Anno V - numero 107 del 1 Agosto 2004
1 Agosto 2004
Sinodo: si riprende a fine mese
Dopo la sessione di Olbia del 9 e 10 luglio scorso, il vescovo mons. Paolo Atzei ha fissato il nuovo appuntamento dei padri sinodali (seconda sessione), a Tempio, presso l’aula magna del seminario diocesano, nei giorni 26, 27 e 28 agosto. La tabella di marcia del Sinodo prevede poi una sessione autunnale a Castelsardo ed una invernale e conclusiva a La Maddalena. Il cammino del Sinodo, l’ottavo documentato della storia plurisecolare della Diocesi, prosegue dunque secondo il programma previsto e nella consapevolezza, da parte dei fedeli più attenti, di vivere un evento che di per sé è fuori dall’ordinario ma che lo potrà ancor più essere se le migliori energie, le migliori intelligenze e le migliori fedi vissute riusciranno a mettere a fuoco la situazione esistente ed a tracciare la strada che le popolazioni cristiane diocesane percorreranno nei prossimi decenni, in “santità di vita e nuovo slancio missionario”.
1 Agosto 2004
Meditazione sulla XIX domenica, del T.O. Anno C
a cura di don Sandro Serreri
“Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più” (Lc 12, 47-48).
Gesù, sollecitato dall’apostolo Pietro, insegna quale debba essere il comportamento dei suoi veri servi di fronte alle responsabilità loro affidate. La fedeltà e la prudenza sono alla base di un corretto servizio del discepolo che si pone a disposizione del Vangelo. Deve essere fedele, perché, dovendo fare i conti con la sua natura umana, è esposto a molte tentazioni; deve essere prudente, perché, dovendo amministrare e governare beni (spirituali e materiali) che non gli appartengono, è esposto al rischio dell’errore. Ma la fedeltà e la prudenza non bastano per fare di un discepolo un buon servo e amministratore. Occorre conoscere “la volontà del padrone”, vale a dire del Signore. La sua conoscenza porta a disporre o agire secondo questa volontà e, quindi, ad essere fedele e prudente. Ecco, allora, quale deve essere la prima fatica del discepolo secondo il Vangelo: conoscere la volontà del suo Signore e Dio. Questa conoscenza si ottiene con la preghiera, umile e silenziosa; l’ascolto, attento e appassionato, della Parola; l’osservazione, vigile e sensibile, della realtà quotidiana; il discernimento, costante e sapiente. Gesù, rivolgendosi ai suoi discepoli, li pensa già nel ruolo di capi delle future comunità cristiane. Per questo, li mette in guardia circa il giorno del giudizio. In quel giorno, infatti, “a chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più”. Il giudizio, dunque, sarà molto severo per questi capi che pur “conoscendo la volontà del padrone” non avranno “disposto o agito secondo la sua volontà”. Gesù pensa già ai successori dei discepoli: i sacerdoti, i consacrati, i vescovi. Questi riceveranno “molte percosse”, se non saranno fedeli, prudenti, profondi conoscitori della volontà del Signore, coraggiosi esecutori dei suoi voleri. Ai discepoli di Gesù, che hanno ricevuto la missione di essere le guide del suo popolo, “molto sarà chiesto”. Questo, perché a loro è dato il mandato di amministrare il popolo in persona Christi e in questo servizio non è dato sbagliare a causa di infedeltà, mancanza di prudenza, ignoranza riguardo la volontà del Signore. Tale insegnamento, in oltre, bene si applica anche alla condizione di tutti quei cristiani che, pur non chiamati a svolgere un ruolo di guida pastorale all’interno del popolo di Dio, ricoprono nel mondo responsabilità che devono essere esercitate, in forza del battesimo, secondo una visione cristiana della vita. Intendiamo, tutti coloro che hanno contratto matrimonio religioso, sono genitori, esercitano un lavoro, s’impegnano nei campi della cultura e della società civile. Anche costoro devono sforzarsi di conoscere quale sia la volontà del Signore affinché possano ordinare tutta la loro vita secondo gli insegnamenti del Vangelo. Dunque: tutti, pur secondo responsabilità diverse, dobbiamo impegnarci a conoscere la volontà di Dio e a metterci a suo servizio. Così facendo, possiamo sperare di non ricevere “percosse”, né molte né poche, ma di venire annoverati nel numero dei servi buoni e fedeli.
1 Agosto 2004
Ci rivediamo a settembre
Buone Vacanze, Buon LavoroAnche quest’anno Il Vento ‘salta’, per vacanze, il numero di metà agosto. Una pausa sembra più che mai opportuna e necessaria dopo un intenso anno di ininterrotto impegno e puntuale presenza del nostro periodico. Auguriamo buone vacanze a tutti coloro che, maddalenini e turisti, potranno permettersele ed auguriamo buon lavoro specialmente a tutti quei maddalenini che invece, proprio nel mese di agosto, in piena stagione turistica, intensificheranno le loro fatiche. Con tutti, ci rivediamo a settembre! Buone Vacanze, Buon Lavoro!
1 Agosto 2004
L'editoriale
di don Sandro Serreri
Gli alberi non si tagliano, ma si piantano!

Pochi giorni fa un po’ tutti abbiamo assistito inermi all’abbattimento degli eucalipti che si ergevano maestosi davanti al teatro Longobardo in viale Mirabello. Piantati nel lontano 1952, questi decoravano il viale offrendo ombra e refrigerio. Sono stati abbattuti per far posto ad un parcheggio. Era proprio necessario? Si poteva fare qualcosa per salvarli? Pensavo che in una Isola dove ha sede un Parco nazionale e dov’è presente il Corpo della Forestale, fosse impossibile ottenere il permesso di abbattere dei giganti di 52 anni che, tra l’altro, non costituivano pericolo né a persone né a cose. Pensavo che nell’Isola madre del Parco nazionale dell’arcipelago di La Maddalena vigesse, anche e soprattutto in forza di questo ente, il principio che: Gli alberi non si tagliano, ma si piantano. Ed invece… si tagliano, e come! Negli anni 1996-97 sono stati tagliati i pini mediterranei di piazza Comando. Questa estate gli eucalipti di viale Mirabello. Domani… Molti sapevano, ma… Qualcuno mi ha detto: “Forse potevamo fare…”. Nessuno ha fatto nulla. Ho sentito dire che il tutto verrà sostituito da: un ampio parcheggio, una passeggiata, delle siepi, altri alberi. “Tutto sarà più bello!”. Ma: Che cosa c’è di più bello di un eucaliptus di 15 metri di altezza e di 52 anni d’età? La Cappella Sistina, la Pietà di Michelangelo. Nella nostra Isola di bellissimo c’è il mare, le coste, le cale, le rocce. Mentre, di bello costruito dall’uomo c’è pochissimo. Tutti sappiamo che la nostra Isola possiede delle bellezze naturali uniche al mondo. Una per tutte: la “Spiaggia rosa”. Per questo, non possiamo restare muti e indifferenti davanti all’abbattimento degli eucalipti di viale Mirabello. Inizio, veramente, a non capire più come sia stato possibile ieri abbattere i pini di piazza Comando, oggi gli eucalipti di viale Mirabello, nonostante la presenza nel nostro territorio di due enti preposti per la salvaguardia dell’ambiente: il Parco e la Forestale. E, soprattutto, sto iniziando a non capire più il comportamento passivo e rassegnato di tanti - troppi! - miei concittadini. Di fronte al degrado al quale stiamo assistendo, non possiamo arrenderci. Prendere posizione, manifestare, denunciare, essere profezia e coscienza critica è un dovere civile e morale. Pena: la morte di una società, che in questo caso diventa anonima, egoista, facile preda degli interessi di parte. Non credo che i veri maddalenini desiderano lasciare in eredità ai loro figli una società senza timone, senza una randa che prende bene il vento. Al cittadino che non viene tutelato in tutti i suoi diritti dagli enti preposti non resta che agire secondo il principio di sussidiarietà: costituirsi in associazione, movimento, comitato e fare là dove chi deve fare non fa, denunciare abusi e deficienze sociali e politiche, manifestare in difesa del bene comune, impedire che fatti come quelli denunciati da Il Vento (vedi: Giovanna Sotgiu in Il Vento, Anno II, n° 39, 15 settembre 2001, p. 6; La Redazione in Il Vento, Anno V, n° 105, 1° luglio 2004, p. 8) si ripetano. Per chi vive in società, per chi è cittadino, il silenzio, la passività e la rassegnazione sono dei veri e propri reati, mali morali. Per questo, anche se gli eucalipti di viale Mirabello non ci sono più, riaffermiamo il principio che: Gli alberi non si tagliano, ma si piantano!