PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA - LA MADDALENA (SS)
Il Vento
Il Vento
"Il Vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va"(Gv.3,8)
(Supplemento di "Gallura e Anglona", periodico della Diocesi di Tempio-Ampurias: direttore Tomaso Panu)
Anno V - 112 del 1 Novembre 2004

1 Novembre 2004
Traghetto: quanto mi costi!

Il caro-traghetto è un argomento del quale si parla poco. Ci si accorge di quanto incida ogniqualvolta si viaggi. Nello stesso giorno (27 ottobre 2004) abbiamo chiesto alle tre compagnie di navigazione (Saremar, Enermar e Tremar) che collegano La Maddalena con Palau, il costo del biglietto andata/ritorno. Precisamente quello di una Fiat Stilo più due passeggeri residenti. Questi i prezzi: Saremar € 9,10; Enermar € 9,10; Tremar € 8,50. Si tratta, ripetiamo, di prezzi per residenti, con biglietto andata e ritorno. Il costo della singola corsa lievita se si va e si viene con diversa compagnia. Di molto più alto il prezzo per i non residenti. Per costoro infatti, sempre con la stessa Fiat Stilo e due passeggeri, e sempre con biglietto andata e ritorno, le compagnie praticano i seguenti prezzi: Saremar € 19,60; Enermar; € 21,10; Tremar € 22,00. Anche in questo caso parliamo di biglietti andata e ritorno, sicuramente più convenienti. Traghetto: quanto ci costi!
C.R.
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1 Novembre 2004
Meditazione sulla XXXI domenica, del T.O. Anno C
a cura di don Sandro Serreri
“Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua. Oggi la salvezza è entrata in questa casa” (Lc 19, 5b.9a).
“Poiché era piccolo di statura”
Zaccheo sale su un sicomòro per vedere Gesù passare. Il capo dei pubblicani, considerato perciò un peccatore, vuole vedere Gesù. E Gesù vede lui e si ferma a casa sua. Zaccheo, “pieno di gioia”, lo accoglie e si salva, perché dà metà dei suoi beni ai poveri e ai frodati restituisce “quattro volte tanto”. Così Zaccheo diventa il simbolo di tutti coloro che davanti agli impedimenti personali (la statura) ed esterni (la folla) non si arrendono quando sentono passare Gesù nella loro vita e lo vogliono vedere. Il nostro carattere può avere dei limiti, ma se vogliamo vedere Gesù questi possono essere superati. L’ambiente dove viviamo può crearci delle barriere, ma anche queste, se vogliamo accogliere Gesù dentro la nostra casa, possono essere abbattute. Basta seguire l’esempio evangelico di Zaccheo che, volendo vedere Gesù, si fa alto, da basso qual’era, salendo su un sicomoro e non resta impedito dalla folla nel suo desiderio di fare esperienza del Maestro. Zaccheo sa di essere basso (peccatore), schiacciato dalla folla (curiosa e subito pronta a mormorare contro il comportamento di Gesù). Ma la statura (il peccato) e la folla (il giudizio) non le impediscono di vedere Gesù che passa. I limiti e le barriere non le tolgono la visione del Maestro che passa per “cercare” e “salvare ciò che era perduto”. La sua fede è grande. La sua gioia è accogliente e salvifica. Eppure, poteva rinunciare a causa della sua statura e della folla o poteva rimandare l’incontro desiderato. Ed invece, il “sicomòro”, simbolo di quel che siamo capaci di fare quando vogliamo accogliere Gesù, gli permette di vedere e di essere visto e di fare entrare la salvezza nella sua casa. Non importa il peccato, la ricchezza, la mormorazione della folla, le frodi, conta solo la gioia della salvezza, dell’avere Gesù ospite seduto alla propria mensa. Importa solo la misericordia di Gesù: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa”. Quante volte non siamo stati come Zaccheo, ma abbiamo preferito restare piccoli e peccatori, impediti e timidi. Così abbiamo impedito a Gesù di vederci e poterci dire: “Scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”. Se siamo rimasti bassi e dietro la folla, siamo rimasti con i nostri peccati, paure, vergogne, pregiudizi, dubbi. E Gesù è passato oltre, per sempre. E, forse, lui non passerà più. E la salvezza si è allontanata, è passata oltre i nostri complicati ragionamenti. Solo chi è come Zaccheo si salva, perché il ricco e peccatore capo dei pubblicani vedendo Gesù ha capito che i poveri erano i destinatari di metà dei suoi beni e che i da lui frodati dovevano essere risarciti quattro volte tanto e che, dunque, era necessaria la conversione assicurata dalla gioia, dall’accoglienza, dall’ospitalità, dalla carità e dalla giustizia. La storia di Zaccheo è la dimostrazione evangelica che… nulla è impossibile per coloro che credono che Gesù è il salvatore, che perdona, che non giudica, che si lascia ospitare, che siede a tavola con noi, che ci cerca e dopo averci trovato e visto ci salva. Anche noi, allora, saliamo sul primo “sicomòro” che troviamo e lasciamoci vedere e chiamare da Gesù che passa. Saremo salvi.
Archivio Rubrica: Meditazioni
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1 Novembre 2004
Una visita di ricognizione
Soru nell'Arcipelago

Renato Soru

Nell’Arcipelago il 21 ottobre scorso, il governatore della Sardegna Renato Soru ha visitato le isole di Maddalena e Santo Stefano. In quella di Maddalena ha visitato l’Arsenale di Moneta ed il Municipio dove ha tenuto una conferenza stampa e successivamente un incontro con politici e cittadini. Nell’isola di Santo Stefano ha invece preso visione della realtà del sito americano per sommergibili a propulsione nucleare, da lui sempre attentamente definito ‘punto d’approdo’. Per quanto riguarda l’Arsenale il governatore Soru, dopo aver sentito i dirigenti militari locali e le rappresentanze sindacali, ha affermato la volontà della Regione Sarda di voler svolgere un proprio ruolo determinante sul suo futuro e sulle scelte che si dovranno fare. Per ciò che concerne il Parco Soru ha assicurato massima attenzione e volontà di concertazione sulle scelte che non possono essere solo ministeriali. Per lo spinoso problema della presenza dei sommergibili nucleari ha affermato che nel caso in cui gli americani avessero intenzione di rimanere ancora per molto tempo, chiederebbe al Governo nazionale di spostarli in altra regione d’Italia. La visita di Soru ha suscitato critiche e perplessità nel centro-destra isolano e consensi (in gran parte non solo ufficialmente) nelle forze del centro-sinistra.
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1 Novembre 2004
Nessuno sa chi sia
Clochard a La Maddalena
Questa volta l’articolo non sarà corredato da alcuna immagine, né sarà in primo piano una notizia di rilievo, di quelle che fanno scalpore; non si parlerà di politica e neppure della caduta della giunta o di Nelson ... L’oggetto sarà un altro, sempre l’uomo, ma quello destinato a non essere mai protagonista, perché costantemente ai margini, lontano dal centro del mondo: un uomo cammina da solo, per la strada, parla soltanto con sé stesso, mangia in solitudine, dorme dove capita, nessuno si cura della sua salute e del suo benessere; nel mondo, persone che vivono così ce ne sono tante e quasi non si notano, diventano usuali, fanno da corredo alla città ne diventano parte, come fossero un fenomeno proprio della metropoli, troppo grande, troppo ricca, troppo impegnata, troppo lunga, troppe strade, insomma troppo egoista per vedere il piccolo, l’offeso, chiuso in un cantuccio, tra i cartoni, in un angolo del mondo; la città corre e scorre e non si accorge, ma quando il centro è piccolo come il nostro e il caso è uno solo che cosa ci raccontiamo, che cosa ci diciamo? E si, perché da un certo tempo possiamo vedere girare per le strade di La Maddalena, anzi vivere tra le nostre vie, dormire sulle gradinate, un uomo forse di mezza età, del quale, ai fini del pezzo giornalistico, non è importante riferire e conoscere il nome o il passato, ma è fondamentale, per tutta la comunità tenere ben presente e rendersi conto che, in questa persona, come in ognuno di noi è presente una storia, un destino, una impronta che è quella impressa da Dio.
Alessandra Deleuchi
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NO ALLE SCORIE RADIOTTIVE
NELL'ARCIPELAGO
DI LA MADDALENA
E NELLA SARDEGNA TUTTA

C.A.V. (Centro di Aiuto alla Vita)
La Maddalena via Tomaso Zonza, 8
Telefono 0789.731087
orario di apertura:
martedì ore 17,00 - 18,00
mercoledì ore 17,30 - 18,30
Numero verde S.O.S Vita : 1678-13000

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