Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno V - N° 109 del 15 Settembre 2004 - pagina n° 4

Don Giuseppe Ovse Achkarian: diacono - artista

15 Settembre 2004
Dal Libano a Moneta

don Giuseppe Ovse

Il diacono don Giuseppe Ovse Achkarian è stato nominato collaboratore parrocchiale di Moneta il 1° dicembre 2003. Don Achkarian è nato in Libano nel maggio del 1969 da genitori armeni. Appartenente alla Chiesa Armena Apostolica Ortodossa, ha studiato Teologia in Libano ed a Gerusalemme. Monaco-diacono ortodosso armeno, è giunto in Italia nella seconda a metà degli anni ‘90. Nell’anno 2000 don Achkarian è stato per alcuni mesi a La Maddalena, dove ha portato ulteriormente avanti il cammino, già iniziato, di avvicinamento al cattolicesimo, cammino culminato il 4 ottobre 2002 ad Assisi, nella basilica di San Francesco, quando, alla presenza del vescovo mons. Atzei, ha fatto la solenne professione di Fede Cattolica. Don Achkarian ha successivamente frequentato la Facoltà Teologica di Cagliari.

L'angelo musicante

Don Giuseppe Ovse Achkarian è anche un artista. Laureato presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma è un apprezzato pittore, specializzato in icone. Ha partecipato a mostre di pittura in Libano, Siria, Cipro, Svizzera, Germania, Inghilterra, Italia. Nel 2000 ha realizzato ad Andria, presso la chiesa di Sant’Andrea Apostolo, quattro grandi icone, mentre altre otto grandi icone ha conegnato alla chiesa di Sant’Ignazio da Laconi a Laconi. Sempre nel 2000, don Achkarian ha donato ben sette quadri alla parrocchia di Santa Maria Maddalena Si tratta di due quadri della Santissima Trinità (uno per la chiesa di S. Maria Maddalena ed uno per la cappella dell’Ospedale Civile), di un olio su tela raffigurante l’Incoronazione della B.V. Maria, di un olio su tela di S. Maria Maddalena, di un’icona dell’Annun-ciazione, di un’icona dei Santi Martiri Cavalieri, di un’icona di San Giorgio, di due carboncini di S. Maria Maddalena, di un carboncino del Cristo con corona di spine. Don Giuseppe ha anche donato una reliquia, da lui posseduta, di Santa Maria Maddalena. Attualmente è docente di iconografia, colori, disegno iconografico e pittura sacra, presso l’Istituto Euromediterraneo di Tempio. La sera dell' 8 Settembre, festa della Natività della Beata Vergine Maria, il diacono don Giuseppe Ovse Achkarian ha lasciato la parrocchia di Moneta per recarsi a Tempio dove il 4 ottobre prossimo (festa di San Francesco d'Assisi), nella cattedrale, sarà ordinato sacerdote dal vescovo mons. Paolo Atzei.
Claudio Ronchi
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La Madonna di Pompei - Cristo flagellato

15 Settembre 2004
Sei quadri per Moneta

Lo Spirito Santo

In occasione della celebrazione del XII centenario del secondo Concilio di Nicea (anno 787 d.C.) che è stato l'ultimo della chiesa unita, Giovanni Paolo II aveva  indirizzato una lettera apostolica all'Episcopato mondiale, invitando i vescovi a promuovere l'abitudine di proporre nelle chiese, il culto delle immagini sacre. "Il credente di oggi, come quello di ieri" scriveva il pontefice, "deve essere aiutato nella preghiera e nella vita spirituale con la visione di opere che cercano di esprimere il mistero. La nostra tradizione più autentica, che condividiamo con i fratelli ortodossi, ci insegna che il linguaggio della bellezza, messo al servizio della fede, è capace di raggiungere il cuore degli uomini". 

Santo Stefano - Santa Maria Maddalena

Nella chiesa dell' Agonia di Ns. Signore Gesù Cristo di Moneta, è stato messo in pratica questo invito, grazie alla presenza del diacono don Giuseppe Ovse Achkarian il quale, laureato all'Accademia delle Belle Arti di Roma, è un apprezzato pittore e dopo aver donato ben sette quadri alla chiesa di Santa Maria Maddalena, ha voluto prestare la sua opera anche a quella di Moneta. Nei pressi della porta della sacrestia possiamo ammirare l'immagine della Madonna di Pompei mentre dona il rosario a Santa Caterina e San Domenico. Poco più avanti attira lo sguardo dei presenti l'immagine di Cristo flagellato che è stato dipinto su sfondo nero per simboleggiare la sofferenza del Signore e la sua totale solitudine davanti alle forze delle tenebre. Un'altra opera che vale la pena di ammirare è l'icona di Santa Maria Maddalena patrona dell’Arcipelago. Essa è una copia del Tiziano e l'originale si trova nel museo dell'Ermitage a Mosca, in Russia: accanto alla Santa si può notare un piccolo vaso contenente olio profumato che simboleggia la mattina della Risurrezione. Sopra la fonte battesimale troviamo l'immagine dello Spirito Santo che,  sotto forma di colomba, scende dai cieli per distribuire le sue  grazie a chi è in grado di accettarle. Un angelo musicante del Rosso Fiorentino sembra accompagnare con il suo strumento le voci del coro parrocchiale mentre cantano le lodi al Signore. Segue il quadro di Santo Stefano che non avevamo mai visto in nessuna chiesa della nostra isola: è la prima immagine dedicata al patrono dell'isola di Santo Stefano. È dipinto con la dalmatica diaconale, in contemplazione della SS. Trinità. Tutte le opere sono copie di grandi maestri dell'arte.
Maria Vitiello
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