via Francesco Ornano

Nel 1907 l’ufficiale di marina Aristide Garelli aveva pubblicato la sua pregevole ricerca storica sulla Maddalena nella quale, dando dignità e valore ai primi abitanti dell’arcipelago, aveva raccontato il sacrificio di un giovane maddalenino, Francesco Ornano. Nel 1774, in uno dei numerosi attacchi di barbareschi, le imbarcazioni della marina sarda erano salpate rinforzando gli equipaggi con dei volontari isolani consapevoli di combattere per difendere la loro giovane comunità: le gondole erano tornate portando la notizia della vittoria sugli assalitori, e il corpo martoriato di Francesco figlio di Giovanni Battista Ornano e di Maria Francesca Zicavo. La morte violenta non consentì al ragazzo di ricevere i sacramenti e le ferree regole di sanità, a causa del contatto avuto con i turchi, tolsero ai suoi genitori la possibilità di seppellirlo alla Trinita come gli altri abitanti dell’isola. Così il giovane fu sepolto nella zona di Cala di Chiesa, dove le rovine di un antico luogo di culto davano almeno l’illusione di non rinunciare all’abbraccio confortante della fede. Fu probabilmente la segnalazione del sensibile Garelli a convincere l’amministrazione comunale a intestare, nel 1910, a Francesco Ornano la via che dalla odierna piazza Quasimodo (di fronte al forno di Columbano), attraverso una bella scalinata, saliva verso via Asquer, nella zona di case basse che si allargava da un lato verso u compulu, dall’altro verso i capanneddi. Con il tempo forse la figura del giovane fu dimenticata e, a distanza di circa 40 anni, nel 1944, la necessità di superare il fascismo proponendo nuovi eroi che ad esso si erano opposti, fece cancellare il nome dell’oscuro eroe isolano per assegnare la via che lo ricordava ad un prete coraggioso, don Minzoni. Solo nel 1997, per suggerimento di un sensibile impiegato comunale, Francesco Ornano ritornò nella toponomastica cittadina con una via molto vicina al luogo in cui era stato sepolto più di 200 anni prima: si tratta, infatti, del percorso che da via Aldo Moro, dal lato di levante, sale fino alla fontana di Cala Chiesa.