Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
N° 101 del 1 Maggio 2004 - pagina n° 7 -

1 Maggio 2004
Una pagina di storia
1793: attacco franco corso
Fino a quel momento fu Bonaparte ad avere la meglio: il fuoco del naviglio, sebbene contraccambiato vivamente dal nostro, poté riuscire a proteggere quella discesa. …I Sardi …vollero condurre dalla Maddalena un cannone in luogo acconcio a far danno a quella nave, chiamato le Tigge; nel mentre che un altro cannone era pur collocato sopra una scialuppa …comandata dall’intrepido isolano Millelire. Qui il Manno allude a Domenico, primo Nocchiere della Regia Marina Sarda, al quale fu affidato il comando dell’operazione e una delle divisioni organizzate per contrastare i Francesi; presidiava infatti, insieme a dei civili, Moneta, Porto Camicia e Cala di Chiesa. I Millelire coinvolti, in realtà, furono due; fu attore anche Agostino, al comando della flotta ancorata a Cala Gavetta. Intanto, Domenico, con altri due cannoni e scortato dalla galeotta Sultana, approdò a Palau, con pochi uomini; il 24 e il 25, ci fu l’azione conclusiva, grazie ad una serie di tiri precisi che scoraggiarono il Colonna Cesari che ordinò a Napoleone di ritirarsi. La vittoria fu tutta maddalenina. Secondo la Ricerca dell’identità di Salvatore Sanna, i Francesi partirono lasciando nell’isola di Santo Stefano un mortaio co’suoi attrezzi, tre a cannoni da 16, un barile di polvere e quantità di palle da cannone, …I Maddalenini furono poi giustamente premiati; al cavaliere di Costantin per il modo con cui ha combinata e portata a felice successo la difesa delle mentovate isole della Maddalena e di Santo Stefano, gli fu accordata la decorazione della Croce dei santi Maurizio e Lazzaro …. Al bravo nocchiero Millelire una medaglia d’oro con avergli pure la S. M. aggiunto un trattenimento di lire trecento annue.
( 3 - Fine )
Alessandra Deleuchi
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1 Maggio 2004
Ricostruita la storia...
La tragica storia di Rosa Maria

Il cippo in ricordo di Rosa Maria


Giunta al cancello di legno che delimitava l’ingresso della villa, Rosa Maria bloccò la bicicletta e con la mano destra sollevò la maniglia per aprirlo. Fu in quell’istante, in quel terribile istante, che udì un improvviso, assordante boato, un sibilo sinistro, e sentì il suo giovane corpo di adolescente schiacciarsi e spapolarsi sulla bicicletta e sul piastrino del cancello. Per Rosa Maria fu, immediato, il nero della morte, mentre ancora si udiva il rimbombo sinistro dello scoppio ed il rumore di una massa metallica che rimbalzava più volte nella campagna circostante. Era successo che la caldaia di una delle pirocisterne (dette barcacce) ormeggiate davanti all’ingresso di Maribase, per un guasto o per un’imprudenza, fosse esplosa. Nella deflagrazione un blocco metallico, lungo quasi quattro metri, dopo aver travolto i cinque marinai d’equipaggio e quattro di guardia che prestavano servizio nella banchina, era letteralmente volata per circa duecento metri, schiantandosi sul fragile corpo di Rosa Maria e seppellendola; poi era rimbalzato per una cinquantina di metri, travolgendo un piccolo fabbricato della Marina adibito ad inceneritore e ferendo gravemente un altro marinaio, poi ancora era rotolato più avanti, fino a fermarsi all’interno di un orto di fico d’india (dove oggi c’è l’Asilo Nido di Due Strade). La pietosa scena che si presentò agli occhi dei coniugi Pusateri, precipitatisi in giardino dopo aver sentito il boato e soprattutto le urla disperate del figlio Cesare, che dalla finestra di casa aveva assistito, impotente, alla tremenda morte della sorellina, rimase, tragica ed indelebile, nella loro memoria. Lo straziato corpo di Rosa Maria venne raccolto e ricomposto. I funerali furono celebrati nella cappella dell’Istituto San Vincenzo, dal cappellano militare e dal parroco don Capula. Una impressionante ed impressionata folla, soprattutto di bambini, assistette al passaggio del feretro che si dirigeva verso un rimorchiatore che l’avrebbe accompagnato a Palau per proseguire poi per Tempio, dove la piccola Rosa Maria fu sepolta nella tomba di famiglia. Nel piastrino del cancello rimasto in piedi, qualche tempo dopo venne apposta la targa di bronzo recante il nome ‘Rosa Maria’, targa che tuttora ricorda la sua tragica, breve esistenza. Pochi mesi dopo il comandante Pusateri venne trasferito in zona di guerra, a Bengasi, in Libia. La famiglia lo attese a Tempio. Poi tornarono per qualche anno a La Maddalena, abitando in piazza Comando.
Si ringraziano tutti coloro che hanno fornito notizie per ricostruire questo tragico fatto. In particolare la signora Vittoria Pusateri Serra (sorella di Rosa Maria), il ragionier Gianni Zolesi ed il signor Nino Loverci.
( 2 - fine )
Claudio Ronchi
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1 Maggio 2004
Continuano i successi del Gruppo maddalenino
Voci nel Blues: presto il 3° CD

Foto di gruppo delle Voci nel Blues

Continua, deciso e regolare, il successo del gruppo musicale maddalenino ‘Voci nel Blues’, diretto dal maestro Vincenzo La Cava; dopo le ultime partecipazioni alle fortunate trasmissioni televisive regionali, Sardegna Canta e Buona Sera Sardegna, il gruppo si appresta infatti a pubblicare il suo terzo CD. Le ‘Voci nel Blues – Orolache’ (il gruppo utilizza questo secondo nome quando interpreta brani in dialetto) nell’arco di 8 anni ha tenuto oltre 350 concerti. Ha già inciso 2 CD: ‘Omine Omines’, che con le sue sonorità medioevali ha ottenuto un successo insperato, fino a proporne una seconda edizione con sonorità più attuali; il secondo CD dal titolo ‘Spirituals e Gospel’ raccoglie invece l’anima originaria del gruppo che ha calcato le platee nazionali (Rai 1-Rai 2- Rai 3 – Rete 4), e regionali (Videolina, Sardegna 1). Nel 2003 le Voci nel Blues si sono esibite, con successo, presso l’Ambasciata ed il Consolato d’Italia a Madrid (Spagna), e sono state invitate a Parigi, essendo state selezionate tra le cinque corali italiane più rappresentative, per il Festival Mondiale patrocinato dall’Unesco. L’ultima importante trasferta è stata fatta a Livorno, nel mese di marzo 2004, dove hanno raccolto grandi consensi. Direttore ed anima del Gruppo è Vincenzo La Cava, che dirige anche altre corali ed è insegnante presso Istituti Scolastici di La Maddalena, Palau ed Olbia. Il gruppo corale è così composto: (soprani) Anna Rita Faiella, Chiara Zara, Francesca Vasino, Valeria Pingiori, Silvana Salis, Piera Bulciolu, Anna Rivieccio Elisabetta Mureddu, Loredana Lai; (contralti) Maria Beltrami, Luisella Mamberti, Vincenza Marini, Grazia Brocca, Cinzia La Cava, Stefania Muglia, Maria Madrau, Caterina Spezziga; (tenori) Filippo Marini, Renato Allegri, Francesco Ferrandicco, Mario Ninu, Antonio Pingiori, Angelo Pezzella, Giancarlo Avellino; (baritoni e bassi) Filippo Addis, Piero Fancellu, Gianni Canopoli, Virgilio Giudice, Attilio Graziani; (tecnico) Luciano Bartolozzi.
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1 Maggio 2004
Intervista a Gigia Zanga Del Monaco
Amore per gli animali, amore per le persone
Da ormai dodici anni a La Maddalena è presente un canile comunale. È situato vicino l’acquedotto e ospita attualmente circa 80 cani. Ma quali sono i problemi di gestione, quali le condizioni igieniche, quali in definitiva le attenzioni dei nostri concittadini verso i nostri amici a quattro zampe? Sono tutte domande che rivolgiamo a Gigia Zanga Del Monaco dell’Associazione Amici degli Animali, mentre l’aiutiamo in un delicato intervento: la rimozione di alcuni punti di sutura praticati a Stella, una simpatica cagnetta meticcia. “Già, perché noi facciamo anche questi piccoli interventi di assistenza – ricorda Gigia. Ci occupiamo, per quanto possibile, di tutti i cani che hanno bisogno, gestendo direttamente il canile. Attualmente siamo cinque persone che si alternano durante la giornata. E i problemi sono tanti a partire dalla struttura, di proprietà comunale. Il canile è nato nel 1992 con una disponibilità di quaranta posti. Iniziammo con cinque cani; attualmente sono 80. E’ ben evidente, quindi, come vi sia un sovraffollamento che rende difficile la gestione e soprattutto la vita degli animali, costretti a vivere in spazi sempre più ristretti. Attualmente è in realizzazione una ristrutturazione, che permetterà l’aggiunta di altri dodici recinti.” L’associazione è presieduta dall’arch. Marina Perrot Carpaneda e per far sopravvivere il canile utilizza fondi regionali, comunali (in vero pochi) e le donazioni di maddalenini e turisti appassionati. Ma quali sono i cani presenti? “Le razze sono numerose – continua Gigia – così come le età. Generalmente abbiamo cani adulti, difficili da dare in affido, perché tendenzialmente si cerca il cucciolo. I cani ci vengono a volte portati direttamente da proprietari che non li vogliono più, altre volte li troviamo per strada o nei cassonetti della spazzatura. Difficilmente nascono nel canile perché preferiamo sterilizzare le femmine. Non è raro il caso di cani che trascorrono tutta la loro vita da noi: spesso perché le persone non sanno che anche un cane adulto si può affezionare loro come un cucciolo. I cani cercano solo un po’ d’affetto e questo affetto ce lo contraccambiano incondizionatamente.” Ma non è eccessivo il vostro amore per i cani, non si rischia di dimenticare le persone? “No, non è così. Una cosa non esclude affatto l’altra. Sono profondamente convinta che chi ami gli animali abbia una sensibilità superiore, che li porta a rispettare in modo fortissimo la vita di tutti i viventi, a partire ovviamente dagli uomini.” E Gigia conclude con un appello: “Chiedo, tramite Il Vento, di non uccidere i cuccioli appena nati. Chiedo di portarli a noi. Ci sono stati casi di cagnetti buttati nella spazzatura, affogati a mare, solo perché disturbavano, solo perché non si sapeva a chi darli. Sono cose che succedono anche a La Maddalena. Non si può uccidere una vita animale come se nulla fosse”. Un appello che ci sentiamo di condividere in pieno, consapevoli di come chi disprezzi la vita degli animali tiene certamente in poco conto quella dei propri simili. Gian Luca Moro
Gian Luca Moro
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Invito alla Poesia
Scopo della rubrica è quello di promuovere e valorizzare l’espressione poetica in lingua italiana dei nostri concittadini. Tutti coloro che siano dotati di “una qualche vena poetica” possono inviare una loro composizione, indirizzandola a:

Gianfranco Impagliazzo via Terralugiana 64 07024 La Maddalena (SS)

Il Vento costa.
Un'offerta pertanto
è sempre gradita

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