Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno V - N° 108 del 1 Settembre 2004 - pagina n° 6

1 Settembre 2004
Storia della Parrocchia
a cura di Claudio Ronchi
Riparate la facciata
Le inadempienze della Amministrazioni Comunali di La Maddalena nei confronti della Parrocchia non si verificano soltanto nei tempi attuali e recenti, ma si registravano anche nel passato. Esattamente un secolo fa, il 18 novembre 1904, il parroco dell’epoca, canonico Antonio Vico, prendeva carta e … pennino, scrivendo al Prefetto di Sassari una dura lettera contro l’Amministrazione Comunale isolana, allora guidata dal sindaco Giuseppe Susini (in carica dal 1912 al 1918, un’Amministrazione quella assai chiacchierata, tanto che fu oggetto di un’accurata inchiesta ministeriale, l’inchiesta Ferri). La lettera del parroco tuttavia riguardava certi lavori alla facciata della Chiesa, iniziati e non conclusi (sulla quale facciata da circa 90 anni non venivano eseguiti significativi interventi conservativi). “Fin dallo scorso mese di maggio – scriveva Vico al Prefetto – l’onorevole Consiglio Comunale aveva fatto costruire dei ponti per la riparazione della facciata di questa Chiesa Parrocchiale che minacciava rovina con pericolo di irreparabili disgrazie per le persone che affluiscono in detta Chiesa. Dopo aver distrutto il primo cornicione ha fatto sospendere i lavori, ed ora si trova pericolante non solo dei crepacci della facciata istessa, ma anche gli stessi ponteggi minacciano rovina per i temporali che si stanno scatenando di piogge e di venti impetuosi. Ad ovviare qualche disgrazia mi rivolgo alla benignità della S.V. Ill.ma perché voglia con sollecitudine provvedere a che l’onorevole Consiglio Comunale faccia continuare e finire i lavori cotanto urgenti. La prevengo – precisava il Parroco - che la Chiesa Parrocchiale è talmente povera che fin l’antiquo è sussidiata dallo stesso Comune di lire 150 per l’olio lampada e per le candele necessarie al Culto Divino; è giusto dunque come è di legge che facciano le riparazioni necessarie. Io intanto ne declino ogni responsabilità, lasciando che questa ricada sull’Amministrazione Comunale”. Non abbiamo la risposta che il Prefetto inviò al parroco Vico, ma certamente quest’ultimo intervenne, tanto che poco tempo dopo i lavori ripresero, “eseguiti in economia”, sulla base del progetto e della relazione che il geometra comunale Antonio Cappai aveva redatto in data 10 agosto 1904.
Archivio rubrica: Storia della Parrocchia
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1 Settembre 2004
Ricordi di una foto del n° 107
Orlando Dessì ci scrive
Alla Redazione de Il Vento
È stata una piacevole sorpresa, sfogliando il giornale Il Vento, vedere una foto che ricorda una memorabile Festa della SS.Trinità. Mi riconosco, in quella foto, con il microfono in mano pronto ad illustrare le varie fasi della corsa dei cavalli, con me mio fratello Battista, l’amico Gaias e Paolino Spanu che avevano dato un contributo manuale non indifferente per la costruzione del palchetto e per l’attacco della linea elettrica; dietro di noi un altro nostro compaesano del quale non ricordo il nome. Era la prima volta che venivano installati gli altoparlanti, peraltro molto potenti, alimentati da un amplificatore che la vecchia ditta ‘Geloso’ aveva per la prima volta costruito in vista delle elezioni politiche, occorrenti quindi per gli oratori. Dopo tutte le manifestazioni religiose, avevamo portato allegria ad una moltitudine di partecipanti alla festa, con dischi di carattere campagnolo ed inoltre accontentavamo i gestori delle varie ‘baracche’ reclamizzando i loro vini e le loro birre. Purtroppo le idee dell’allora parroco mons. Capula non coincidevano con il clima spensierato della gente … Fu però, nel complesso, una magnifica Festa ovviamente, come tutte le Feste campestri, indirizzata ad onorare la SS. Trinità cui i maddalenini sono molto legati. Sono contento nel constatare che da qualche tempo vi è una magnifica ripresa, con festeggiamenti che durano una settimana. Lode quindi ai nostri beneamati sacerdoti che guidano le redini della nostra Parrocchia.
Orlando Dessì
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1 Settembre 2004
Un patrimonio inestimabile
Le nostre spiagge (parte seconda)

Spiaggia Spalmatore

… Tale fenomeno è visibile in particolare in alcune piccole cale ciottolose a nord dell’Isuleddu essendo questa una zona battuta dalle correnti provenienti da Ovest che investono quest’area con elevata energia del moto ondoso. I diversi gradi di energia con la quale le onde arrivano sulle spiagge determinano quindi la granulometria dei depositi: la sabbia di Cala Maiore, le ghiaie di Spalmatore e i ciottoli dell’Isuleddu ne sono esempi evidenti. Come è stato già detto, il materiale può essere gettato dai frangenti oltre il limite dell’alta marea e se in questo tratto di spiaggia non ha luogo la corrente di risacca, perché i detriti tornano al mare per vie sotterranee attraverso un materasso detritico permeabile, anche il materiale più fine può rimanere sulle spiagge. Perciò, quanto più la spiaggia è asciutta e permeabile, tanto più il processo di avanzamento è accentuato e questo si osserva generalmente nel periodo estivo. Al contrario nei periodi piovosi i sedimenti dei litorali diventano più o meno saturi d’acqua e quindi praticamente impermeabili, di conseguenza tutta l’acqua ritorna al mare e con velocità tanto maggiore quanto più la spiaggia è inclinata. Non va dimenticato che alle acque del mare si possono aggiungere quelle di pioggia, aumentando il tal modo il potere di erosione e di trasporto del flutto di ritorno nonché l’azione di scalzamento dei detriti dalla spiaggia ad opera dei frangenti, per tutti questi motivi nel periodo invernale molte spiagge appaiono in erosione. Il pendio di una spiaggia dipende soprattutto dalla granulometria degli elementi che la costituiscono, è tanto più acclive quanto più i sedimenti sono grossolani. Vi sono altri fattori che ne determinano la pendenza come l’energia del moto ondoso che a sua volta è legato all’andamento longitudinale della costa alle sue irregolarità e all’estensione del tratto di mare antistante. Tra le azioni del moto ondoso non vanno dimenticate le maree, che esercitano una forte azione morfologica sulle coste molto diversa a seconda che si tratti di coste rocciose o di spiagge, su quelle rocciose l’azione delle maree è solo indiretta in quanto provoca lo spostamento in verticale del battente d’acqua, mentre nelle spiagge la loro efficacia è ben maggiore, infatti, tanto più debole è la pendenza della spiaggia e del fondo marino adiacente e quanto più ampia è la marea tanto più vasta è la zona soggetta a periodiche sommersioni ed emersioni.
(2 - continua) Monica Culiolo, geologa
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1 Settembre 2004
Organizzato dall'Associazione Donna Oggi
Satta, Dedola, Ropa In cocerto

G. Dedola

Dal barocco haendeliano (Messiah) alla trilogia popolare verdiana (Rigoletto, Trovatore, Traviata), passando attraverso il classicismo mozartiano (Le nozze di Figaro),  al  preromanticismo di Bellini (Sonnambula) e Donizetti (Lucia di Lammermoor): il concerto di canto offertoci lo  scorso 16 agosto dall'associazione Donna Oggi  in collaborazione con le Amiche Americane nella sala consiliare del Comune di La Maddalena si è  rivelato, in  sostanza, una sintesi, un concentrato,  la quintessenza del melodramma in dieci fra le più significative "Arie Scelte". Protagonisti del concerto, innanzitutto, la pianista Roberta Ropa, che alla tastiera del prezioso Bösendorfer, ha confermato tutta la sua classe, concertando con precisione e stile flessibili e filologicamente perfetti, ed imbrigliando l'esuberanza dei due cantanti entro i confini dell'interpretazione più che dell'esibizione. Poi il baritono nostrano Gianfranco Dedola che, alle soglie della piena maturità fisica ed artistica, si è  finalmente spinto verso i territori fino ad ora per lui inesplorati del repertorio verdiano, in cui si possono lasciar esplodere acuti sontuosi senza che lo strumento vocale perda una libbra della sua timbratura ed il suono resti di bronzo, con fascinose risonanze ed armonici da magistero. Che dire del soprano maddalenino Claudia Satta, last but not leaft: ascoltarla e restarne  magnificamente inebetiti in un'aura di sogno, anzi d'estasi, è stato il miracolo di una sera di mezza estate. Ha interpretato ogni aria, ogni duetto, non come fosse al suo esordio in scena, al suo "battesimo isolano", ma come l'artista intrigante e divinatrice, la sorcière  che le auguriamo con il cuore di diventare completamente ed al più presto.
Saverio Minunno
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