Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
N° 101 del 1 Maggio 2004 - pagina n° 6 -

1 Maggio 2004
Storia della Parrocchia
a cura di Claudio Ronchi
Ampliamento e restauro del 1948
I lavori della nuova facciata della chiesa di Santa Maria Maddalena iniziarono nel 1952 e terminarono nel 1953. Ad eseguirli fu la ditta Giorgio Sacchetti di La Maddalena, con capo cantiere Adolfo Virgola che eseguì l’opera sulla base del progetto dell’architetto Simon Mossa di Sassari. Fu prima edificata la nuova facciata (in stile vagamente mediterraneo), avanzata di otto metri rispetto all’antica (in stile barocco piemontese) che venne demolita successivamente. Paolo Mureddu, allora giovane operaio della ditta Sacchetti, ricorda le difficoltà alle quali si andò incontro per l’edificazione della nuova, imponete facciata, più alta rispetto alla precedente, recante un muro di larghezza pari 1 metro e 20 centimetri.. Il problema nasceva dal fatto che sotto piazza Santa Maria Maddalena esisteva (ed esiste tuttora) una cisterna (grande quasi quanto tutta la piazza), che si regge secondo il millenario sistema degli archi, realizzati con mattoncioni pieni di terracotta. I tecnici dubitavano che le volte della cisterna fossero in grado di sopportare il nuovo peso. Provarono con un lunghissimo trave di calcestruzzo, ma senza risultato. A risolvere il problema fu – secondo il racconto di Mureddu – Adolfo Virgona il quale, nel fondo della cisterna realizzò due massicci pilastri di granito (uno all’imboccatura di via Barone Manno e l’altro all’imboccatura di via Ilva). Su questi grossi pilastri armò e realizzò un imponente, unico, arco di granito (a doppio ‘cantone’ di Cava Francese, legati tra loro da calce e sabbia) sul quale fu costruita la nuova facciata. La chiesa, internamente, ebbe dunque un ampliamento longitudinale e l’aggiunta di un’arcata. “In quella occasione – si legge nella relazione tecnica dell’architetto Pier Luigi Cianchetti, incaricato nel 1991 di ripristinare, come avvenuto, l’antica facciata ottocentesca - si procedette pure ad una nuova intonacatura e tinteggiatura dell’interno con operazione che, pur avendo lasciato gli stucchi originari, ha cancellato tutti i motivi floreali e la gamma cromatica delle terre che davano risalto ai rilievi, con una probabile combinazione armonica e ben calibrata di colori. Vennero pure smantellate le balaustre delle navate laterali ed il pulpito di marmo intarsiato, i cui pezzi oggi sono ammassati in una delle logge laterali”. Fu sostituito anche l’antico pavimento di cotto con lastre di marmo bianco e scuro mentre gli zoccoli, successivamente, furono realizzati con mattonelle bianche e viola, di dubbio gusto, così come il sagrato. Dopo la demolizione del Cimitero Vecchio* (iniziata il 6 febbraio 1948), le sostanziali modifiche della chiesa cancellavano un’altra parte della memoria storico-cristiana della comunità isolana.
( 4 - fine )
Archivio rubrica: Storia della Parrocchia
.: Torna Su! :.
1 Maggio 2004
Istituto Tecnico Nautico
Terminato corso sperimentale

Il prof. G.Impagliazzo

Gli studenti della V classe dell’Isti-tuto Tecnico Nautico ‘Domenico Millelire’ che hanno frequentato il 1° corso di ‘Primo soccorso sanitario a bordo di navi mercantili’, attivato, primo in Sardegna, a titolo sperimentale, ai fini del conseguimento dell’Attestato internazionale, ormai indispensabile ai fini dell’imbarco, hanno effettuato (il 22 aprile scorso) a bordo della nave traghetto ‘Isola di Santo Stefano’, comandato dal capitano Pintus, una simulazione di intervento sanitario per un caso di infortunio a bordo, in collegamento con il C.I.R.M. di Roma (Centro Internazionale Radio Medico). Il giorno precedente gli stessi studenti avevano effettuato una esercitazione di rianimazione presso il presidio sanitario della Marina Militare, sotto la direzione del C.F. dr. Antonio Mazza. Il corso del quale è stato direttore il comandante dr. Zappalà si è concluso nei giorni scorsi. Tra breve gli studenti dovranno tenere gli esami tecnico-pratici a Livorno. Particolarmente soddisfatto il preside prof. Gianfranco Impagliazzo (nella foto), entusiasticamente impegnato nel rilancio dell’Istituto Tecnico Nautico.
.: Torna Su! :.
1 Maggio 2004
Nuovo successo di Gian Carlo Tusceri
Pascal mon amie, il naufragio della Sèmillante

Giancarlo Tusceri

Ancora una prova eccelsa quella del nostro autore isolano. Con il suo ‘Pascal mon amie, il naufragio della Sémillante’, edito da Taprhos, Gian Carlo Tusceri intesse un vero e proprio giallo, attraverso la precisa raccolta di documenti archivistici con l’atteggiamento dello scrutatore scientifico, del giallista fantasioso e scrupoloso, indaga tutte le possibili cause del naufragio di una nave, che poteva anche essere inaffondabile: come aveva potuto sbagliare il comandante? Perché andare incontro alla tempesta? Perché non mettere in quarantena la Sémillante e sostituire i marinai deceduti? Il romanzo inizia in medias res, con la notizia della scomparsa comunicata via telegrafo; il fatto é già avvenuto e si cerca di ricostruirlo, tra pagine di suspence e di indagine a tutto campo: “aprì il compasso, fissando una punta d’acciaio su Tolone, e l’altra sull’isola di Lavezzi, nelle Bocche di Bonifacio. …La divise …per le miglia marine percorse da una certa nave che veniva data per dispersa nelle Bocche …”. Tra pagine di storia vera, quelle del colera che afflisse l’Europa dal 1854 al 1855, la descrizione minuziosa dei suoi effetti e delle sue cause, che fanno da ampia digressione, gli spunti fantastici ed immaginativi, il fascino dell’invenzione, il lettore divora il romanzo, si interroga e vuole sapere, si affeziona alle pagine che parlano di ‘Birolo’, guarda attraverso gli occhi del ‘ragazzo’, Gualtiero, che fa il corriere e porta il messaggio che annuncia la scomparsa della Sémillante. Poi il discorso prende la forma dell’inchiesta che viene affidata al comandante dell’Averne, Bourbeau “era stato chiamato a fornire, dopo tredici giorni dall’avvenuta tragedia, le prime risposte ufficiali sulle cause che avevano provocato il naufragio de La Sémillante”; lo stile diventa scrupoloso, preciso e minuzioso, le parole scivolano alla conquista della verità. È però Gualtiero, il protagonista, che ricostruisce la storia nautica della nave attraverso gli occhi di un vecchio, poi, colpo di scena, attraverso la voce di Antonio Maria Limieri, che legge il suo diario e la storia della nave diventa racconto nel racconto. Una voce fuori campo che si inserisce con dolcezza, scivola sensibilmente per poi imporsi, perché l’autore sa cambiare abilmente tono e registro, spostarsi da una storia all’altra ed intersecarle, fonderle. La tragedia del naufragio sembra, per un momento, alleggerirsi anche se per tutto il romanzo si sente l’obbligo di dare a tutti una risposta, anche a noi.
Alessandra Deleuchi
.: Torna Su! :.
1 Maggio 2004
Si attendono oltre 300 persone
Cento anni delle Figlie di Maria
  • Domenica 9 maggio si svolgerà a La Maddalena la ‘Giornata Mariana Regionale’. Ricorre infatti quest’anno il centenario della fondazione dell’Associazione Figlie di Maria di La Maddalena (1904-2004), oggi Associazione Mariana. Per l’occasione si attendono nell’Arcipelago Gruppi Mariani provenienti da tutti i centri della Sardegna, per un numero non inferiore a trecento persone. Sarà presente padre Piero Pigozzi, assistente regionale dell’Associazione Mariana, e padre Giovanni Burdese, direttore delle Figlie della Carità della Sardegna. Si invitano pertanto le associazioni parrocchiali maddalenine e la popolazione a partecipare.
  • Questo è il programma:
  • Sabato 8 maggio, Chiesa di S.M.Maddalena
  • ore 21.00 - Veglia di Preghiera;
  • Domenica 9 maggio
  • ore 11.30 - Processione Istituto S.Vincenzo-Chiesa S.M.Maddalena,
  • ore 12.00 - Santa Messa
  • ore 15.00 - Chiesa S.M.Maddalena, Concerto Voci nel Blues.
  •  
.: Torna Su! :.
.: Torna Su! :.