PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA - LA MADDALENA (SS)
Il Vento
Il Vento
"Il Vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va"(Gv.3,8)
(Supplemento di "Gallura e Anglona", periodico della Diocesi di Tempio-Ampurias: direttore Tomaso Panu)
N° 101 del 1 Maggio 2004 - pagina n° 1 -

1 Maggio 2004
Intervista al comandante Palopoli
Il futuro militare di La Maddalena

Il Comandante F.Palopoli

  • Quarantanove anni, romano, coniugato, tre figli, il Capitano di Vascello Francesco Palopoli è stato direttore di Maritele La Maddalena negli anni 1987-90 ed aiutante di bandiera dell’ammiraglio Egidio Alberti. Trasferito prima a Roma poi a Bruxelles in qualità di consigliere militare dell’Unione Europea, è tornato a La Maddalena nel 2000 in qualità di vice comandante e, dal marzo 2002, di comandante di Mariscuola. Per oltre un anno è stato il Capo di Stato Maggiore di Marisardegna.
  • Comandante Palopoli, quale futuro ha Mariscuola di La Maddalena?
  • “Il futuro non sarà differente dal presente. Ci sono solo in corso alcuni cambiamenti, in attuazione di precedenti studi dello Stato Maggiore, cambiamenti che comporteranno il trasferimento dei corsi marescialli a Taranto. Attualmente i corsi si svolgono in parte a Taranto ed in parte a La Maddalena. C’è però l’esigenza, oggi, di far conseguire, ai marescialli, un diploma di laurea, cosa che potrà avvenire attraverso una convenzione che lo Stato Maggiore della Marina ha stipulato con l’Università di Bari. Di qui l’esigenza di concentrare questi corsi a Taranto”.
  • Dunque Comandante, la Scuola Marescialli di La Maddalena verrà trasferita a Taranto. Quanti militari coinvolgerà questa scelta?
  • “Si tratta di circa cento, centoventi militari. Di fatto c’è un ridimensionamento della Scuola, legato solo a questo centinaio di unità. Voglio tuttavia precisare che la Scuola Sottufficiali di La Maddalena svolge annualmente ventiquattro corsi differenti, per un totale, in media, di circa milleduecento persone, ma anche con picchi di milleseicento. Dunque, la riduzione della presenza di cento, centoventi militari, non comporterà grandi modifiche all’interno della struttura”.
  • Si tratta di circa il 10% in meno degli organici. Con quali conseguenze per il personale civile insegnante?
  • “Ripercussioni, da questo punto di vista, attualmente, non ne vedo. Partendo dal dato che la Scuola è a modulo mille e attualmente raggiungiamo le milleseicento persone, ciò non mi pare vada ad influire sulla quantità di personale insegnante o addestratore”.
  • Quali saranno invece le ripercussioni economiche, in termini di ricaduta sulla cittadinanza, a seguito del trasferimento del Corso Marescialli? “Considerato che tutti gli allievi, siano essi marescialli che truppa, hanno lo stesso trattamento economico, frequentando la Scuola, non vedo differenza né ripercussioni. Anzi, se andasse in porto la riconfigurazione della Scuola, come polo di istruzione per la truppa, i numeri di presenze degli allievi aumenterebbe in modo consistente, con un ritorno economico per la cittadina certamente positivo”.
  • A quali altri cambiamenti dunque andrà incontro Mariscuola di La Maddalena?
  • “Esiste ormai una nuova suddivisione dei ruoli della Marina. A quello degli ufficiali e dei sottufficiali si è aggiunto, con l’abolizione della leva, quello della truppa, che ormai svolge un servizio permanente effettivo. C’è dunque l’esigenza, per questo nuovo ruolo, di un adeguato addestramento. La nuova configurazione della struttura militare prevede la dislocazione di tre poli differenti. È allo studio, al momento solo allo studio, questa configurazione: il polo degli ufficiali che continuerà a rimanere presso l’Accademia di Livorno, la scuola per sottufficiali che probabilmente sarà quella di Taranto, e poi ci sarà una scuola per la truppa che, probabilmente, nel futuro, sarà quella di La Maddalena. La Maddalena dunque rimarrà come polo importante, importantissimo, per l’addestramento della truppa. I numeri delle presenze militari, in conseguenza di queste scelte, che sono, ripeto, solo allo studio, ritengo che possano essere decisamente in aumento”.
  •  
Claudio Ronchi
.: Torna Su! :.
1 Maggio 2004
Meditazione sulla IV domenica di Pasqua, Anno C
a cura di don Sandro Serreri
“Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono” (Gv 10, 27).
Ascoltare, conoscere e seguire. Ecco, il metodo per poter essere veramente discepoli di Gesù, dunque cristiani. Si presta ascolto, perché si desidera conoscere chi parla. Si vuole conoscere chi parla, perché si desidera seguirlo. Chiunque vuole essere buon discepolo di Gesù deve ascoltarlo, conoscerlo e seguirlo, perché, per un cristiano, ascoltare, conoscere e seguire Gesù è tutto. E, ancora, per poter essere veramente un buon discepolo di Gesù non basta ascoltarlo bisogna anche seguirlo, e seguire Gesù, si sa, non è semplice, non è una passeggiata. Oggi, come ieri, si trova sempre qualcuno disposto ad ascoltare il Vangelo, ma oggi, come ieri, se ne trovano pochi disposti a seguire e mettere in pratica il Vangelo inerpicandosi per i ripidi sentieri indicati da Gesù a tutti coloro che vogliono conquistare la vetta della perfezione evangelica e della vita eterna. Oggi, come ieri, gli ascoltatori non mancano, ma oggi, come ieri, scarseggiano coloro che vogliono seguire Gesù lungo la via della croce, dell’umiltà, della disponibilità, della generosità, del perdono, della comprensione, dell’aiuto disinteressato. Tutti i cristiani che ascoltano la voce di Gesù sanno che il loro Signore li conosce uno per uno e conoscendoli li chiama e, questi, chiamati rispondono seguendolo. Una Comunità che ascolta piacevolmente il suo Signore, ma poi non è disposta a seguirlo lungo le strade tracciate dal Vangelo, inganna se stessa e diventa una controtestimonianza. C’è bisogno di cristiani disposti e capaci di seguire Gesù, perché il mondo, come sempre, ha bisogno di testimoni che, a loro volta, si faranno seguire da quanti, affascinati dal messaggio del Vangelo e dalla vita coerente dei suoi discepoli, vorranno fare altrettanto. Un discepolo che segue il suo maestro, presuppone stima, fiducia, dedizione. Senza questi sentimenti il discepolato risulterà molto impegnativo e inconcludente. Seguiamo, dunque, Gesù mettendo in pratica e testimoniando i suoi insegnamenti. Ascoltiamo la sua voce e impariamo, sempre più, a riconoscerla e a distinguerla tra mille e mille, tra tutte quelle che ci distraggono dai valori veri della vita, tra tutte quelle che ci ingannano e ci promettono solo paradisi artificiali. Diventiamo, allora, sensibili ascoltatori della parola del Vangelo, fedeli seguaci del Signore Gesù. A questo risultato ci chiama la Chiesa quando ogni domenica pone nei nostri cuori il seme della parola di Dio.
Archivio Rubrica: Meditazioni
.: Torna Su! :.
1 Maggio 2004
Tavola rotonda organizzata dal Rotary
Portualità: si decida...

Uno scorcio di Cala Gavetta

Sabato 24 aprile 2004 il Salone Comunale maddalenino ha ospitato un’importante tavola rotonda, organizzata dal Rotary Club, concernente i problemi relativi alla portualità turistica e alle ricadute economiche ad essa collegate. Il dibattito, moderato dal giornalista Piero Bardanzellu, è stato aperto da Anne Marie Chambard, presidente del Rotary Club maddalenino, che ha ricordato come il turismo vada valorizzato e come la sua associazione intenda rispondere alle domande e ai desideri dei giovani maddalenini che intendono vivere nell’Arcipelago ed esprimono l’esigenza di nuovi posti di lavoro. Piero Bardanzellu, premettendo come La Maddalena sia in forte ritardo per quanto riguarda il porto turistico, ha sottolineato come le scelte programmatiche debbano essere esclusivamente politiche. Le relazioni sono state tenute dal prof. Paolo Ritossa, dell’Università di Cagliari, incaricato dall’Assessorato al Turismo della Regione Sardegna a stilare uno studio sulla portualità turistica sarda, e dall’ing. Antonio Ruju. Il prof. Ritossa ha confermato quanto i ritardi di programmazione nella nostra isola siano evidenti, a causa di un’incertezza di fondo che ha caratterizzato la politica isolana, dove le idee negli anni sono state diverse e non hanno prodotto un progetto univoco. Lo studio, presentato dallo stesso Ritossa, per quanto riguarda La Maddalena è stato volutamente vago circa i luoghi specifici dove realizzare la struttura portuale, a motivo dell’incertezza tuttora esistente; il professore, inoltre, auspicando un intervento di privati nella gestione della struttura portuale e ritenendo che il porto commerciale debba coesistere con quello turistico, ha sottolineato con forza che per la nostra città è giunto il momento di fare una scelta precisa per non correre il rischio di perdere un’altra importante opportunità di sviluppo. L’ing. Ruju si è invece occupato delle ricadute economiche che un porto ben gestito può avere sulla comunità locale e sul suo tessuto economico, divenendo potenzialmente un polmone per la città stessa. Con una notevole serie di dati, Ruju ha concluso evidenziando il fatto che un porto turistico, amministrato con un’essenziale unitarietà di gestione, possa creare un buon numero di posti di lavoro, direttamente o indirettamente ad esso legati. Ne è seguito un dibattito vivace, con numerosi interventi di maddalenini. Da ricordare quelli di Franco Lullia, presidente della Confcommercio, il quale, rammentando i numerosi convegni tenuti sull’argomento negli ultimi anni, ha affermato che a La Maddalena le struttura per il porto ci sono già e non c’è la necessità di stravolgere nulla, e quello dell’ex sindaco Pasqualino Serra; quest’ultimo, citando alcuni risultati ottenuti dalla sua giunta e non proseguiti dalle successive amministrazioni, ha appassionatamente ripetuto che la premessa per una migliore gestione del problema deve essere lo spostamento del porto commerciale in una zona diversa da quella attuale, per puntare poi ad una portualità diffusa e non concentrata in un unico grande porto che snaturerebbe il profilo dell’Isola. Insomma un dibattito importante e si spera foriero di decisioni che saranno determinanti per il nostro futuro. Di occasioni perdute la nostra città ne ha gia viste tante.
Gian Luca Moro
.: Torna Su! :.
1 Maggio 2004
L'editoriale
di don Sandro Serreri
C'era una volta ... la nave Palinuro!
Venerdì 23 aprile, dopo quasi sei anni di assenza, ha gettato l’ancora nelle acque maddalenine la nave scuola della Marina Militare italiana Palinuro, che prima che venisse trasferita a La Spezia era sempre ormeggiata presso la banchina del nostro Arsenale. La nave Palinuro è una delle “glorie” maddalenine che, come l’Ammiragliato, ci sono state tolte in questi ultimi anni di tagli militari, di traslochi, di ridimensionamento della presenza della Marina Militare a La Maddalena. Abbiamo assistito, quasi inermi, al suo trasferimento dalle nostre acque a quelle del golfo di La Spezia. Nessuno, allora, ci chiese se eravamo o no d’accordo, come – del resto – nulla ci chiesero riguardo il trasferimento dell’Ammiragliato. Il ritorno della nave scuola – la seconda dopo la Vespucci –, pur per soli tre giorni, riapre questa ferita, che, forse, ancora non si è del tutto chiusa. I maddalenini, che con viva preoccupazione guardano verso il loro incerto futuro, avrebbero voluto che la chiglia della nave Palinuro ancora solcasse le loro acque e i suoi tre alberi facessero bella mostra di loro davanti all’Ammiragliato di piazza Comando. La sua presenza era abituale, come i pini mediterranei umiliati dalla prepotenza del ponente, le vele leggere della scuola di Caprera, i venti che perennemente soffiano su tutto l’Arcipelago, i piccioni in piazza Comando, i giovani marinai su e giù per corso Garibaldi, gli americani nei bar, le vele nobili a Cala Gavetta, i barconi per le isole. La nostra Maddalena è anche fatta di queste presenze e abitudini, che rappresentano il nostro modo di essere, la nostra immagine, l’identità più vera. Certo, anche senza questa nave, simbolo della nostra gloriosa Marina Militare, l’Isola prosegue la sua navigazione, ma se, comunque, se ne sente la mancanza. Di tante altre presenze e abitudini l’Isola potrebbe farne a meno e andare avanti lo stesso, ma… tutto sarebbe diverso! Anche La Maddalena ha bisogno di rinforzare la sua identità, di continuare a nutrire le sue radici, di riconoscersi tramite un patrimonio unico e irripetibile. L’Isola ha i suoi simboli, che non vanno toccati, umiliati, impoveriti, abbandonati, derisi, deturpati, perché dietro questi c’è tutta la sua storia e cultura, passato e presente, insieme al suo futuro. Verrebbe, allora, voglia di dire… ridateci la nave Palinuro e l’Ammiragliato, perché erano nostri o, meglio, appartenevano alla nostra identità storica e culturale. E non toglieteci il resto, ma, anzi, valorizziamolo e promuoviamolo.

Nave Scuola Palinuro

Il giorno 23 aprile, dopo una lunga essenza, ha attraccato nell’Arcipelago, banchina delle Poste, la Palinuro (nella foto), nave scuola della Marina Militare Italiana, che è stato per moltissimi anni di base a La Maddalena. La Nave, attualmente di base a La Spezia, è stata visitata da moltissime persone conservando, evidentemente, tutto il suo fascino. La Palinuro ha ripreso il mare il 26 aprile, per completare la crociera nella quale è da qualche tempo impegnata.
Archivio Rubrica: L'editoriale
.: Torna Su! :.

NO ALLE SCORIE RADIOTTIVE
NELL'ARCIPELAGO
DI LA MADDALENA
E NELLA SARDEGNA TUTTA

C.A.V. (Centro di Aiuto alla Vita)
La Maddalena via Tomaso Zonza, 8
Telefono 0789.731087
orario di apertura:
martedì ore 17,00 - 18,00
mercoledì ore 17,30 - 18,30
Numero verde S.O.S Vita : 1678-13000

.: Torna Su! :.