Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno V - N° 112 del 1 Novembre 2004 - pag. n° 8

Radio Arcipelago 90,20 Mhz
Via Cairoli n°74 - La Maddalena (SS) tel. 0789.735191
Programmi Giornalieri *
Santa Messa ore 07.30
Lodi mattutine ore 08.40
Rassegna Stampa ore 09.00
Rassegna Stampa ore 11.00
Rassegna Stampa ore 12.30
Notiziario ore 17.15
Notiziario ore 18.15
Santa Messa ore 19.00
Notiziario ore 20.15
* Il sabato e la domenica il Notiziario e la Rassegna Stampa non vengono trasmesssi.
Programmi Settimanali *
Lunedì 10.15 Microfono Aperto
Lunedì 15.30 Reporter
Lunedì 17.00 Informazione previdenziale
Martedì 10.00 Rassegna Stampa Maddalenina
Martedì 15.30 Reporter
Martedì 17.00 Sulla Gallura e sull'Anglona
Mercoledì 10.00 Sulla Gallura e sull'Anglona
Mercoledì 15.30 Rassegna Stampa Maddalenina
Mercoledì 19.30 Catechesi per adulti
Giovedì 16.30 Rassegna stampa cattolica
Venerdì 10.00 Rassegna stampa cattolica
Venerdì 17.00 Informazione previdenziale
Sabato 10.00 Linea Musica
Sabato 11.30 Microfono Aperto
Radio Arcipelago è sempre più ascoltata a La Maddalena e nella Riviera di Gallura. Per la tua pubblicità telefona al numero 0789.735191
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1 Novembre 2004
Radioattività

  • Riteniamo possa essere utile per noi, i nostri lettori, per tutti i coloro che abitano in questo Arcipelago, futuri amministratori comunali compresi, poter disporre di informazioni tecniche sul tema della ‘Radioattività’, tema di non facile comprensione per chi non è addetto ai lavori ma con il quale dobbiamo, per forza di cose, convivere. La radioattività finora crediamo sia stata per i maddalenini fonte discussione, polemica, mistero, preoccupazione. Vorremo capirla. Non intendiamo discutere in questa sede della presenza dei sottomarini nucleari a S. Stefano e sull’opportunità della loro permanenza, vogliamo invece acquisire e trasmettere informazioni tecniche sulla radioattività, sui possibili effetti, sulle modalità dei controlli e di tutela e intendiamo anche affermare il diritto dei cittadini a ricevere tutte le informazioni previste nelle leggi. Le stesse informazioni che in un paese ad alto livello di libertà di espressione, di opinione,di stampa, quali sono gli Stati Uniti d’America, vengono facilmente divulgate. Abbiamo chiesto all’ing. Gian Carlo Fastame, chimico, laureato in radiochimica, maddalenino, di illustrarci questi argomenti, cercando di coniugare la correttezza dei termini tecnici con un linguaggio di più facile comprensione per tutti. I lettori, volendo, possono anche rivolgere domande all’ing. Fastame. Le pubblicheremo a margine della rubrica. Quella che segue è la prima puntata. Se vogliamo comprendere la radioattività è necessario fare qualche accenno all’atomo, alla sua nascita ed ai suoi comportamenti.
  • L’atomo.
  • L’atomo è la più piccola particella della materia, fino al secolo appena trascorso ritenuta indivisibile (dal greco a-tomos), ed è costituito da un nucleo in cui è concentrata la massa, nucleo circondato da una nuvola di elettroni. Se volessimo disegnarlo dovremmo immaginare una pallina da tennis (il nucleo) circondato da una nuvola che lo fa apparire delle dimensioni di un pallone da calcio.
  • La nascita degli atomi
  • Ad oggi sappiamo ed abbiamo le prove che gli atomi sono nati nel momento della nascita dell’Universo, circa 13 miliardi di anni fa, da un nocciolo iniziale puntiforme, dal nulla della materia preesistente: non abbiamo conoscenze scientifiche dei tempi antecedenti. Chi ha fede sa che il buon Dio preesisteva e che la nostra storia inizia con un suo: “fiat lux” e la luce fu.
  • La radioattività
  • Dalla nascita dell’Universo che oggi chiamiamo big bang (in pratica un immenso reattore nucleare) gli atomi risentivano del caos iniziale ed erano instabili, con il nucleo della pallina da tennis troppo pieno. Con il passare dei miliardi di anni seguenti divennero progressivamente più tranquilli, sgonfiando la pallina da tennis, perdendo pezzi in forma di particelle ed energia: questa è la radioattività. La nostra Terra nacque 8 miliardi di anni dopo il big-bang: molti atomi erano già stabili ed altri lo divennero nei 5 miliardi di anni successivi, fino ad oggi. Ma una minima parte di essi è ancora oggi instabile e lo sarà ancora per miliardi di anni. Quindi noi, come gli altri animali, le piante, le rocce, l’acqua, l’aria, la terra, siamo oggi costituiti da atomi, in maggioranza stabili, con una minima parte di atomi instabili, che continueranno ancora a perdere pezzi nei prossimi miliardi di anni. Dunque noi siamo naturalmente radioattivi. Per di più ci becchiamo anche una discreta quantità di radiazioni provenienti dal cosmo, a causa delle identiche reazioni nucleari che stanno avvenendo sopra le nostre teste, anche in questo momento. Individuare questi reattori nucleari è facilissimo, basta alzare lo sguardo al cielo per vedere di giorno il più grande reattore nucleare grazie al quale viviamo, il sole, e di notte le stelle, cioè tanti altri soli.
  •  
(1 - continua) Dott. Gian Carlo Fastame
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1 Novembre 2004
Vie di Ieri e di Oggi
a cura di Giovanna Sotgiu
via Francesco Ornano
Nel 1907 l’ufficiale di marina Aristide Garelli aveva pubblicato la sua pregevole ricerca storica sulla Maddalena nella quale, dando dignità e valore ai primi abitanti dell’arcipelago, aveva raccontato il sacrificio di un giovane maddalenino, Francesco Ornano. Nel 1774, in uno dei numerosi attacchi di barbareschi, le imbarcazioni della marina sarda erano salpate rinforzando gli equipaggi con dei volontari isolani consapevoli di combattere per difendere la loro giovane comunità: le gondole erano tornate portando la notizia della vittoria sugli assalitori, e il corpo martoriato di Francesco figlio di Giovanni Battista Ornano e di Maria Francesca Zicavo. La morte violenta non consentì al ragazzo di ricevere i sacramenti e le ferree regole di sanità, a causa del contatto avuto con i turchi, tolsero ai suoi genitori la possibilità di seppellirlo alla Trinita come gli altri abitanti dell’isola. Così il giovane fu sepolto nella zona di Cala di Chiesa, dove le rovine di un antico luogo di culto davano almeno l’illusione di non rinunciare all’abbraccio confortante della fede. Fu probabilmente la segnalazione del sensibile Garelli a convincere l’amministrazione comunale a intestare, nel 1910, a Francesco Ornano la via che dalla odierna piazza Quasimodo (di fronte al forno di Columbano), attraverso una bella scalinata, saliva verso via Asquer, nella zona di case basse che si allargava da un lato verso u compulu, dall’altro verso i capanneddi. Con il tempo forse la figura del giovane fu dimenticata e, a distanza di circa 40 anni, nel 1944, la necessità di superare il fascismo proponendo nuovi eroi che ad esso si erano opposti, fece cancellare il nome dell’oscuro eroe isolano per assegnare la via che lo ricordava ad un prete coraggioso, don Minzoni. Solo nel 1997, per suggerimento di un sensibile impiegato comunale, Francesco Ornano ritornò nella toponomastica cittadina con una via molto vicina al luogo in cui era stato sepolto più di 200 anni prima: si tratta, infatti, del percorso che da via Aldo Moro, dal lato di levante, sale fino alla fontana di Cala Chiesa.
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