Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
N° 94 - 95 del 1 Febbraio 2004 - pagina n° 6 -

1 Febbraio 2004
Storia della Parrocchia
a cura di Claudio Ronchi
Il vecchio sacrista (Antonio Bordignon)
“… Egli conosceva tutti e con tutti cercava di scambiare qualche parola, pur tenendosi sempre umile e rispettoso. Una pecca erano quelle preferenze alle quali si lasciava andare nel distribuire le sedie della chiesa, preferenze che forse dipendevano più dall’abitudine a giudicare le persone dalla loro frequenza alle cerimonie che dall’entità delle mance. Non aveva da spendere né per il vitto né per l’alloggio e, quanto all’abito, era sempre nuovo, quello fattosi dal primo ritorno dal paesetto. Non ciondolava mai per le vie per alcuno svago; se usciva era per sbrigare qualche servizio, sempre in fretta e sempre in vena di dare sfogo alla sua tiritera moralista. Estraneo a tutto ciò che non aveva a che fare con le sue occupazioni, non si dilungò mai per i dintorni dell’Isola, se non per andare alla chiesetta della Trinità o là presso, e forse non mise mai piede a Caprera. Non avendo occasione di spendere perché senza vizi, senza amici e senza bisogni, la minutaglia la poteva mettere in serbo, e questa non vedeva più la luce se non per essere convertita in moneta meno ingombrante. Una vita di solitudine, dunque, la sua, che gli aveva procurato il nomignolo si ‘Eremita’, una vita di stenti e di lavoro dall’alba alla cena, ma per altro non vi si sarebbe mai sottratto senza la morte del parroco (don Antonio Vico, ndr) che era riuscito con la sua bontà ad affezionarlo a sé più che a persona di famiglia. Quella morte (del parroco, nel 1933, ndr) ha fatto rivivere in tutta la sua intensità il desiderio del ritorno per sempre a casa. Caduta la causa della sua permanenza, non indugiò a soddisfarlo senza alcun pensiero all’entità dei risparmi. Pareva refrattario ad ogni sentimento che non fosse il sentimento religioso, ma la sua partenza immediata ha dimostrato quanto addentro quell’affetto fosse penetrato nell’anima sua, chiusa alle manifestazioni, e quanto grande fosse l’amore alla sua terra, di cui il lungo tempo della lontananza non era riuscito a lenire il ricordo”.
(2 – fine)
Tratto da: “Il vecchio sacrista”, di Martino Branca. Pubblicato su ‘Il Giornale d’Italia’ del 21 gennaio 1934. La prima puntata è stata pubblicata sul numero 93 del 1.1.2004. Su Antonio Bordignon si veda anche quanto pubblicato da Il Vento sul n. 91 del 1.12.2003 e sul n. 92 del 15.12.2003.
Archivio rubrica: Storia della Parrocchia
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1 Febbraio 2004
Commissioni e presidenti sinodali
  • I Commissione:
  • Storia, Cultura, Comunicazioni Sociali.
  • Presidente prof. Tomaso Panu.
  • II Commissione:
  • Evangelizzazione, Catechesi, Ecumenismo.
  • Presidente don Luigi Iannone.
  • III Commissione:
  • Liturgia.
  • Presidente don Raimondo Satta.
  • IV Commissione:
  • Servizio della Carità e della Salute.
  • Presidente suor Luigia Leoni.
  • V Commissione:
  • Evangelizzazione dei popoli.
  • Presidente don Gianni Sini.
  • VI Commissione:
  • Problemi sociali, Lavoro, Giustizia, Pace.
  • Presidente prof. Guido Selis.
  • VII Commissione:
  • Tempo libero, Turismo e Sport.
  • Presidente don Giuseppe Masala.
  • VIII Commissione:
  • Clero, Seminario, Vita Consacrata, Vocazioni.
  • Presidente don Gianfranco Saba.
  • IX Commissione:
  • Laicato, Pastorale della Famiglia, Giovani.
  • Presidente don Nino Fresi.
  • X Commissione:
  • Beni Culturali Ecclesiastici.
  • Presidente don Francesco Tamponi.
  • XI Commissione:
  • Strutture della Diocesi.
  • Presidente don Mauro Bucciero.
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1 Febbraio 2004
In una fredda giornata
Il bagno di Mario

Mario Serra

Lo aveva promesso lo scorso anno ed è stato di parola: fare il bagno a mare all’inizio dell’anno! Mario Serra, 74 anni, barista (Bar Fiume di largo Matteotti), non nuovo a queste imprese (si veda il servizio pubblicato da Il Vento n. 73 del 15.02.03) è stato di parola o quasi. Il bagno a Punta Tegge non lo ha fatto il giorno di Capodanno – essendo stato colpito in quei giorni da una fastidiosa influenza – ma pochi giorni dopo. Giunto con la sua Panda fin quasi in spiaggia, con calzoncini corti, slip da bagno, camicetta e ciabatte, non ha indugiato che un paio di minuti prima di tuffarsi nelle gelide acque di Tegge. Una nuotatina verso il largo e via, in spiaggia, ad asciugarsi … godendosi i pochi, timidissimi raggi di sole. Il tutto mentre alcuni curiosi, con cappotti, giacche a vento e sciarpe, assistevano all’insolita scena.
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1 Febbraio 2004
Non solo per gli embolizzati
Camera iperbarica sempre pronta

Il primario dr. Carlo Randaccio

Il recente ricovero di una intera famiglia di Palau, intossicata dal fumo di un barbecue utilizzato all’interno di un appartamento, salvata grazie all’utilizzazione della camera iperbarica di La Maddalena, ha ancora una volta messo in evidenza l’importanza di questa struttura specialistica, una delle poche esistenti in Sardegna. Un équipe altamente specializzata, guidata dal primario dr. Carlo Randaccio (nella foto), è sempre pronta a ricevere e curare pazienti provenienti in pratica da tutta la Sardegna. Un tempo le camere iperbariche venivano utilizzate per il recupero degli embolizzati (i subacquei che risalivano in superficie senza la dovuta decompressione), oggi vengono largamente impiegate per un’ampia gamma di terapie. Senza dimenticare le molte e gravi carenze dell’Ospedale Paolo Merlo si può dire tuttavia che la specialistica iperbarica rappresenta uno dei fiori all’occhiello del nosocomio cittadino.
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