PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA - LA MADDALENA (SS)
Il Vento
Il Vento
"Il Vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va"(Gv.3,8)
(Supplemento di "Gallura e Anglona", periodico della Diocesi di Tempio-Ampurias: direttore Tomaso Panu)
Anno V - numero 109 del 15 Settembre 2004

15 Settembre 2004
Padre Paolo a Sassari
Diocesi senza Vescovo
L’annuncio ufficiale è stato diramato il 14 settembre scorso: padre Paolo Atzei, 62 anni, frate francescano, dal 1993 vescovo di Tempio-Ampurias, è stato trasferito a Sassari. Prenderà possesso dell’arcidiocesi turritana il 31 ottobre prossimo. In attesa che venga nominato il nuovo vescovo della Gallura e dell’Anglona padre Paolo è stato nominato Amministratore Apostolico della nostra diocesi. L’arcivescovo Paolo Atzei lascerà dunque presto le nostre terre dopo 11 anni di infaticabile, appassionato e fruttuoso lavoro, con all’attivo due importanti e significative Visite Pastorali in tutte le parrocchie diocesane ed un Sinodo (l’8° della storia plurisecolare della diocesi) arrivato quasi alla metà dei lavori, che per forza di cose viene interrotto fino all’arrivo del nuovo vescovo. Sul nome del quale, al momento, nessuno è in grado dare indicazioni, nemmeno se possa essere sardo o continentale. Con padre Paolo Atzei, che ha autorevolmente scritto una significativa ed importante pagina della vita diocesana, e non solo per quanto riguarda la comunità cristiana, se ne va anche un pezzo della storia di tutti noi.
.: Torna Su! :.
15 Settembre 2004
Meditazione, sulla XXV domenica del T.O. Anno C
a cura di don Sandro Serreri
“Il padrone lodò quell’ammi-nistratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza” (Lc 16, 8a).
La parabola aggiunge un altro tassello al metodo sul discepolato che Gesù insegna ai suoi. Gesù offre le regole per poterlo seguire con sincerità di cuore. Ricordiamo, la rinuncia agli affetti umani e ai beni della terra, la misericordia sul modello di quella del Padre celeste. Questa domenica, si aggiunge quella di essere amministratori scaltri. L’”uomo ricco” della parabola non loda il suo amministratore per la sua disonestà, ma per la sua scaltrezza. E Gesù, a riguardo, mette in guardia: “I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce” (v. 16b). I figli di questo mondo, dunque, sono più scaltri dei discepoli di Gesù. Perciò, questi ultimi sono invitati ad essere scaltri, vale a dire: furbi, astuti, svegli, smaliziati, abili, attenti, accorti, avveduti, prudenti, perspicaci. Questo, perché il Vangelo non è fatto per gli ingenui, i superficiali, i mediocri, gli sprovveduti, gli imprudenti, gli sventati, gli sconsiderati. Seguire Gesù, mettere in pratica – cioè vivere – il Vangelo non è opera fatta per chi è abituato ad “avere tutto e subito”, a non conoscere né rinunce né sacrifici, a pensare che tutto sia possibile e lecito. Il Vangelo si è sempre scontrato con la mentalità del mondo proprio perché è stato fatto per vincerla e superarla. Gesù chiede ai suoi veri discepoli di essere amministratori scaltri sapendo usare i beni della terra al fine di servire il Vangelo. E’ chiaro che non si insegna di non fare uso dei beni della terra, ma di finalizzare questi affinché il Vangelo diventi “buona notizia” per tutti. Il vero discepolo di Gesù deve fare in modo che tutta la sua vita sia uno strumento di trasmissione e di testimonianza del Vangelo. A costui, non gli è consentita la disonestà, ma gli è richiesta la scaltrezza di chi sa che i beni che amministra devono portare “molto frutto”. Seguire Gesù, dunque, significa anche non lasciarsi ingannare dalla furbizia del disonesto, da chi abusa dei beni della terra, da chi è amministratore per fini propri o di parte. Questa ulteriore regola di Gesù sul corretto metodo del discepolato sgombera il campo dalla ingannatrice idea diffusa in molti cristiani, che il buonismo, l’ingenuità, il populismo, siano virtù cristiane atte ad annunciare ed impiantare il Vangelo nel cuore degli uomini. Non vi è nulla di più sbagliato. Infatti, il Vangelo, per chi lo ascolta e lo vive seriamente, apre alla vera comprensione della vita, del rapporto tra Dio e l’uomo, del cammino da compiere per giungere alla realizzazione piena e matura del disegno che Dio ha su ognuno di noi. Darsi da fare, dunque, perché tutti beni che ci sono stati dati in amministrazione ci conducano a Dio, è il compito che spetta ad ogni onesto, sincero, fedele cristiano affinché, un giorno, possa essere lodato e ricevere la ricompensa che spetta a chiunque ha trovato e servito il Signore.
Archivio Rubrica: Meditazioni
.: Torna Su! :.
15 Settembre 2004
Un messaggio devastante
Giovani e satanismo
I recenti episodi di satanismo giovanile, che hanno riempito le pagine dei giornali, devono rappresentare un campanello d'allarme per prendere sul serio un problema ancora troppo sottovalutato: la sempre maggiore diffusione dell’occultismo tra ragazzi. Parlando in generale del fenomeno del satanismo giovanile, e senza fare riferimento ai recenti fatti di cronaca (sui quali, prima di esprimere giudizi affrettati, occorrerà fare maggior luce), può essere utile riflettere sul tipo di filosofia che è alla base di certe pericolose tendenze: l'egoismo e la voglia di potere. Il satanismo non è altro che la presunzione di vivere seguendo le regole di vita che più fanno comodo e cercando di soddisfare il proprio, egoistico, piacere. Se riflettiamo sui messaggi che vengono costantemente proposti ai giovani attraverso certa musica, certi programmi televisivi o altri mezzi di comunicazione, possiamo notare che il comune denominatore è: “fai ciò che vuoi”. È uno stile di vita che rischia facilmente di contagiare i giovani, perché si presenta con il volto accattivante della "libertà totale". È il vecchio mito della vita spericolata, che continua a mietere vittime tre ragazzi, questa non-cultura fermamente radicata nel mondo di oggi, sempre più caratterizzato dall'egoismo e dalla perdita di consapevolezza del bene e del male. Il messaggio che viene costantemente trasmesso ai giovani è proprio questo: tutto è lecito.Tutto è possibile. Tutto si può fare, purché lo si voglia. Il satanismo punta a rovesciare e distruggere quei valori che sono scritti nel cuore di ogni essere umano, al di là di ogni cultura e religione. Punta a creare confusione tra i giovani, per costruire una specie di "società al contrario" in cui il bene diventa male e il male diventa bene. Non a caso, il principale simbolo utilizzato dai satanisti è la croce capovolta. Esprime il rovesciamento di quei valori universali che dovrebbero unire l'umanità: la pace, la solidarietà, la fratellanza, la caduta di ogni muro e confine. Il satanismo, invece, propone una filosofia di vita completamente opposta. Tende a diffondere tra i ragazzi un senso di pessimismo, di resa, di oscurità, in più, istiga all'odio nei confronti degli altri. Il maggiore veicolo di questa non-cultura è rappresentato, oggi, da un certo tipo di musica rock che si fa promotrice di certi non-valori. Alcuni complessi sono anche razzisti e incoraggiano l'intolleranza nei confronti di ebrei e persone di colore. Di sicuro, non bisogna condannare o demonizzare tutta la musica rock. Questa sarebbe soltanto una superficiale esagerazione. Ma non si può continuare a chiudere gli occhi di fronte al sempre maggiore numero di cantanti che utilizzano temi esoterici per vendere i propri dischi. Fortunatamente, nonostante la sempre maggiore diffusione delle mode sataniche, moltissimi ragazzi mostrano di voler aprire gli occhi. Capiscono che qualcuno ha voluto, semplicemente, strumentalizzarli per fare soldi e aumentare il proprio conto in banca. E allora sono proprio gli stessi giovani a farsi promotori, tra i loro amici, di una nuova cultura in favore della vita. Una cultura fatta di buon senso, di rispetto e d'amore. In un mondo che ne ha, davvero, tanto bisogno.
Carlo Climati
.: Torna Su! :.
15 Settembre 2004
Mons. Paolo Atzei
Una breve biografia
Paolo Maria Virgilio Atzei è nato a Mantova il 21 febbraio 1942 da una famiglia di Simala (Oristano) emigrata in continente. Entrato nel Seminario dei Frati Minori Conventuali di Sassari per frequentare le Scuole Medie ha completato gli studi ginnasiali nel Seminario Arcivescovile di Oristano. Dopo aver terminato il Liceo nel Seminario Francescano di Assisi, padre Paolo Atzei ha compiuto studi filosofici e teologici nel Collegio Internazionale di Roma. Ha preso i voti il 27 ottobre 1963 ed è stato ordinato sacerdote il 18 dicembre 1966. Dal 1967 al 1973 è stato rettore del Collegio San Giuseppe di Tempio. Dal 1973 al 1979 è stato parroco di San Paolo in Oristano. Nel 1979 è stato trasferito a Cagliari in qualità di Guardiano del Convento e parroco di San Francesco. Nel 1992 fu nominato Vicario Provinciale di Cagliari e nel 1995 Provinciale dei Frati Minori Conventuali e presidente regionale del CISM. Nel 1993 Santa Sede gli affida la diocesi di Tempio-Ampurias. Padre Paolo Atzei è membro della Commissione Episcopale per il clero e la vita consacrata. Nel corso degli undici anni di episcopato padre Paolo è giunto decine di volte nell’Arcipelago. In particolare nel 1998 e nel 2002 per le Visite Pastorali, oltre che per l’ordinazione sacerdotale di don Massimo Terrazzoni e l’accolitato di Roberto Aversano. Nel 1998, nel corso della prima Visita Pastorale, procedette alla dolorosa ma necessaria sostituzione dell’anziano e malato parroco mons. Salvatore Capula, nominando don Domenico Degortes suo successore.
.: Torna Su! :.

NO ALLE SCORIE RADIOTTIVE
NELL'ARCIPELAGO
DI LA MADDALENA
E NELLA SARDEGNA TUTTA

C.A.V. (Centro di Aiuto alla Vita)
La Maddalena via Tomaso Zonza, 8
Telefono 0789.731087
orario di apertura:
martedì ore 17,00 - 18,00
mercoledì ore 17,30 - 18,30
Numero verde S.O.S Vita : 1678-13000

.: Torna Su! :.