Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno V - N° 103 del 1 Giugno 2004 - pagina n°8

Radio Arcipelago 90,20 Mhz
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Programmi Giornalieri *
Ufficio delle letture ore 07.30
Lodi mattutine ore 08.40
Santa Messa ore 09.00
Rassegna Stampa ore 09.30
Rassegna Stampa ore 11.00
Rassegna Stampa ore 12.30
Notiziario ore 17.15
Notiziario ore 18.15
Santa Messa ore 19.00
Notiziario ore 20.25
* Il sabato e la domenica il Notiziario e la Rassegna Stampa non vengono trasmesssi.
Programmi Settimanali *
Lunedì 10.15 Microfono Aperto
Lunedì 17.00 Informazione previdenziale
Lunedì 19.30 Lunedì Sport
Martedì 10.15 Lunedì Sport (replica)
Martedì 17.00 Sulla Gallura e sull'Anglona
Mercoledì 10.15 Piscologia Psicoterapia Sessuologia
Mercoledì 10.45 Sulla Gallura e sull'Anglona
Mercoledì 16.45 Invito alla Musica
Giovedì 10.15 Invito alla Musica
Giovedì 11.45 Catechesi per adulti
Giovedì 16.30 Rassegna stampa cattolica
Venerdì 10.15 Rassegna stampa cattolica
Venerdì 17.00 Informazione previdenziale
Venerdì 19.40 Anteprima Sport
Sabato 09.30 Anteprima Sport
Sabato 11.30 Microfono Aperto
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1 Giugno 2004
Pagine di Catechesi
domande a don Sandro Serreri
  • D. Abbiamo saputo che lei, recentemente, con alcuni attuali e futuri amministratori della “cosa pubblica”, ha ipotizzato la possibilità di istituire, per mezzo di “decreto”, dei “corridoi preferenziali” per tutte le pratiche riguardanti opere di interesse sociale. Può spiegarci di che cosa si tratta?
  • R. Può una Amministrazione comunale stabilire dei “corridoi preferenziali” da destinare alle pratiche riguardanti opere di interesse sociale? Direi, che non solo può, ma che anche deve. Per “opere di interesse sociale” intendo un ospizio per anziani, una casa alloggio, una mensa pubblica, un nido per l’infanzia, una scuola materna, una scuola primaria, una struttura polisportiva, una sede sociale ricreativa. Una “corsia preferenziale” eviterebbe, a questo tipo di pratiche, di restare per troppo tempo bloccate per motivi burocratici quando, invece, urge che queste si chiudano nel minor tempo possibile, perché i beneficiari delle “opere sociali” elencate non posso attendere al di là di ogni ragionevole attesa. Infatti, i loro diritti sono così fondamentali per il benessere di una società veramente civile, da passare sopra qualsiasi altro diritto per l’adempimento del quale si possono stabilire dei tempi burocratici che non devono costituiscano intralcio alle pratiche di “interesse sociale”. Non si tratterebbe di scavalcare pratiche che possono essere in giacenza anche da diversi mesi, ma di stabilire un “diritto” con il quale educare i cittadini al rispetto delle “priorità sociali” senza nulla togliere e negare al resto delle pratiche burocratiche. So bene che l’Amministrazione comunale deve fare i conti con l’elefantiaca burocrazia della Provincia e della Regione. Ma, penso, che, proprio per questo, almeno per quelle pratiche che riguardano direttamente i suoi Uffici amministrativi, debba istituire questi “corridoi preferenziali”. Ritengo, che la creazione di “corridoi preferenziali” per tutte le “opere sociali” possa essere un segno di vera attenzione verso i bisogni di tutti i cittadini specialmente di quelli che si trovano in situazioni di bisogno per età, emarginazione, malattia, handicap, vecchiaia. In questo momento a La Maddalena ci sono diverse pratiche di “opere sociali” che attendono di venire chiuse. Per alcune di esse, è passato troppo tempo. A mio giudizio, una non corretta “priorità” ha impedito a queste di arrivare in porto e di permettere il loro utilizzo per il bene dell’intera Comunità maddalenina. Fra tutte, cito la pratiche riguardanti l’”Oasi serena” e l’”Opera pia”. La Maddalena – tutti lo sappiamo! – ha urgente bisogno di avere una casa di riposo, un centro culturale polivalente, un oratorio. Queste tre “opere sociali” dovrebbero avere un “corridoio preferenziale”. Come cittadino so che molto dipende dalla “volontà politica” dell’intero Consiglio comunale – maggioranza e minoranza insieme –. Per questo, posso serenamente dire che: non la Parrocchia, ma tutta la Comunità maddalenina è in attesa che certe incomprensibili lungaggini burocratiche si sbocchino quanto prima per il bene sociale di tutti.
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1 Giugno 2004
Piante, storie e tradizioni
a cura di Giovanna Sotgiu
Zucchina (nome scient. Cucurbita, nome locale zucchina)
È un ortaggio troppo noto per doverlo descrivere, ma mi è parso utile parlarne per diversi motivi: per riproporre un curioso piatto gallurese ormai quasi scomparso, per ricordare un uso della medicina popolare locale del quale non si trovano riscontri e, infine, per evidenziare una punta di nostalgia per i nostri vecchi orti. La ricetta gallurese si differenzia, con alcune varianti significative, da quella comunemente nota come zucchine ripiene. Bisogna far cuocere lentamente, fino a creare una poltiglia, cipolle tritate e pomodoro maturo in tegame con olio: si aggiunge quindi la polpa delle zucchine (bollite e fatte accuratamente scolare), schiacciata o passata in un largo passaverdura; quando il composto è bene asciutto si aggiunge uovo, pane grattato, abbondante cannella e zucchero. Questo composto non viene appoggiato, come abitualmente si fa, nelle barchette ricavate dalle bucce delle zucchine svuotate (il cui sapore non è particolarmente definito), ma nelle tuniche interne delle cipolle sfilate una ad una dopo averle tagliate a metà. La cottura va fatta in forno caldo. Nella medicina popolare locale non si trovano riferimenti a cure con questo ortaggio, tranne una curiosa segnalazione della signora Rosina Codina che mi aveva raccontato la particolarissima cura alla quale era stata sottoposta la nonna: feritasi alla gamba, questa aveva visto peggiorare la situazione con una infezione che pareva inguaribile e che andava estendendosi: solo una lunga applicazione di foglie di cavolo era riuscita e bloccare l’infezione e successivamente, per rimarginare la ferita e favorirne la cicatrizzazione, una altrettanto lunga cura con zucchine grattugiate appoggiate direttamente sulla pelle e cambiate in continuazione. Oggi questi ortaggi sono presenti nei nostri mercati in tutte le stagioni, ma sono importati e non sono paragonabili a quelli che un tempo costituivano uno dei prodotti dei numerosi orti locali ormai scomparsi: e se non possiamo ricordare quelli che per necessità si ritagliavano anche nei piccoli spazi lungo le vadine e i fossi (e i vari nomi di ortareddu con i quali venivano identificati la dicono lunga sulle loro dimensioni), tutti ricordiamo quelli più grandi rimasti fino quasi ai nostri giorni: l’orto di Ferruvecchiu, poi chiamato di Bertulu, che si stendeva lungo la vadina di Cala Chiesa nella zona oggi quasi interamente occupata da via Aldo Moro, quello di Cardaliò gestito dalla famiglia Demontis, quello di Padule, più conosciuto come l’orto di Leopoldo.
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Anagrafe Parrocchiale

Funerali

Santa Maria Maddalena

Anniversari di Morte

  • Pasqua Cossu ved.Fastame
  • 22.01.1915 - 02.06.2003
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  • Pier Nicola Cantini
  • 30.04.1950 - 09.06.2003
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