Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno V - N° 104 del 15 Giugno 2004 - pagina n° 7

Radio Arcipelago 90,20 Mhz
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Programmi Giornalieri *
Ufficio delle letture ore 07.30
Lodi mattutine ore 08.40
Santa Messa ore 09.00
Rassegna Stampa ore 09.30
Rassegna Stampa ore 11.00
Rassegna Stampa ore 12.30
Notiziario ore 17.15
Notiziario ore 18.15
Santa Messa ore 19.00
Notiziario ore 20.15
* Il sabato e la domenica il Notiziario e la Rassegna Stampa non vengono trasmesssi.
Programmi Settimanali *
Lunedì 10.15 Microfono Aperto
Lunedì 17.00 Informazione previdenziale
Lunedì 19.30 Lunedì Sport
Martedì 10.15 Lunedì Sport (replica)
Martedì 17.00 Sulla Gallura e sull'Anglona
Mercoledì 10.15 Piscologia Psicoterapia Sessuologia
Mercoledì 10.45 Sulla Gallura e sull'Anglona
Mercoledì 16.45 Invito alla Musica
Giovedì 10.15 Invito alla Musica
Giovedì 11.45 Catechesi per adulti
Giovedì 16.30 Rassegna stampa cattolica
Venerdì 10.15 Rassegna stampa cattolica
Venerdì 17.00 Informazione previdenziale
Venerdì 19.40 Anteprima Sport
Sabato 09.30 Anteprima Sport
Sabato 11.30 Microfono Aperto
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15 Giugno 2004
Pagine di Catechesi
domande a don Sandro Serreri
  • D. Il Comune di Luogosanto, nel cuore della Gallura, ha recentemente ottenuto dalle Regione un finanziamento di oltre un milione di euro per il recupero e la valorizzazione del proprio centro storico. Per La Maddalena si potrebbe ottenere altrettanto e come utilizzerebbe questo finanziamento?
  • R.Sono ormai alcuni anni che il recupero e la valorizzazione dei centri storici è diventato l'obiettivo da raggiungere da parte di Amministrazioni comunali quali Luras, Calangianus, Tempio, Aggius. Queste, hanno capito che salvaguardare l'architettura delle facciate delle abitazioni del centri storici significa difendere e tramandare la propria identità, storia, fisionomia, caratteristica. Nei paesi della Gallura si è costruito facendo uso prevalentemente del granito. Questa pietra lavorata e scolpita con maestria ha prodotto alcune facciate di rara bellezza architettonica, che rappresentano il segno esteriore di una raggiunta agiatezza economica, di un gusto estetico tipicamente gallurese, di una cultura fortemente legata ai prodotti della terra. Valorizzare, dunque, le abitazioni che si affacciano lungo le vie principali del paese significa conservare l'identità dell'abitato e, quindi, anche della sua gente con tutte le loro storie passate e presenti per proiettare il tutto verso il futuro. Altrettanto, si potrebbe fare per La Maddalena, che non ha nulla da invidiare agli altri abitati della Gallura, anzi possiede delle facciate di gran lunga più belle ed armoniose di alcune in granito a vista galluresi. Queste, vanno restaurate, recuperate, fatte ritornare all'antico splendore. Ma, se questa operazione comporta tempi molto lunghi e, dunque, non è di immediata realizzazione, per questa estate l'Amministrazione comunale potrebbe almeno darsi da fare per curare il decoro pubblico del corso Garibaldi e delle principali piazze del centro storico abbellendo e chiedendo ai cittadini-proprietari di abbellire. Perché l'Amministrazione non chiede l'abbellimento dei poggioli e dei portoni d'ingresso delle abitazioni con piante sempreverdi o da fiore? Questa, potrebbe aiutare l'estetica esterna del centro storico regalando piante ornamentali o dare un contributo per il loro acquisto e messa in opera. Immaginiamo corso Garibaldi con tutti i suoi poggioli ornati da piante da fiore come i gerani. Sarebbe un primo passo per fermare il degrado che sta colpendo le vie del centro storico. Si tratterebbe di un passo piccolo, ma significativo, atto a lanciare un segnale di recupero dell'esistente, perchè tra le mille e mille, brutte e caotiche, insegne pubblicitarie non si nasconda il passato illustre da "piccola Parigi". Come, penso, sarebbe esteticamente di grande effetto mettere nelle piccole piazze e nei larghi del corso degli ulivi già maturi piantati dentro grandi vasi in terracotta. La Maddalena, così facendo, avrebbe da mostrare agli amici turisti non solo il bellissimo mare dell'arcipelago (che non è sua opera, ma del buon Dio), ma anche un centro storico che meriterebbe di essere meta di passeggio e acquisti.
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15 Giugno 2004
Piante, storie e tradizioni
a cura di Giovanna Sotgiu
Stramonio (nome scient. Datura stramonium)
Per tutta l’estate, a partire da giugno, gli ambienti apparentemente più sfavorevoli allo sviluppo vegetale, quali bordi di strade, ammassi di ruderi e discariche di materiali diversi, spesso si arricchiscono dell’elegante e rigoglioso sviluppo dello stramonio. Le grandi foglie articolate, con margini dentati, creano un cespuglio alto anche più di un metro, nel quale spiccano i fiori ad imbuto bianchi, su un lungo calice: chiusi durante il giorno, essi si aprono al tramonto mostrando cinque curiosi denti lungo il bordo della corolla. I semi sono contenuti in una capsula protetta da aculei. La pianta ha origine incerta: alcuni autori le attribuiscono, come zona di provenienza, l’area del Mar Caspio; altri l’America Centrale dalla quale sarebbe stata esportata dai conquistatori spagnoli. Nell’ambiente temperato del Mediterraneo si è diffusa largamente, date le scarse necessità e l’adattabilità, dal livello del mare fino all’altitudine di 800 metri. La specie è tossica. Le foglie costituiscono una droga riconosciuta nella farmacopea ufficiale, grazie alla presenza di una sostanza che si trasforma in atropina. Trova perciò largo impiego nella preparazione di balsami per alleggerire dolori. Molto conosciuto l’uso delle foglie da “fumare” per curare l’asma; seccate e conservate all’ombra, esse venivano poi tritate e mescolate al tabacco: con questa mistura si caricava la pipa; ma le stesse foglie, arrotolate diventavano delle vere “sigarette”da fumare. Recentemente si è parlato di qualche riscontro positivo registrato nella cura del morbo di Parkinson, ma tali notizie abbisognano di assicurazioni serie prima di essere ritenute valide. La tossicità della pianta sconsiglia, comunque, qualsiasi uso non controllato. Qualche tempo fa qualche giovane sprovveduto maddalenino, nel tentativo, forse, di stordirsi con questa droga, ha avuto seri problemi di intossicazione che potevano rivelarsi molto pericolosi. In conclusione, apprezziamo lo stramonio per il suo aspetto, mettiamolo pure nei giardini dove contribuirà, senza nulla pretendere, ad abbellire le nostre serate estive, ma evitiamo di fare gli apprendisti stregoni.
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Anagrafe Parrocchiale

Funerali

Santa Maria Maddalena

Anniversari di Morte

  • Andrea Comiti
  • 21.07.1968 16.06.2003
  • Donato Santoro
  • 6.02.1912 18.06.2003
  • Adelaide Olivieri ved.Bargone
  • 20.02.1911 26.06.2003
  • Teresa Bruni ved.Merella
  • 28.09.1918 27.06.2003
  • Dario Lattanzi
  • 15.07.1934 28.06.2003
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