Anno V - numero 106 del 15 Luglio 2004
15 Luglio 2004
Luglio: turismo in flessione, si spera in agosto
Succede che nel bel mezzo dell’estate ci si rende conto che la presenza turistica a La Maddalena sia in flessione rispetto agli anni passati. Il fenomeno è comune a buona parte della Sardegna ma il ‘mal comune’ non è mai stato ‘mezzo gaudio’, e sicuramente non lo è per una città che sul turismo estivo basa ormai una consistente parte della propria sopravvivenza invernale. Il problema, si badi bene, non riguarda solo il commercio (sull’argomento rimandiamo all’articolo di Franco Nardini a pagina 2) ma i trasporti, i servizi vari, il mercato degli affitti, ecc.; voci importanti, soprattutto per la produzione di reddito da parte della famiglie isolane, le quali poi creano i consumi, e di conseguenza economia ed occupazione. Nell’augurio che agosto ‘regga’ sarà bene darsi appuntamento ad ottobre, per capirne le causa e studiarne i rimedi. Se vogliamo bene a noi stessi!
15 Luglio 2004
Meditazione sulla XVII domenica, del T.O. Anno C
a cura di don Sandro Serreri
“Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto” (Lc 11, 9).
Alla nostra generazione, in particolare a quella dei nostri giovani figli, il Signore Gesù offre questi tre semplici e pratici consigli. Proprio a questa generazione, che non chiede, che non cerca, che non bussa. Che non chiede, perché non ha nulla da chiede in quanto tutto le viene dato; che non cerca, perché non ha nulla da cercare in quanto tutto le viene fatto trovare; che non bussa, perché non ha porte a cui bussare in quanto sono tutte aperte. Ma l’uomo è anche domanda e ricerca. Per questo, l’uomo che non chiede e non cerca è meno uomo. Quando tutto è dato, quando tutto si trova, quando tutte le porte sono aperte, perché chiedere, cercare, bussare? Questa generazione di figli ai quali manca l’educazione a saper chiedere, lo stimolo a cercare, la fatica di bussare ad una porta chiusa, è una generazione priva di domande di senso, senza cammini di ricerca, ignara dell’esistenza di tante porte chiuse. Eppure ha tutto, tutto trova e soddisfa, non conosce fatiche e sacrifici. Eppure, osservandola, ascoltandola, vivendoci accanto, ci si accorge subito quanto sia interiormente povera, spiritualmente vuota, umanamente apatica. Ecco, perché il Vangelo, più che mai, non piace. Non piace a questa generazione. Non può piacere. Il Vangelo è stato vissuto, predicato, trasmesso solo per chi chiede, cerca, bussa; solo per chi si pone la domanda sul vero senso della vita; solo per chi si mette in cammino di ricerca; solo per chi bussa insistentemente alla porta del Signore Gesù. Il Vangelo non è per chi ha tutto o pensa di avere tutto; per chi trova tutto o crede di trovare tutto. Il Vangelo è per quanti vogliono affrontare la fatica delle domande e, quindi, dell’ascolto e dell’attesa; della ricerca del vero, del buono e del bello. Questa generazione non è fatta per ascoltare e vivere il Vangelo. Occorrono, forse, nuovi e più forti, convinti, tenaci testimoni; uomini e donne che pregano e pensano la fede che hanno ricevuto in dono; che camminano lungo i sentieri della quotidianità cercando d’incontrare il Signore Gesù; che bussano a tutte le porte chiuse con il forte desiderio di poter entrare e, così, cenare con Gesù. Occorre rimettersi in ginocchio; occorre il silenzio della preghiera; occorre rientrare in noi stessi. Affrontino questa fatica quanti sentono di poter vivere il e per il Vangelo.
15 Luglio 2004
Per ragioni di salute
Ciampi, forse, non verrà

Il Presidente
Ciampi
Non ci sarà, probabilmente, la quarta volta del presidente Ciampi a La Maddalena. La notizia, pubblicata dall’Unione Sarda prima e dalla Nuova Sardegna poi, non viene smentita dagli ambienti militari isolani, da tempo impegnati nell’organizzazione delle ferie presidenziali. Ottantatré anni, il Presidente non si sarebbe ancora ristabilito completamente dalla brutta lussazione alla spalla di qualche mese fa. Di qui la prescrizione dei medici di evitare i bagni di mare. Ergo, cambio di programma. Non più vacanze estive nello splendido mare di La Maddalena ma in una fresca località di montagna. Dunque, quest’anno, probabilmente, non vedremo i piccoli bagni di folla ai quali Ciampi e Signora volentieri si sottoponevano e le insegne presidenziali sventolare sul pennone dell’ex ammiragliato. E proprio quest’anno non ci sarà per l’Arcipelago quel rilancio di immagine, sgualcita dalle polemiche sul nucleare dei mesi scorsi, che proprio la presenza del Presidente della Repubblica avrebbe probabilmente prodotto. Peccato!
C.R.
15 Luglio 2004
L'editoriale
di don Sandro Serreri
Giù le mani da Anita!
Ho sentito parlare di un possibile trasferimento del busto di Anita Garibaldi a causa del nuovo volto che avrà piazza Comando, terminati gli attuali lavori in corso. Il busto, di bronzo, collocato su un cippo di granito, fu commissionato e donato da Donna Costanza, vedova del generale Ricciotti Garibaldi, nel 1934 al Comune di La Maddalena. Il generale, morto dieci anni prima, nel 1924, era l’ultimo figlio dell’eroina Anita. Questo busto, quindi, fa parte della coreografia di una delle piazze più bella della Sardegna da, esattamente, settanta anni. Allora, perché spostarlo? L’identità e, dunque, la storia stessa della piazza è stata stravolta e modificata già abbastanza, perché più volte si è intervenuti sulla pavimentazione, sul perimetro, sull’arredo, sulla flora. Anche in questo caso dobbiamo riconoscere, amaramente, che le caratteristiche urbanistiche di quella che, per eccellenza, è la piazza dei maddalenini, e che dicono e trasmettono anche l’identità del loro centro abitato, non sono state né rispettate né tutelate. Anche questa volta stiamo assistendo inermi allo stravolgimento di uno spazio che è stato e continua ad essere il protagonista di molta della vita quotidiana pubblica maddalenina. Non vorrei che spostando oggi il busto di Anita, domani, a causa di altri possibili lavori di ristrutturazione della piazza, non si progetti di eliminare il palco della musica. Questo palco ricorda quello della cittadina di Charleville, nelle Ardenne, che ispirò al poeta Arthur Rimbaud (1854-1891) la poesia A la musique nel 1870. Il palco, anzi, andrebbe restaurato e valorizzato, pur continuando a restare anche luogo d’incontro per i nostri adolescenti. Come non vorrei che al posto del busto dell’eroina garibaldina venisse collocato il molto discutibile monumento ai caduti italiani in Iraq solo perché sarebbe in stile con la futura fontana. Nessuno, sia ben chiaro, vuole impedire che piazza Comando veda realizzata la fontana (speriamo non troppo avveniristica), le aiuole e l’ultima parte del lastricato (attualmente in corso d’opera). Soltanto, si vorrebbe che l’esistente venisse conservato e custodito. Nella piazza del palazzo del Louvre, uno dei più belli di Parigi, è stata realizzata una piramide, che io ritengo un insulto alla storia di Parigi. E’ vero che piazza Comando non è piazza del Campo a Siena né piazza della Signoria a Firenze, ma per i maddalenini è molto di più. Per questo, bisogna fare di tutto per conservare almeno alcune delle sue caratteristiche (quali: il perimetro, il palco della musica, il busto di Anita, il lastricato). Lo esigono le future generazioni. Lo esigono i vecchi maddalenini. Lo esigono i turisti affezionati al nostro “scoglio”. Dunque: giù le mani da Anita!