Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno V - N° 105 del 1 Luglio 2004 - pagina n° 6

1 Luglio 2004
Storia della Parrocchia
a cura di Claudio Ronchi
L'attentato alla tela del Des Geneys

Il quadro di San Giorgio
foto T. Antonelli

L’altare ed il quadro raffigurante San Giorgio, posti in una della cappelle della chiesa di S.Maria Maddalena, furono entrambi donati alla stessa dall’ammiraglio Giorgio Des Geneys nel 1831, segno tangibile della sua devozione per questo santo e di attaccamento ed affetto per la comunità maddalenina (nello stesso periodo il ‘barone’ trasferitosi a Genova da una quindicina d’anni, aveva donato alla chiesa il pulpito marmoreo ed aveva generosamente contribuito all’acquisto dell’altare maggiore). Successe però che in una calda giornata dell’estate del 1832 (esattamente il 19 agosto), qualcuno attentò alla tela di San Giorgio, danneggiandola seriamente. Del fatto diede notizia all’ammiraglio Des Geneys il sindaco di La Maddalena Baffigo, con lettera del 25 agosto, con la quale lo informò del “misfatto” precisando che la tela era stata “tagliata con coltello” e che erano stati prodotti danni “a tutta l’effige” e poi “solamente ad una parte dell’elmo e qualche vestigio del cavallo”. Dell’autore di questo “scellerato” e “sacrilego” gesto non si avevano notizie, tuttavia – scrisse al Des Geneys il sindaco Baffigo “sembra improbabile che un uomo di mente sana possa eseguire un simile misfatto senza essere vittima del proprio rimorso” ritenendo potesse trattarsi “di un forsennato, guidato dall’alterazione del sangue e dall’imperfezione del celebro”. Naturalmente il sindaco, a nome dell’intero Consiglio Comunitativo e della cittadinanza maddalenina intera, espresse il proprio profondo dispiacere per l’accaduto, assicurando tutto l’impegno per l’individuazione del colpevole. Alla missiva rispose da Genova il 6 ottobre 1832 lo stesso Barone Des Geneys con una lettera indirizzata al sindaco Baffigo. “La malvagità o demenza di un individuo comunque siami stata cagione di non poco dispiacere” scrisse Des Geneys, tuttavia ciò “non altera menomamente i sentimenti di benevolenza che ho sempre avuti per gli abitanti dell’Isola, e di tanto mi compiaccio di trasmettere loro le assicurazioni”. Des Geneys poi si riservava decisioni in merito alle riparazioni, cosa del resto della quale si preoccupava lo stesso sindaco, il quale in un’altra lettera inviata al Des Geneys, datata 8 novembre, dopo averlo informato di aver inviato la denuncia “a S.E. il Signor Viceré” affermava che “è ora di pensare al riattaccamento” della tela, attendendo tuttavia da lui “gli opportuni ordini”. La documentazione in nostro possesso non ci consente di sapere né il nome dell’autore dell’attentato (ammesso che sia mai stato scoperto) né come né quando si procedette alla riparazione dei danni.
Archivio rubrica: Storia della Parrocchia
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1 Luglio 2004
Interpretato dagli alunni dell'Istituto S.Vincenzo
I Promessi Sposi al Longobardo

Alcuni interpreti (foto A. Nieddu)

Magistrale interpretazione dei ‘Promessi Sposi’, sabato 26 giugno, al teatro Primo Longobardo, da parte dei bambini delle V Elementari dell’Istituto San Vincenzo. Il capolavoro del Manzoni, rielaborato ed adattato alle esigenze teatrali, è stato oggetto di calorosi applausi da parte del pubblico, positivamente sorpreso dall’originalità e dalla freschezza delle interpretazioni dei giovanissimi attori, ben introdotti alla prosa dalle insegnanti Caterina Ferracciolo, Barbara Cubeddu, Maria Casali e Maria Teresa Lepori. Particolarmente soddisfatte delle performance dei loro allievi sono state la superiora suor Chiara Figus e la direttrice della Scuola suor Anna Manconi. La scenografia è stata curata da Gianni Deriu. Questi i nomi dei giovani attori e dei personaggi interpretati: Stefano Chessa (Renzo Tramaglino), Francesca Porcu (Lucia Mondella), Fabio Virdis (don Rodrigo), Andrea Deriu (don Abbondio), Francesca Meneghello (Perpetua), Cristian Murgia (Padre Cristoforo), Nino Lai (cardinale Borromeo), Pierfrancesco Palopoli (Azzecca-Garbugli), Chiara Robazza (Agnese), Francesco Chelo (Tonio), Anna D’Aniello (Monaca di Monza), Giulio Cabras (Innominato), Marta Frau (domestica dell’Innominato), Stefano Spinelli (Griso), Matteo Cubeddu (uno dei Bravi), Nicola Fogu (uno dei Bravi), Silvia De Ros (lettrice), Martina Mureddu (lettrice), Jessica Pia (lettrice), Valentina Carboni (lettrice).
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1 Luglio 2004
Con le suore a Tegge
Bambini in Colonia
In questo mese di luglio, molti bambini di La Maddalena stanno frequentando la Colonia estiva che le suore dell’Istituto San Vincenzo, come sempre, hanno organizzato nella ex batteria militare di Punta Tegge. Una decina di adulti (tra suore, insegnanti, animatori, cuoche e bagnini) consentono ad una non trascurabile parte delle giovanissime generazioni maddalenine, in gran parte figli di coppie che lavorano, di poter godere degli ampi spazi, dell’aria salubre e dello splendido e cristallino mare che Punta Tegge offre, tra allegria, spensieratezza e sano divertimento. E per il prossimo anno l’attivissima Superiora suor Chiara Figus ‘medita’ di organizzare una Colonia completa, diurna e notturna, come fino a pochi anni fa accadeva (anche quest’anno come nel 2003, la Colonia è solo diurna, dalle ore 7,45 alle 15,00). Per far ciò è però necessaria la stipula di una nuova convenzione (la ex batteria di Punta Tegge fa parte dei beni demaniali recentemente dimessi dallo Stato), che consenta alle suore di realizzare gli investimenti e le ristrutturazioni necessarie. Della ex batteria di Punta Tegge (in concessione all’Istituto San Vincenzo da quasi 60 anni) pare vogliano impossessarsene il Parco (per farne non si sa che cosa e a beneficio di non si sa chi), il Comune di La Maddalena (per ‘non fare’ non si sa che cosa, considerata la difficoltà cronica nel fare e soprattutto nel gestire da parte del Comune) oltre ad altre società o club vari, da tempo esistenti o di recente costituzione, che nell’incantevole sito vorrebbero realizzare non si sa quali lucrosi (per loro) investimenti.
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1 Luglio 2004
Grande dispiacere nell'Isola
Trasferita suor Grazia Nughedu

suor Grazia Nughedu

Una notizia assolutamente inaspettata. È questa l’opinione più diffusa, seguita alla comunicazione del trasferimento di suor Grazia Nughedu, dall’Istituto San Vincenzo ad un nuovo incarico in altra sede. Suor Grazia, giunta a La Maddalena circa sei anni fa, in questo lungo periodo ha saputo conquistare la simpatia e la stima di quanti l’ hanno conosciuta e frequentata. Col suo aspetto gentile e garbato, con la delicatezza e la cordialità intessuta nei rapporti umani, con una grande capacità di coinvolgere gli altri in iniziative rivolte alle persone più bisognose d’aiuto, è diventata in pochi anni un importante punto di riferimento. È del tutto ovvio che la notizia del suo imminente trasferimento abbia destato un profondo dispiacere, soprattutto nell’asilo dell’Istituto, dove suor Grazia svolge il ruolo di insegnante, e dove i genitori stanno pensando a una lettera e ad una raccolta di firme per chiedere di riconsiderare la decisione già presa. L’annuncio della sua partenza è stato accolto con grande sconforto anche dall’Associazione Mariana Maddalenina, guidata spiritualmente in questi anni proprio da suor Grazia. Teresa Fonnesu, presidente dell’associazione, afferma: “Perderla è per noi tutte un grande dolore. Non vogliamo essere retorici, ma questa è la realtà. In questi anni il nostro gruppo è cresciuto, sia spiritualmente che dal punto di vista dei rapporti umani, proprio grazie alla sua presenza: la sua mancanza ci lascerà un grande vuoto”.
Gian Luca Moro
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