliato. Oltre ad apprezzare la tranquillità e della quiete che La Maddalena, nonostante la stagione, offre, hanno goduto del mare e delle bellezze dell’Arcipelago con piccole crociere, quasi quotidiane, sul panfilo della Marina ‘Argo’. I coniugi Ciampi hanno ‘preso Messa’, sempre in forma privata, domenica 3 agosto ed il giorno di Ferragosto nella chiesa di Santa Maria Maddalena e domenica 19 agosto nella chiesa della Madonna della Medaglia Miracolosa (parrocchia militare). Domenica 3 agosto, in Santa Maria Maddalena, prima di iniziare la celebrazione, don Serreri ha così salutato gli illustri ospiti:
“Carissimo signor Presidente della Repubblica, gentilissima signora Franca, ben tornati nel vostro Arcipelago, in questo ambiente bellissimo della nostra Italia. È la quarta volta che scegliete l’Arcipelago di La Maddalena per trascorrere le vostre vacanze estive. Per noi è sempre un grande onore avervi nostri ospiti e ancor di più avervi tra i nostri fedeli parrocchiani. In una Italia e in una Europa rispettosi del pluralismo religioso ma in continua riscoperta delle radici cristiane della storia, della cultura, della civiltà e della società è di rilevante importanza che la coppia presidenziale italiana sia cristiana, credente, praticante. La vostra fede, manifestata anche pubblicamente, incoraggia quanti hanno a cuore il futuro del cristianesimo in Italia e in Europa, a continuare a lavorare, alla luce della dottrina sociale della Chiesa, affinché ci sia una vera giustizia sociale per tutti. A lei carissimo signor presiedente della Repubblica, grande italiano impegnato a fare gli italiani, ed alla sua gentile consorte signora Franca, auguriamo un felice soggiorno nell’arcipelago di La Maddalena. Godete del mare, del vento, del sole, dei graniti. State anche vicini ai maddalenini, che vi stimano, vi vogliono bene e ormai vi considerano maddalenini. Dunque, ben tornati nel vostro Arcipelago e buone vacanze”.
Il saluto di Ciampi
Già come lo scorso anno il Presidente della Repubblica Ciampi ha rilasciato in esclusiva una brevissima dichiarazione e saluto dai microfoni di Radio Arcipelago.
“Sono lieto – ha detto - di essere ancora una volta qua, con voi, qua nella vostra bella terra, e godermi un po’ di mare, un po’ di sole e anche un po’ di vento”.
1 Settembre 2003
L’editoriale
a cura di don Sandro Serreri
Il Vento è poesia
La poesia, dalla notte delle civiltà, è una delle più alte espressioni della sensibilità dell’uomo. Da sempre, è lo strumento di cui si serve l’uomo per fissare e trasmettere emozioni, sentimenti, sensazioni, colori, suoni, profumi; per fermare la vita con le sue infinite varietà e irripetibilità. La poesia è il laboratorio chimico del cuore dell’uomo. In questo straordinario laboratorio tutto si trasforma: i colori diventano quadri, i suoni sinfonie, i profumi ricordi; le emozioni palpito del cuore, i sentimenti nostalgie, le sensazioni conforto. I poeti… valgono più dei pittori, dei musicisti, degli scultori, perché la parola, l’inchiostro, il suono, sono più dei colori, delle note, dei marmi. I poeti immaginano il sole che danza sulle acque del mare; sognano il sonno della luna; ascoltano il canto del vento. Il poeta è un cieco che vede, un sordo che sente. I poeti cantano la vita e soffrono per chi non canta, e cantano il lamento dell’uomo che si attarda a conversare con il dolore e la morte mentre la gioia passa, passa in fretta: “Tuoi cespi solitari intorno spargi, / Odorata ginestra, / Contenta dei deserti” (G. Leopardi, La ginestra, 1836). I poeti non amano la tragedia, piuttosto la deridono. I poeti ci mostrano l’invisibile. Per tutto questo, i poeti e la poesia rendono alla cultura un servizio unico, insostituibile, necessario. La cultura, con i suoi mille e mille volti, non può fare a meno dei poeti e della poesia. Il Vento fin dal suo primo numero (15 marzo 2000) ha aperto la sua porta a tutti coloro che nella nostra Isola fanno e promuovono cultura, perché la cultura, quella vera, quella che ha le vesti di Donna Umiltà e non di Donna Superbia, tende, sempre e comunque, ad unire, a far incontrare cuori e menti, a far nascere confronti, dialoghi, collaborazioni. Il Vento crede che questa apertura sia un servizio a beneficio del progresso della Comunità maddalenina. Perciò, stimiamo Lo Scoglio giunto al suo 13° anno di vita, il rinato Corriere delle Bocche, il Circolo Maddalenino per la sua difesa dell’isulanu, il Co.ri.s.ma. al quale tanto si deve sul terreno della memoria storica. Tutti, insieme, allora dobbiamo continuare a collaborare perché non venga meno una passione che tutti ci accomuna: l’amore per la nostra Isola, per la sua gente, per la sua storia, per il suo domani. E i poeti e la poesia ci danno un aiuto, indispensabile e insostituibile, per la costruzione di una casa comune: quella della cultura. I poeti immaginano l’impossibile, sognano i desideri, sentono i suoni del mare e del vento, mentre noi riceviamo in dono… sensazioni. Così il poeta francese Arthur Rimbaud canta una sensazione: “Le sere turchine d’estate andrò nei sentieri, / punzecchiato dal grano, calpestando erba fina: / sentirò, trasognato, quella frescura ai piedi. / E lascerò che il vento m’inondi il capo nudo. / Non dirò niente, non penserò niente: ma / L’amore infinito mi salirà nell’anima, / e andrò lontano, più lontano, come uno zingaro, / nella Natura, - felice come con una donna” (Sensazione, Marzo 1870). Allora, ben venga Il Vento, i poeti e la poesia, perché “e’l naufragar m’è dolce in questo mare” (G. Leopardi, L’Infinito, 1819).