La vite

Sembra impossibile che l’isola Maddalena sia stata un tempo ricca di vigneti dei quali andare orgogliosi per la qualità del vino prodotto se non per la quantità. Certo non si debbono immaginare le grandi estensioni piatte e collinari delle vere regioni vinicole: si trattava piuttosto di "vignette" che in media ospitavano 400-600 piedi di vite. Fin dal 1778 tutti i capi famiglia maddalenini avevano ricevuto, in concessione dal demanio, un primo appezzamento di terra vicino al nuovo nucleo della Marina, così l’abitato fu circondato da una corona di piccole vigne che ognuno poteva facilmente raggiungere e curare personalmente: da cala Mangiavolpe (allora disabitata) a Ciaccaraggiu (attuale frazione Moneta), dall’Arbitone, Cala Chiesa, Mongiardino fino a Spalmatore, dallo Spinicciu a Padule all’Inferno, da Cardagghiulò alla Trinita. Dovunque fosse possibile ricavare un piccolo appezzamento fra le rocce dominanti si piantavano viti piuttosto che alberi da frutta facile preda dei venti dominanti di ponente o della tremenda tramontana. Nel 1839, nella sola Maddalena, le vigne erano circa 230. Anche le altre isole avevano zone coltivate a vite: a Caprera se ne contavano nell’area sotto Tejalone e in quella che oggi è la pineta grande sotto la casa della Forestale Regionale; a Spargi e a Santo Stefano, dove i proprietari Berretta e Serra gareggiavano per il prodotto di migliore qualità ottenuto; a Santa Maria il cui vino veniva venduto anche a Bonifacio dove era particolarmente apprezzato. La fillossera della seconda metà dell’Ottocento, quindi lo sviluppo edilizio successivo al 1887 distrussero la fascia di vigne intorno all’abitato: poi l’abbandono fu sempre più rapido e inesorabile. Oggi solo qualcuno mantiene qualche decina di piante per un prodotto "fatto in casa" da bere nelle occasioni importanti o da regalare agli amici. Rimangono, nei documenti d’archivio, toponimi quali La vigna del Giudizio (zona Ammiragliato) o Vigna Grande e, nella memoria dei vecchi, altri nomi quali a vigna d’a fillossera ( a ricordare la tremenda distruzione delle piante) o a vignetta, il terreno della villa Manini a Due Strade dove il vecchio capostipite della famiglia, Giuseppe, fino a tarda età si dilettava con le sue preziose colture.