
Una VedutaCala Gavetta
Mentre ci avviamo alla conclusione dell’anno e si tirano i primi bilanci, una sensazione, preoccupante, ci sembra di percepire: quella di una diffusa rassegnazione, di un fatalismo negativo che permea i pensieri ed i discorsi di tutti noi. Certo, i tempi che viviamo sono difficili, a livello nazionale e soprattutto locale, ma ciò non deve indurre nessuno ad abbandonarsi ad un negativo fatalismo. Crediamo nella Provvidenza ma crediamo anche, fermamente, che ogni uomo ed ogni comunità siano artefici del loro destino. Mentre cominciamo a lasciarci alle spalle il 2004 è necessario iniziare a guardare con fiducia al 2005, non semplicemente e vuotamente augurandoci che il nuovo anno possa essere migliore del vecchio, ma facendo ricorso ad energie ed entusiasmi che ognuno di noi ha ancora dentro, per svilupparle nelle propria famiglia, nel proprio lavoro, nella vita sociale, nel privato e nel pubblico. A proposito di pubblico. Tra alcuni mesi si terranno le elezioni comunali. Tutti coloro che hanno idee, intelligenza, professionalità, capacità organizzative, entusiasmo, voglia di fare, onestà, moralità, senso del servizio e della solidarietà, si facciano avanti. L’Arcipelago ha bisogno, soprattutto, di loro.