Anno V - N° 105 del 1 Luglio 2004 - pagina n° 2
1 Luglio 2004
Appunti sul Sinodo

La solenne apertura del Sinodo
il 28 dicembre 2003 nella
cattedrale di Tempio
Il 31 maggio scorso sono state presentate al Consiglio di Presidenza le bozze
delle relazioni che saranno oggetto di discussione nella prima sessione del
Sinodo, ad Olbia venerdì 9 e sabato 10 luglio. Si tratta del risultato dei
lavori della I Commissione (presidente Tomaso Panu) che aveva il compito di
studiare la situazione generale della Diocesi, dell’VIII Commissione
(presidente don Gian Franco Saba) cui era assegnato il tema concernete il
clero, il seminario, la vita consacrata, le vocazioni, e, infine, della IX
Commissione (presidente don Nono Fresi) che ha studiato i temi del laicato,
della famiglia, dei giovani. È stato invece rinviato ad altra sessione l’esame
del testo della XI Commissione concernete le strutture della Diocesi
(Presidente don Mauro Bucciero). Nella sessione olbiese di luglio verrà
ugualmente presa in esame l’Introduzione sulla Chiesa preparata dal vescovo
padre Paolo Atzei, che costituirà il punto di riferimento e la guida dei
lavori sinodali. Le bozze presentate dalle Commissioni sono ora all’esame del
Consiglio di Presidenza, che potrà apportare eventuali correzioni e dare
suggerimenti per una migliore stesura, quindi verranno consegnate alle 11
Commissioni per la preparazione degli interventi in aula. Si tratta di un
passaggio cruciale, perché, dopo alcuni mesi di lavoro delle Commissioni, si
hanno sotto gli occhi dei sinodali i primi testi che verranno sottoposti
all’esame ed alla approvazione dell’assemblea. Della delicatezza del passaggio
si è fatto interprete il Vescovo, che ha riunito i Presidenti delle
Commissioni per concordare le procedure e, successivamente, ha inviato loro un
dettagliato promemoria richiamando le norme del Regolamento, dando consigli,
risolvendo dubbi.
Tomaso Panu
1 Luglio 2004
I problemi dell'AMPHA
Pochi soldi, niente sede

Rossano Marcia
L’AMPHA (associazione maddalenina pro handicappati), nata nel 1990, ha rappresentato in questi anni un importante punto di riferimento per tutte le persone colpite da handicap più o meno gravi. Fondata da genitori di ragazzi disabili, sede della delegazione dell’ANMIC (Associazione nazionale Mutilati e Invalidi Civili), è stata presieduta negli anni da Guido Viviani, Rino Masu e Martino Pedroni e attualmente conta circa 90 soci. È di queste settimane la notizia della chiusura della sede dell’Associazione, situata in via Tommaso Zonza, una chiusura causata dall’impossibilità di sostenere i costi di affitto e gestione della struttura. Ne parliamo con Rossano Marcia, attuale presidente dell’AMPHA, in carica dal marzo 2002. “Abbiamo dovuto chiudere la sede nel maggio di quest’anno e questo è per noi un grosso problema. Infatti l’Associazione continua le sue attività, con tutte le difficoltà che ne derivano, poggiando su sedi di fortuna, quali la casa del sottoscritto. Inoltre vi sono mobili di proprietà, attualmente ospitati presso un privato e che non possono essere lasciati lì in eterno. La sede era per noi un punto fermo: lì svolgevamo le nostre attività e le nostre riunioni, sempre legate ai problemi dei disabili, e preparavamo le domande di invalidità civile. Il nostro è sempre stato un lavoro del tutto gratuito e volontario. Il gruppo – prosegue Marcia - si è sempre mantenuto con le proprie quote associative e con degli aiuti giunti da privati o da soggetti istituzionali. Certo bisogna essere sinceri: le diverse Amministrazioni Comunali succedutesi in questi anni non ci sono state granché vicine. Credo che in questi 15 anni ci abbiano dati contributi due o tre volte. Un importante aiuto ci è invece venuto dalla comunità ecclesiastica americana, che tramite “Il Vento” voglio ringraziare pubblicamente, la quale con delle collette pubbliche ci stata vicina diverse volte in questi anni. Malgrado tutto, però, attualmente è per noi impossibile pagare le vecchie 500000 lire di affitto mensili, le spese della luce e del telefono. Mi appello – conclude Rossano Marcia - a tutti quelli che possono fare qualcosa: ai privati (il mio telefono è 347-9342431) e soprattutto all’Amministrazione Comunale, alla quale chiedo di prendere coscienza seriamente dei problemi dei cittadini disabili.” Un appello che anche noi del Vento ci permettiamo di fare nostro, nella certezza che il compito principale di un soggetto pubblico sia quello di fare l’interesse di tutti i propri cittadini, disabili in primis.
Gian Luca Moro
1 Luglio 2004
Il libro di Vincenzo Del Giudice
Presentato ' Come eravamo'

Un momento della
presentazione del libro
Presentato ‘Come eravamo’
In una atmosfera di gioco, solare e limpida del cielo e del mare di Tegge, il 25 giugno scorso, si è tenuta la presentazione del libro fotografico e documentario, ‘Come eravamo’ a cura di Vincenzo Del Giudice. Volti di bambini, anno dopo anno, mese dopo mese dal 1860 al 1960, scorrono fissati per sempre in un momento, in una emozione, durante una delle stagioni più determinanti per il fanciullo, quello della scuola. Certamente, come ha detto Bruno Battaglia che ha introdotto l’opera, sono immagini di povertà e di miseria strazianti; volti scarni, vestiti laceri e semplici, specchio di un’epoca complessa e travagliata che passa attraverso un’Italia tra due guerre e due dopoguerra, ed una Sardegna ancora più ai margini, più lontana, più disagiata, quando la scuola era un privilegio per pochi. La raccolta scivola lentamente ma con forza, scalfisce il cuore anche per quei visi di persone che non sono più parte della nostra vita: una lacrima ed un sorriso dedicati a quelle immagini.
Alessandra Deleuchi
1 Luglio 2004
C'è chi ha perso tutto
Gioco d'azzardo: pericolo!
Le statistiche sono meno impressionanti di un problema che invece ciascuno di noi può facilmente constatare osservando i comportamenti di alcune persone che frequentano sale giochi, bar e tabacchini. Parliamo del gioco d’azzardo, fenomeno che da passatempo piacevole ed eccitante, in alcuni casi può diventare o è diventato, una grave e distruttiva dipendenza. E a La Maddalena c’è chi, per il gioco d’azzardo, ha perduto il lavoro, la casa, il negozio, la famiglia, la dignità … Il gioco d’azzardo viene definito come un comportamento persistente, ricorrente, ossessivo che compromette seriamente le attività personali , familiari, lavorative e sociali, alterando gravemente la vita delle persone con pericolose conseguenze economiche e legali. Tanto è grave ed in progressiva estensione questo pericoloso fenomeno, che la ASL di Olbia, per iniziativa del Servizio Tossicodipendenze e Dipendenze Patologiche, ha attivato gruppi di terapia per il gioco d’azzardo patologico. L’iniziativa è rivolta a tutte le persone ed i familiari che ritengono di avere problemi legati al gioco d’azzardo (Enalotto, Superenalotto, Lotto, Gratta e Vinci, Videopoker, Bingo, Totocalcio, Totip, Slotmachines ecc.).
Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere ai seguenti numeri telefonici:
0789.552296, via Ghiberti 54, Olbia; oppure al numero
079.678334, via Sardegna 7, Tempio.
Si può telefonare tutti i giorni, dalle 8,00 alle 12,00.