I fortini piemontesi

Nel 1720 la Sardegna viene annessa al Piemonte; nonostante ciò, l’Arcipelago maddalenino non appartiene, di fatto, a nessuno anche se gli abitanti di Bonifacio lo frequentano assiduamente sotto il controllo di Genova. La supremazia genovese spinge i Piemontesi ad interessarsi della Maddalena e del suo Arcipelago, cercando di trovare il modo di imporre la loro sovranità. Il 14 ottobre del 1767 ha inizio l’occupazione militare. il primo sbarco avviene presso la cala di Villamarina a S. Stefano, dove nel 1771, il viceré di Sardegna conte di Hayes fa costruire la Torre Quadrata; è qui che Bonaparte, nel 1793, piazzò il suo mortaio da assedio, con il quale fu lanciata, tra le altre la bomba che, dice il Della Marmora, nel suo ‘Itinerario dell’isola di Sardegna’, si trova “su una piramide in pietra”. Come secondo obbiettivo i Piemontesi raggiungono Guardia Vecchia, a La Maddalena, e da qui, fino alla Trinita, in una località detta La Villa, trovano alcuni insediamenti dove costruiscono i primi trinceramenti, oggi scomparsi sotto la batteria del 1887. A questo punto gli abitanti, sentendosi più sicuri, incominciano a scendere lentamente alla Marina, prima a Cala Gavetta, poi a Cala Mangiavolpe. L’opera di fortificazione continua sino al 1806 quando vengono costruiti sei fortini: Sant’Andrea, Sant’Agostino, S. Vittorio, Santa Teresa, San Giorgio e il Forte Carlo Felice. Il primo viene ricordato sempre dal Della Marmora che lo definisce “sede di una caserma per la piccola guarnigione dell’ isola”. Il Sant’Agostino munito di due cannoni, era una batteria situata sul mare in piena città e nata contemporaneamente al forte Balbiano che, posizionato all’ingresso del porto, avrebbe dovuto impedire l’entrata dei bastimenti non cittadini; da questo forte vennero lanciate le palle di cannone contro Napoleone a Santo Stefano. Il San Vittorio, che oggi prende il nome della Guardia Vecchia, fu realizzato nel punto più alto dell’isola, con il compito di monitorare e difendere tutte le batterie e i forti già costruiti e che sarebbero stati costruiti. Della Marmora, a questo proposito, racconta:
“C’è inoltre una vecchia fortezza al centro dell’isola, sul punto culminante e che all’occasione serve ancora per la vigilanza; lì ho stabilito la mia stazione trigonometrica, perché vi si domina non solo l’isola della Maddalena, ma anche molte delle isole circostanti …”. Al San Vittorio fu detenuto per un certo periodo il notaio Vincenzo Sulis.