Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno V - N° 110 del 1 Ottobre 2004 - pagina n° 3

1 Ottobre 2004
Un epilogo che nasce da lontano
Due anni di crisi e di rancori

Una veduta del palazzo comunale

La prima volta del centro-destra nell’Isola è stata un'esperienza piuttosto breve. Appena due anni e quattro mesi, neanche metà del mandato amministrativo. Oppure, forse, è durata troppo. Già, perché non bisogna dimenticare che a La Maddalena c'erano due circoli di Forza Italia e due circoli di Alleanza Nazionale, sintomi di tensioni e malumori piuttosto evidenti all'interno dei maggiori partiti della Casa delle Libertà. Che comunque, grazie ai cinque anni della precedente amministrazione - assolutamente da dimenticare - e alle divisioni storiche nel centro-sinistra, non hanno impedito al centro-destra di vincere le elezioni. Le tensioni sono andate acuendosi all'indomani della formazione dell'esecutivo. Le scelte di Rosanna Giudice avevano creato le prime fratture, ricomposte non senza qualche difficoltà. C'era chi minacciava di uscire dalla maggioranza e anche chi è stato di parola. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso della sopportazione, ammesso che i politici maddalenini ne abbiano, è stata quando la Giudice, carattere anche esageratamente forte, voleva imporre un atto amministrativo ai suoi alleati: cioè, accettare la mobilità di un sottufficiale della Marina Militare che aveva chiesto di passare nel corpo dei Vigili Urbani. Un motivo apparentemente banale, anche perché della cosa non se ne fece niente, ma che all'inizio dell'estate aveva fatto riemergere antichi rancori. Il 13 consiglieri della maggioranza si erano divisi in due gruppi di sei e di sette, con i primi rimasti fedeli al sindaco e gli altri a chiedere un rimescolamento di carte e di incarichi di Giunta. Situazione insostenibile, addirittura insanabile. Tanto che Rosanna Giudice, dopo aver minacciato una prima volta le dimissioni (nello scorso mese di agosto), resasi conto dell'impossibilità di riaprire un dialogo le ha presentate realmente il 4 settembre. Da quel giorno sino al 24 settembre non si è mosso nulla. Le parti sono rimaste arroccata sulle proprie posizioni senza mai accennare ad un passo indietro. Anzi, il sindaco, quasi una provocazione la sua, mercoledì 22 settembre ha compilato l'elenco dei nuovi assessori (in realtà, erano quasi tutti vecchi) sperando che la boutade (così è stata interpretata) potesse sortire chissà quali effetti. Qualcosa è successo, in verità. Ad eccezione dei fedelissimi, tutti i consiglieri si sono dimessi sciogliendo di fatto l'assemblea in attesa di elezioni anticipate.
Franco Nardini
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1 Ottobre 2004
  • * Franco Curedda, consigliere comunale dei Alleanza Popolare-Udeur, è stato eletto il 15 settembre scorso assessore alla Comunità Montana Riviera di Gallura. L’elezione ha suscitato non poche polemiche nello stesso gruppo. Con Curedda salgono a quattro gli assessori maddalenini alla Comunità Montana; Curedda va infatti a far compagnia a Diego Cannas (A.N.), Marco Avolio (U.D.C.) e Stefano Filigheddu (D.S.).
  • * Don Nanni Columbanu, ex economo della diocesi di Tempio-Ampurias ed ex vice parroco di La Maddalena, ha recentemente pubblicato un libro sulla storia di Arzachena. Qualche anno fa aveva pubblicato il libro: Preti di Gallura; biografie di sacerdoti della diocesi tra i quali quella di mons. Salvatore Capula, per oltre sessant’anni parroco di La Maddalena.
  • * Un simposio sulla terapia intensiva si è svolto il 17 e 18 settembre a La Maddalena presso la Biblioteca Dipartimentale della Marina Militare. Organizzato dal prof. Giuseppe Susini (maddalenino) dell’Università di Sassari, e dal prof. Luciano Gattinoni dell’Università di Milano, patrocinato dalla Presidenza della Giunta Regionale, ha visto la partecipazione di docenti universitari e medici sardi e continentali.
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1 Ottobre 2004
Un rapporto non sempre facile
Il vescovo Atzei a La Maddalena

Mons. Paolo Atzei

Giovane, energico, caratterialmente e fisicamente forte, un francescano tutto d’un pezzo. Fu questa l’impressione che ebbero i fedeli quando nel 1993 il 51enne Paolo Atzei prese possesso della diocesi di Tempio-Ampurias. Per quanto riguarda La Maddalena, a parte le prime visite per le cresime, fu assai significativa la sua presenza, nel dicembre del 1995, alla grande manifestazione organizzata in difesa dell’Arsenale Militare, destinato alla chiusura. In quell’occasione, fatto inusuale in Gallura, sfilò in prima linea col sindaco di La Maddalena Pasqualino Serra, quello di Palau Giacomo Brandano, ed i sindaci di Tempio, Bortigiadas, Luogosanto, Santa Teresa, Olbia ed Arzachena. “Sono qui per dare l’appoggio della Chiesa alle giuste rivendicazioni dei lavoratori maddalenini” aveva dichiarato mons. Atzei.

Don Raimondo Satta

Pochi mesi prima, nel settembre di quell’anno, dopo aver ordinato sacerdote don Massimo Terrazzoni, aveva trasferito i due giovani vice parroci di S. Maria Maddalena, don Raimondo Satta e don Alessandro Piga, rispettivamente a Porto Cervo e a San Pantaleo, sostituiti da don Domenico Degortes (vice parroco con incarichi speciali) e don Sandro Serreri. Nell’agosto del 1996 mons. Atzei ritornò a La Maddalena, questa volta per la morte del parroco di Moneta e fondatore dell’Oasi Serena don Giuseppe Riva. Nell’omelia funebre ebbe ad affermare: ”Di fronte alla sua opera ed alla sua creatura (l’Oasi, ndr) mi sono sentito sempre confuso. Ecco, confesso davanti a Dio, a lui ed a voi, la mia incapacità, il mio limite di vescovo di non aver saputo capire sino in fondo, forse cogliere, forse decodificare anche i suoi silenzi”. Mons. Atzei, pochi giorni dopo, nominò don Domenico Degortes amministratore parrocchiale di Moneta, il quale, alla fine di ottobre, dovette procedere, suo malgrado, alla chiusura dell’Oasi Serena “per inadeguatezza alla normativa vigente”, chiusura che si è protratta purtroppo fino ad oggi, nonostante il grande impegno e la continua attenzione che mons. Paolo Atzei, unitamente a consistenti finanziamenti diocesani, ha profuso.
(1 - continua ) Claudio Ronchi
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1 Ottobre 2004
I dischi di Garibaldi
A Caprera si suonava e cantava
Una bella manifestazione quella organizzata dalla dottoressa Wally Paris, direttrice del compendio garibaldino di Caprera, nell'ambito delle Giornate Europee del Patrimonio. Domenica 26 settembre sotto il pino che l’Eroe piantò quando nacque la figlia Clelia, una settantina di persone hanno potuto ascoltare la stessa musica che Garibaldi faceva risuonare a Caprera, con uno strumento dell'epoca. Si è scoperto così che Garibaldi apprezzava sia la musica classica che quella popolare e che a Caprera, oltre a preparare l'unità d'Italia, si suonava, si ballava e si cantava. Garibaldi, che aveva una bella voce baritonale, possedeva un organetto, una pianola, un grammofono ed un pianoforte. Nell'isola a lui cara spesso si ballavano, mazurke, polke, tanghi e lo scottis. Nella Museo Garibaldino si conservano ancora ben 51 dischi d'epoca: parte dei quali fatti ascoltare l'ultima domenica di settembre.
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