Il vescovo Atzei a La Maddalena

Mons. Paolo Atzei
Giovane, energico, caratterialmente e fisicamente forte, un francescano tutto d’un pezzo. Fu questa l’impressione che ebbero i fedeli quando nel 1993 il 51enne Paolo Atzei prese possesso della diocesi di Tempio-Ampurias. Per quanto riguarda La Maddalena, a parte le prime visite per le cresime, fu assai significativa la sua presenza, nel dicembre del 1995, alla grande manifestazione organizzata in difesa dell’Arsenale Militare, destinato alla chiusura. In quell’occasione, fatto inusuale in Gallura, sfilò in prima linea col sindaco di La Maddalena Pasqualino Serra, quello di Palau Giacomo Brandano, ed i sindaci di Tempio, Bortigiadas, Luogosanto, Santa Teresa, Olbia ed Arzachena. “Sono qui per dare l’appoggio della Chiesa alle giuste rivendicazioni dei lavoratori maddalenini” aveva dichiarato mons. Atzei.

Don Raimondo Satta
Pochi mesi prima, nel settembre di quell’anno, dopo aver ordinato sacerdote don Massimo Terrazzoni, aveva trasferito i due giovani vice parroci di S. Maria Maddalena, don Raimondo Satta e don Alessandro Piga, rispettivamente a Porto Cervo e a San Pantaleo, sostituiti da don Domenico Degortes (vice parroco con incarichi speciali) e don Sandro Serreri. Nell’agosto del 1996 mons. Atzei ritornò a La Maddalena, questa volta per la morte del parroco di Moneta e fondatore dell’Oasi Serena don Giuseppe Riva. Nell’omelia funebre ebbe ad affermare: ”Di fronte alla sua opera ed alla sua creatura (l’Oasi, ndr) mi sono sentito sempre confuso. Ecco, confesso davanti a Dio, a lui ed a voi, la mia incapacità, il mio limite di vescovo di non aver saputo capire sino in fondo, forse cogliere, forse decodificare anche i suoi silenzi”. Mons. Atzei, pochi giorni dopo, nominò don Domenico Degortes amministratore parrocchiale di Moneta, il quale, alla fine di ottobre, dovette procedere, suo malgrado, alla chiusura dell’Oasi Serena “per inadeguatezza alla normativa vigente”, chiusura che si è protratta purtroppo fino ad oggi, nonostante il grande impegno e la continua attenzione che mons. Paolo Atzei, unitamente a consistenti finanziamenti diocesani, ha profuso.