Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno V - N° 106 del 15 Luglio 2004 - pagina n° 4

15 Luglio 2004
Festeggiata Santa Maria Maddalena
Cronaca della Festa

Un vecchia foto della chiesa
collezione Ramon del Monaco

Anche quest’anno alle ore 18.30 è stata celebrata la S. Messa presieduta dal nostro Vescovo mons. Paolo Atzei e concelebrata dal parroco don Domenico Degortes, dal vicario don Sandro Serreri, dal cappellano dell’Ospedale Civile don Paolo Piras, dal cappellano militare don Paolo Di Domenico, dal nuovo cappellano americano, da don Jarek Grawoski, da don Elio Costi in vacanza a Moneta con un gruppo di parrocchiani, da don Dolfi vicario della diocesi di Pisa da molti anni in vacanza nell’Isola nel mese di luglio. Ha assistito la celebrazione don Giuseppe Ackarian, erano inoltre presenti sul presbiterio, il pastore americano luterano ed il pastore americano battista. Erano presenti le autorità civili e militari. La S. Messa è stata animata dal Coro Polifonico Città di La Maddalena – Palau diretto dal maestro Fresu. Alle 20.00 ha fatto seguito la processione guidata dai Vigili Urbani, con in testa la Croce, seguita dagli stendardi dell’Azione Cattolica, del Gruppo di Preghiera di San Pio da Pietrelcina, Figlie di Maria, Apostolato della Preghiera. Al centro la statua di S. Maria Maddalena portata a spalle dal Comitato festeggiamenti classi 1954 e 1979, scortata da due carabinieri in alta uniforme, seguita dal vescovo, dai sacerdoti dalle autorità e da altre persone. La processione, diversa dal solito ha percorso le vie Vittorio Emanuele, Oberdan, Colonna Garibaldi per arrivare all’imbarco di Cala Gavetta su l’Aquilone, un veliero d’epoca e alcuni barconi messi a disposizione per il trasporto delle persone. Le motovedette della Guardia Costiera della Finanza e dei Carabinieri scortavano la processione a mare che faceva il giro fino a mezzo passo per rientrare nello stesso punto d’imbarco. La processione, allo sbarco, continuava per via Italia e terminava in parrocchia intorno le 21.30 dove mons. Atzei impartiva la solenne benedizione. Alle 23.30 i fuochi d’artificio concludevano la serata dei festeggiamenti.
Roberto Aversano
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15 Luglio 2004
Splendide figure
Spettacolare pariglia
Splendide ed agili figure, sospese per aria, impresse nel blu, si stagliavano magnifiche dinanzi agli occhi del pubblico, giunto per assistere allo spettacolo della pariglia. Abili cavalieri, fantasiosi equilibristi, si sono succeduti lungo il mare che costeggia l’ospedale militare, in un perfetto equilibrio, nella straordinaria sincronia dei movimenti. Vere e proprie geometrie sono state disegnate dai giovani di Ovodda, Sant’Andrea Frius, Pattada con la forza della braccia, il sostegno della gambe, l’intesa degli sguardi e la sintonia con il cavallo. La gente assiepata sul lungomare, ha accolto con entusiasmo e slancio, uno spettacolo unico nel suo genere, un trionfo di abilità e maestria, coraggio e ardore sanguigno; hanno poi sfilato i mammuthones, maschere primigenie, imponenti e pregne di spirito ed anima sarda accompagnate dal ritmo dei campanacci disposti lungo tutta la schiena. Ai cavalieri spetta il merito di curare e perpetuare antiche tradizioni, al Comitato per i festeggiamenti di Santa Maria Maddalena, un plauso ed un incoraggiamento per una iniziativa da riproporre.
Alessandra Deleuchi
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15 Luglio 2004
Protesta del Papa all’Europa
Non si tagliano le radici cristiane
“Non si tagliano le radici da cui si è nati”: con queste parole risentite, pronunciate in lingua polacca, alla fine dell’Angelus, Giovanni Paolo II ha protestato per la mancata citazione del Cristianesimo nel trattato costituzionale europeo. Le radici alle quali il Papa si riferisce sono quelle “cristiane del nostro Continente dalle quali è cresciuta la cultura e la civiltà della nostra epoca”. Insieme alla Polonia si sono schierati ma inutilmente, l’Italia, la Slovacchia, la Repubblica Ceca, Malta, la Lituania ed il Portogallo. Le parole di Woityla non devono far pensare ad una posizione contraria all’Unione Europea. Lo stesso portavoce della Santa Sede, Navarro-Valls, all’indomani della decisione dei 25 capi di Stato e di governo, dopo aver espresso rammarico per il mancato riconoscimento esplicito delle radici cristiane dell’Europa, aveva espresso soddisfazione per il passo in avanti sulla strada dell’integrazione ed anche per il ruolo che alle confessioni religiose la Carta riconosce nell’art. 51. Diverse le reazioni del mondo cattolico: fortemente polemico Giorgio Cittadini (Comunione e Liberazione) per il quale non solo il preambolo ma tutta la Costituzione è sbagliata, voluta com’è dalla Massoneria internazionale e scritta da quell’imperialista che è il presidente francese Chirac. Mario Marazziti, della Comunità di Sant’Egidio, dopo aver ricordato la lotta sostenuta a lungo per il riferimento alle radici cristiane, sostiene che ora tocca a noi vivere in profondità quei valori spirituali ed umani capaci di dare un’anima all’Europa.
Tomaso Panu
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15 Luglio 2004
La lettera: Mancato riferimento al cristianesimo
Omissione miserabile
Intervengo su una nota del giornale (Il Vento n. 106 del 1° luglio 2004) relativa alle omelie di don Sandro Serreri sul mancato riferimento alle radici cristiane nella neonata Costituzione Europea. Credo che gli interventi di don Serreri siano stati opportuni e necessari. Non si può tacere su una omissione che oserei definire miserabile: non si trattava di inserire un riferimento confessionale, una professione di fede, ma una semplice verità della storia. Si può non essere credente ma non si può negare che l’unico filo comune dell’Europa, che unisce nord e sud, è la civiltà cristiana. Cristiane sono le radici così come i due millenni che hanno formato la civiltà europea. Negarlo è ipocrisia. Non vi è bisogno di essere credente per riconoscere il fatto storico e culturale che il cristianesimo è stato ed è uno dei fondamenti della coscienza europea. Purtroppo questa verità storica è stata vanificata da considerazioni che sono di mera convenienza politica. Io credo che sia opportuno parlarne e parlarne ancora. Il riconoscimento delle radici cristiane deve tornare a porsi con forza, proprio perché esso riguarda l’identità stessa dell’Europa. Di una cosa comunque sono certo: che le Costituzioni non hanno mai fondato le patrie e tenuto insieme i popoli. Sono le tradizioni, oltre ai comuni interessi ed i comuni valori, ad unirle. Naturalmente bisogna analizzare il perché si sia arrivati a tutto questo, e tutto ciò credo meriti un discorso a parte, che se Il Vento lo riterrà opportuno, potremmo trattare successivamente, con intervento più specifico. Per ora è bene tenere il dialogo sempre vivo, sperando che si arrivi ad un referendum per l’approvazione della Costituzione Europea, dove dovrà vedere contrari tutti i cristiani.
Rino Stelletti
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  • Market Orecchioni,
  • via Domenico Millelire, 57
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