Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno V - N° 109 del 15 Settembre 2004 - pagina n° 8

Radio Arcipelago 90,20 Mhz
Via Cairoli n°74 - La Maddalena (SS) tel. 0789.735191
Programmi Giornalieri *
Santa Messa ore 07.30
Lodi mattutine ore 08.40
Rassegna Stampa ore 09.00
Rassegna Stampa ore 11.00
Rassegna Stampa ore 12.30
Notiziario ore 17.15
Notiziario ore 18.15
Santa Messa ore 19.00
Notiziario ore 20.15
* Il sabato e la domenica il Notiziario e la Rassegna Stampa non vengono trasmesssi.
Programmi Settimanali *
Lunedì 10.15 Microfono Aperto
Lunedì 15.30 Reporter
Lunedì 17.00 Informazione previdenziale
Martedì 10.00 Rassegna Stampa Maddalenina
Martedì 15.30 Reporter
Martedì 17.00 Sulla Gallura e sull'Anglona
Mercoledì 10.00 Sulla Gallura e sull'Anglona
Mercoledì 15.30 Rassegna Stampa Maddalenina
Mercoledì 19.30 Catechesi per adulti
Giovedì 16.30 Rassegna stampa cattolica
Venerdì 10.00 Rassegna stampa cattolica
Venerdì 17.00 Informazione previdenziale
Sabato 10.00 Linea Musica
Sabato 11.30 Microfono Aperto
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15 Settembre 2004
Rito del matrimonio
Si dirà: " Accolgo te "
"Accolgo te” invece che “prendo te”. Cambia la formula dello scambio del consenso nella celebrazione del matrimonio, solo un esempio delle modifiche apportate dal Decreto di approvazione e di conferma dell’adattamento della traduzione italiana della seconda edizione latina del Rito del Matrimonio, emanato dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, lo scorso 29 aprile e reso noto il 19 maggio da mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, a margine della seconda conferenza stampa della 53° Assemblea Generale Cei (Conferenza Episcopale Italiana). “Si tratta di una revisione del rito esistente - ha precisato mons. Betori - con un adattamento alla situazione pastorale italiana, tenendo presente le diverse situazioni di coloro che chiedono di celebrare il matrimonio cristiano”. Tre sono le tipologie individuate, cui corrispondono tre capitoli dell'edizione italiana delle Rito del Matrimonio: “Il matrimonio tra persone che hanno già compiuto un significativo cammino di fede nella comunità parrocchiale; quello richiesto da persone che pur non avendo maturato un chiaro orientamento cristiano e non vivendo una piena appartenenza alla Chiesa, desiderano la celebrazione religiosa del matrimonio, essendo battezzati e non rifiutando esplicitamente la fede; il caso di matrimoni tra una parte cattolica e una non battezzata". Oltre ad arricchimenti testuali e gestuali del Rito, è prevista la possibilità – nel secondo capitolo - di celebrare il matrimonio nella Liturgia della Parola. Il testo del nuovo Rito sarà disponibile nelle librerie dal mese di settembre e potrà essere utilizzato a partire dalla prossima domenica di Avvento.
Tomaso Panu
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15 Settembre 2004
Vie di Ieri e di Oggi
a cura di Giovanna Sotgiu
via Oberdan
Fino alla fine dell’Ottocento la parte di levante di Cala Gavetta, da via Vittorio Emanuele alla spiaggia dove venivano tirate a secco le barche, era chiamata via del Porto: all’altezza dell’attuale bar Sport era molto stretta anche per il limitato traffico dell’epoca e diversi furono gli interventi per allargarla, con riempimenti che restringevano il braccio di mare antistante senza causare danni, dato che si trattava di fondali bassi e melmosi. Nel 1896 l’Amministrazione comunale volle intestare la via all’ammiraglio Orazio Nelson, uno dei due “figli di Albione” (per dirla con le parole del propositore della delibera) “che ci tennero onorati” della loro presenza scegliendo “ la rada del Palau come stazione per sopravvedere al Mediterraneo ed impedire nuovi tentativi della Francia contro l’Egitto”, che aveva lasciato “un prezioso ricordo che si ammira nella nostra chiesa e pel grande affetto che provava pel paese”. La cittadinanza era fiera del dono dei candelieri e del crocifisso d’argento e aveva voluto ricordarlo così. Ma, come al solito, le successive condizioni politiche avevano fatto arretrare la gloria dell’ammiraglio a favore di un altro eroe al momento più vicino alle tendenze del governo e agli ideali di irredentismo e di volontà di liberare dal “giogo straniero” le regioni che si ritenevano italiane: si trattava di Guglielmo Oberdan, il triestino che, nel 1882, aveva deciso di uccidere l’imperatore Francesco Giuseppe in un momento altamente simbolico per l’impero e per la stessa Trieste; l’imperatore, infatti, doveva trovarsi nella città per celebrarne i cinquecento anni dalla annessione alla casa di Asburgo. Il giovane era stato fermato prima di raggiungere il suo obiettivo e condannato a morte. A nulla erano valse le richieste di grazia presentate dalla madre e da uomini di cultura come Giosuè Carducci e Victor Hugo.
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