N° 91 del 1 Dicembre 2003 - pagina n°
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1 Dicembre 2003
Colonna pendente

Osservate la Colonna Garibaldi (nella foto), uno dei simboli di ‘Maddalena’. Per uno strano effetto fotografico, sembra pendente, sembra stia per cadere. È un po’ questa l’impressione che si ha di La Maddalena, della comunità di persone, uomini e donne, anziani, giovani e bambini, che la abitano. Travolta dalle polemiche, sbattuta decine di volte in ‘prima pagina’, e sempre per fatti negativi e preoccupanti, l’Isola vive emotivamente in bilico, nella sensazione di aver perso, da tempo, la rotta. E due importanti risultati, come l’approvazione del Puc e la soluzione del problema acqua, sembrano non essere sufficienti a dissipare incertezze, dubbi, paure, sul presente e sul futuro. La Marina Italiana in disimpegno, una presenza militare americana da molti ritenuta ingombrante e pericolosa e comunque ‘poco pagante’, la delusione per la ‘concretizzazione’ del Parco, l’ancora lontano decollo turistico, una rissosità politica da ‘polli’ di manzoniana memoria, gettano ombre su una comunità orfana dei tradizionali punti di riferimento e che oggi, tuttavia, può e deve confidare, con estrema convinzione, sulla grande risorsa delle proprie forze e sul quel bimbo che tra poco, pur tra guerre, odi, egoismi, ancora una volta nascerà a Betlemme.
C.R.
1 Dicembre 2003
Meditazione, sulla I domenica di Avvento Anno C.
a cura di don Sandro Serreri
..."Gerusalemme vivrà tranquilla. Così sarà chiamata: Signore-nostra-giustizia” (Ger 33, 16)."
Il nuovo Tempo di Avvento ha inizio sotto il segno della rassicurazione che vivremo tranquilli e che il Signore è la nostra giustizia. Tranquillità e giustizia, dunque, è il primo binomio che incontriamo oltrepassando la porta d’ingresso dell’Avvento. Altri ne seguiranno. Chi non ha bisogno di tranquillità? Tutti, infatti, cerchiamo di avere una vita tranquilla, senza troppi scossoni e prove. Purtroppo, la vita riserva ad alcuni tribolazioni, gravi malattie, difficoltà, problemi, angosce. Per questi, la fede, se la hanno, è di grande conforto e reca tranquillità. Comunque, al di là di certe situazioni di vita, la tranquillità è uno stato dell’animo, un desiderio del cuore, un bisogno interiore. Sentirsi ed essere veramente tranquilli dentro porta pace, comprensione, perdono, pazienza, umiltà. Al contrario, chi non è tranquillo interiormente difficilmente saprà stare bene con se stesso e con il suo prossimo. Per questo, la tranquillità spirituale è un dono da chiedere come grazia proprio all’inizio dell’Avvento. Essere tranquilli è un diritto, ma anche un dovere, un compito, un impegno. Il Tempo di Avvento darà modo di riscoprire anche quanto sia importante per il cristiano non lasciarsi turbare dagli eventi negativi della vita, non affannarsi inutilmente in questioni che lo allontanano dalla pace del cuore che il Signore dona a chi ha fede. L’Avvento, essendo tempo forte di appelli alla coscienza e di chiamata alla conversione, aiuterà molti credenti a raggiungere la vetta della tranquillità spirituale affinché il cuore non si turbi davanti anche alle ingiustizie che si riscontrano nella vita sociale. Ed ecco l’altro termine del binomio: giustizia. Il cristiano che ha una fede sincera ed autentica sa che il suo Signore è giusto sempre, anche quando ciò non appare in modo evidente. Il Signore è giusto, perché non ha interessi di parte da far valere; è giusto, perché vuole solo il bene; è giusto, perché ha saputo sacrificarsi. Nella vita spirituale la giustizia corrisponde alla volontà di Dio. L’uomo giusto è colui che compie la volontà di Dio. Allora, in questo nuovo Tempo di Avvento, il cristiano si domanderà, tra l’altro, se è giusto, cioè se nella sua vita s’impegna a fare la volontà di Dio. Allora, sarà facile domandarsi: Come possiamo pretendere di vivere senza ingiustizie, tra uomini ingiusti, se noi per primi non lo siamo? La prima settimana d’Avvento, dunque, ci dovrà vedere impegnati a cercare e trovare quella tranquillità interiore che da sola è capace di dare pace ed equilibrio a tutta la nostra vita. Poi, a sforzarci di fare la volontà di Dio scoprendo la sua presenza dentro le vicende felici e tristi della vita di tutti i giorni. Sarà questo il Tempo opportuno, infine, per domandarci, se veramente basiamo la nostra tranquillità sui beni di questo mondo oppure sull’amore di Dio e se veramente ci impegniamo a capire quale sia la sua volontà per poi poterla compiere. Mettiamoci, dunque, in cammino.
1 Dicembre 2003
Premio Torretta per Jeff
Jeff Onorato, maddalenino, pluridecorato campione mondiale di sci nautico ‘diversamente abili’, ha ricevuto a Milano il premio ‘Torretta’ per lo sport, importante riconoscimento per la carriera sportiva e l’impegno nello sviluppo dello sport e dei suoi valori tra i diversamente abili. Con Jeff Onorato sono stati premiati tra gli altri, l’equipaggio di Alinghi (vincitore della Coppa America di Vela), Giuseppe Gibilisco (oro ai mondiali di salto con l’asta), Alex Zanardi (automobilismo), Stefania Belmondo (sci di fondo), Cristian Brocchi (calciatore), Serse Cosmi (allenatore di calcio), ed altri nomi noti dello sport nazionale.
1 Dicembre 2003
L'editoriale
di don Sandro Serreri
Come nel 1973...
Nei giorni che vanno dal 22 al 25 febbraio 1793 la giovane Comunità maddalenina, composta da circa 800 abitanti, tra famiglie di marinai e di pastori corso-galluresi, si difese e resistette al tentativo francese di occupare l’Isola. La spedizione franco-corsa era comandata dal colonnello Colonna-Cesari imbarcato sulla fregata Fauvette mentre al comando dell’artiglieria c’era il futuro imperatore dei francesi: il luogotenente colonnello della guardia nazionale corsa Napoleone Bonaparte. In questa occasione, sotto la guida del piemontese Felice de Costantin, ufficiale della reale marina sarda e comandante generale dell’Isola, e di Domenico Millelire, luogotenente di vascello della medesima marina, i maddalenini ebbero la volontà e la forza di organizzarsi contro un comune nemico, presi dal timore di perdere, tra l’altro, anche la libertà religiosa. I maddalenini si trovarono uniti a combattere la politica giacobina e per difendersi dagli interessi politici, sociali ed economici della Francia rivoluzionaria. Il de Costantin e il Millelire distribuirono i compiti a tutti gli uomini abili e questi, sotto un unico stendardo (cucito a mano in chiesa dalle donne) – quello conservato e custodito nella sala del Consiglio comunale –, sventolante sul forte sant’Andrea, respinsero il nemico salvando così l’Isola dal nuovo vento francese che, da lì a poco, sarebbe soffiato impetuoso per tutta l’Europa. Possiamo dire, dunque, che in quel lontano 1793 (esattamente 210 anni fa), per la prima volta nella loro storia, i maddalenini presero coscienza di essere una Comunità civile, di non essere una massa di gente senza identità, di avere la capacità di combattere sotto un’unica bandiera per la difesa di tutte le sue libertà. Allora, proprio in questi giorni, difficili e contraddittori, i fatti del 1793 dovrebbero ritornare alla memoria collettiva, perché, alla luce di quella reazione che ha segnato la storia maddalenina, oggi la stessa Comunità civile, pur come allora divisa in tante anime, trovi l’unità e la concordia per costruire il futuro dell’Isola. Come nel 1793 i nostri avi riuscirono a mettere da parte gli interessi di parte, derivanti dalle diverse origini etniche ed economiche, così oggi credo sia possibile fare altrettanto. E’ necessario riguardare al 1793 per ritrovare la stessa volontà e forza, unità e passione. I fatti del 1793, pur così lontani dal nostro tempo e dall’attuale situazione (oggi non c’è nessun nemico), possono ridare vigore alla nostra Comunità che, soprattutto in questi ultimi tempi, sembra aver smarrito la rotta, il timone, le vele, il vento. Nulla è perduto quando, mettendo da parte ognuno di noi il proprio tornaconto, si fa unità e si naviga insieme. Tutto può essere perduto quanto, invece, ci lasciamo vincere dall’egoismo e dalla miopia. Il maddalenino, dopo Napoleone e Nelson, Mussolini e la II Guerra mondiale, re e presidenti, sa di che cosa è capace quando vuole navigare in buone acque e costruire il suo futuro. Come nel 1793, i maddalenini saranno in grado di superare ogni invidia e divisione per garantire, oggi e domani, il benessere a tutti e consegnare l’Isola, con il vento in poppa, alle prossime generazioni.