Il lungo cammino di speranzaAncora un libro per ricordare e noi ringraziamo perché non saranno mai sufficienti a tramandare alle generazioni successive, il prezioso dono della testimonianza sugli anni tristi e deplorevoli del Nazismo. Questo e non solo questo, è Un lungo cammino di speranza di Benito Pispisa che è stato presentato a Cagliari il cinque dicembre scorso, ed è stato proposto ai maddalenini il 17 gennaio, presso il Salone Consiliare. Già il titolo anticipa il difficile percorso che Guglielmo, padre dell’autore, ha dovuto compiere in un momento in cui l’Italia buia del Fascismo e della guerra, viveva gli anni tra i più tristi della sua storia. Il protagonista, vittima di una follia, quale fu il Nazismo e quale è da sempre la guerra, è stato costretto a rimanere lontano dalla famiglia, con il sacrificio dei propri affetti vissuti e curati sempre nel segreto dell’intimo, ma anche a sopportare l’inconcepibile dolore della prigionia. Il viaggio che Guglielmo compie, tra un faro e l’altro, dalla Grecia fino alla prigionia nei lager nazisti, è poi idealmente e fisicamente ripercorso dal figlio, dopo decenni, per restituire al padre una memoria che aveva gelosamente annotato in un diario, per partecipare ad un dolore vissuto in solitudine, per ricucire quel legame spezzato e quindi per ricostruire gli anni di forzata lontananza. Il racconto non si basa soltanto su preziosi documenti e testimonianze, ma segue il filo dei sentimenti e di una "corrispondenza di amorosi sensi" tra padre e figlio, e che proprio Benito riesce a rivivere e a risvegliare nonostante, alla morte del padre, avesse solo dieci anni. Anzi, è proprio un bisogno o meglio la necessità connaturata in ogni figlio di ritrovare il padre. In questa storia vera il sogno é un tramite, ma lo è anche il diario scritto da Guglielmo che diventa quasi un testamento spirituale per Benito, per tutti coloro che hanno vissuto storie simili e per tutti noi. Il ricordo della foto che riproduce il protagonista subito dopo la liberazione, immagine di una sofferenza inaudita, diventa bagaglio di eterna memoria collettiva.