Satta, Dedola, Ropa In cocerto

G. Dedola
Dal barocco haendeliano (Messiah) alla trilogia popolare verdiana (Rigoletto, Trovatore, Traviata), passando attraverso il classicismo mozartiano (Le nozze di Figaro), al preromanticismo di Bellini (Sonnambula) e Donizetti (Lucia di Lammermoor): il concerto di canto offertoci lo scorso 16 agosto dall'associazione Donna Oggi in collaborazione con le Amiche Americane nella sala consiliare del Comune di La Maddalena si è rivelato, in sostanza, una sintesi, un concentrato, la quintessenza del melodramma in dieci fra le più significative "Arie Scelte". Protagonisti del concerto, innanzitutto, la pianista Roberta Ropa, che alla tastiera del prezioso Bösendorfer, ha confermato tutta la sua classe, concertando con precisione e stile flessibili e filologicamente perfetti, ed imbrigliando l'esuberanza dei due cantanti entro i confini dell'interpretazione più che dell'esibizione. Poi il baritono nostrano Gianfranco Dedola che, alle soglie della piena maturità fisica ed artistica, si è finalmente spinto verso i territori fino ad ora per lui inesplorati del repertorio verdiano, in cui si possono lasciar esplodere acuti sontuosi senza che lo strumento vocale perda una libbra della sua timbratura ed il suono resti di bronzo, con fascinose risonanze ed armonici da magistero. Che dire del soprano maddalenino Claudia Satta, last but not leaft: ascoltarla e restarne magnificamente inebetiti in un'aura di sogno, anzi d'estasi, è stato il miracolo di una sera di mezza estate. Ha interpretato ogni aria, ogni duetto, non come fosse al suo esordio in scena, al suo "battesimo isolano", ma come l'artista intrigante e divinatrice, la sorcière che le auguriamo con il cuore di diventare completamente ed al più presto.