Don Raffatellu Amministratore Diocesano

Don A.Raffatellu
Don Andrea Raffatellu, fondatore della comunità per recupero di tossicodipendenti ‘Arcobaleno’ (con due sedi, a Priatu ed a Porto Istana), è stato eletto, il 3 novembre scorso, Amministratore Diocesano della diocesi di Tempio-Ampurias. Eserciterà tutte le funzione ordinarie di Vescovo fino alla nomina del successore di mons. Paolo Atzei il quale, recentemente prendendo possesso dell’Arcidiocesi di Sassari, ha lasciato vuota e vacante la sede tempiese. Le previsioni per la nomina del nuovo vescovo parlano della prossima primavera, un tempo abbastanza lungo per una realtà composita e complessa qual’ è la diocesi di Tempio-Ampurias, territorialmente più vasta e più popolata (comprendendo anche l’Anglona) della neo provincia Gallura. Don Raffatellu è stato eletto il 3 novembre scorso a Tempio dal Collegio dei Consultori, organo anch’esso elettivo, composto da mons. Mario Careddu (ex vicario generale), don Salvatore Vico, maddalenino (parroco del Sacro Cuore di Tempio), don Pietrino Usai (parroco della cattedrale di Castelsardo), don Andrea Deriu (parroco di Luras), don Gian Franco Saba (direttore dell’Istituto Euromediterraneo) e dallo stesso don Raffatellu. Era invece assente perché dimissionario e non sostituito don Nanni Columbanu (per molti anni economo diocesano e nel 1954 vice parroco a La Maddalena). Sarà dunque lui a guidare la diocesi fino alla nomina del nuovo vescovo. Don Andrea Raffatellu (che ha un fratello, Gian Paolo, anche lui sacerdote, attualmente parroco di Tergu) è nato a Bulzi 53 anni fa. Sacerdote da 27 anni (fu ordinato da mons. Carlo Urru), è stato vice parroco a Tempio e ed Olbia, parroco poi di Loiri Porto San Paolo (dal 1977) e di Aggius (per circa un anno). Nel 2000 il vescovo Atzei lo nominò vicario generale, in pratica proprio ‘vice’, funzione che ha esercitato sino alla sua partenza. Figura conosciutissima e molto popolare, don Andrea Raffatellu ha legato la sua missione di sacerdote alla battaglia per sconfiggere la dipendenza dalla droga. Non solo con le parole, i convegni, i seminari – ai quali comunque non disdegna di partecipare – ma con i fatti, l’impegno ed il sacrificio quotidiano, in nome di quella carità cristiana non solo proclamata ma applicata e vissuta. È lui, ogni giorno, ad aiutare decine di giovani, resi prigionieri dalla tossicodipendenza, a ritornare alla vita normale, nel tentativo e nella speranza di potersi poi reinserire nella società, lasciandosi alle spalle un nero passato. Il tutto attraverso la comunità Arcobaleno da lui fondata.