Frà Massimo Maria Terrazzoni

Frà Massimo Maria Terrazzoni
A Magdala, un sobborgo di Parigi, il 31 maggio, ha fatto professione di fede monastica il sacerdote maddalenino Massimo Terrazzoni, diventando così frà Massimo Maria. Erano presenti, della nostra diocesi, il vescovo mons. Paolo Atzei, il parroco di La Maddalena don Domenico Degortes, i genitori di don Massimo, alcuni altri stretti parenti. Dopo aver frequentato le Scuole Elementari presso l’Istituto San Vincenzo e le Scuole Medie, don Massimo, incoraggiato da don Salvatore Capula, era entrato nel Seminario di Tempio del quale era allora rettore don Domenico Degortes. Don Massimo Terrazzoni fu ordinato sacerdote all’età di 24 anni, il 25 settembre 1995 nella chiesa di Santa Maria Maddalena dal vescovo mons. Paolo Atzei. Domenica 26 settembre 1995 ha celebrato, sempre nella chiesa di Santa Maria Maddalena, la sua prima Messa. Dopo l’ordinazione sacerdotale è stato nominato vice rettore del Seminario e Cerimoniere del Vescovo. In quegli anni don Massimo conobbe la Comunità Monastica di Gerusalemme e ne rimase affascinato. Dopo lunga riflessione, ottenuta l’autorizzazione del Vescovo decise di imboccare quella strada. Domenica 16 settembre 2001 nella chiesa di Santa Maria Maddalena concelebrò, col parroco don Degortes e col vicario don Serreri, la Messa di saluto alla comunità maddalenina e partì per Firenze. Il 12 dicembre 2001, dopo un breve periodo di postulantato, don Massimo Terrazzoni diventò novizio ed fece la vestizione monacale. Il rito si svolse nella chiesa della Badia Fiorentina in Firenze, al cospetto del Superiore Generale (e fondatore) della Comunità Monastica di Gerusalemme. Erano presenti, tra gli altri, il parroco don Domenico Degortes, il rettore del Seminario di Tempio don Gianfranco Saba, altri sacerdoti ed i familiari giunti da La Maddalena. La Comunità Monastica di Gerusalemme è di recente costituzione (è nata a Parigi il 1° novembre 1975 e conta attualmente circa 180 membri) e si prefigge di “portare il monachesimo nel deserto delle città”. I monaci (e le monache), a differenza del monachesimo tradizionale, non vivono in luoghi isolati ma dove vive l’uomo d’oggi, dividendo la giornata in due parti: il mattino è impegnato nel mondo (lavorando negli ospedali, nelle scuole, tra gli anziani ecc.), la sera nella preghiera e nello studio.
Si ricorda che Il Vento n. 30 del 1° maggio 2001 pubblicò una lettera nella quale don Massimo Terrazzoni spiegò i motivi della sua scelta.