Mons. Salvatore Capula

Mons. Capula in una foto
scattata all'età di 20 anni
Cento anni fa, ed esattamente il 10 novembre 1904, nasceva a Castelsardo, in Anglona, Salvatore Capula. La sua vita, dedicata alla Chiesa, la trascorse più a La Maddalena piuttosto che nel suo paese natale. Ma a Castelsardo rimase sempre profondamente legato, tanto che lì volle essere sepolto, disponendo che la stessa terra che gli diede i natali lo accogliesse per l’eternità. Era figlio di Francesco e Marianna, sposatisi giovani, i quali ebbero sette figli, tre maschi che quattro femmine. Salvatore era il terzo. Il padre crebbe la famiglia col duro lavoro dei campi. Dei sette figli della famiglia Capula, quattro vissero a Castelsardo e si sposarono, due sorelle invece (Agostina ed Anna Maria), rimaste poi nubili, seguirono Salvatore a La Maddalena, quando, nel 1933 ne divenne parroco. Vissero insieme nell’Arcipelago, qui morendo, tutti e tre, in età avanzata. I coniugi Capula, cristiani praticanti, crebbero la famiglia nella fede. Salvatore, sia per la vocazione percepita fin dall’ età più giovane sia per la particolare intelligenza manifestata, entrò ben presto in seminario. La scelta fu accolta con gioia dalla famiglia, non solo per intima convinzione religiosa ma anche perché l’eventuale strada del sacerdozio avrebbe consentito a Salvatore una vita diversa da quella che le risorse familiari gli avrebbero consentito. Cominciò a frequentare il seminario di Castelsardo, trasferendosi poi a Tempio, quando il vescovo Giovanni Maria Sanna, francescano, spostò questo nell’importante centro gallurese (1917). Al ricordo del seminario di Castelsardo, che era quello della fanciullezza e della prima giovinezza, don Capula rimase sempre affettuosamente legato. Egli ne serbò sempre un tenero ricordo “… e, più ancora, della cattedrale di Castelsardo che mi rapiva per la sua atmosfera, specialmente quando viveva nell’incanto della preghiera e diffondeva la sua luce amabile all’interno dell’anima dei fedeli”. Meno lieto fu invece sempre il ricordo del seminario di Tempio “caldo d’estate e freddo d’inverno” dove la vita “era molto dura”, certamente luogo “non ideale per studiare”, dove tuttavia trascorse “anni intensi e ricchi per l’anima”. Il padre Francesco morì nel 1938, la madre Marianna pochi mesi dopo. Il figlio Salvatore era già da alcuni anni parroco di una tra le più ridenti, ricche ed importanti cittadine della Sardegna e ciò non poteva non inorgoglire gli anziani due coniugi, al termine di una vita fatta di lavoro e fatiche.
L’articolo pubblicato si basa sulla consultazione di appunti, documenti e scritti, conservati nell’Archivio Parrocchiale di Santa Maria Maddalena (La Maddalena SS).