Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno V - N° 114 del 1 Dicembre 2004 - pag. n° 2

1 Dicembre 2004
Ombre che scivolano
Anoressiche maddalenine
Pare un’ombra quando passa, ma è una persona alla quale sono rimaste la pelle, le ossa e un’anima tutta sua, leggera, ma pesante allo stesso tempo, logorata dalla fame, che ha deciso di imporsi una sofferenza, un farsi del male di continuo: questa è l’anoressia. Forse una malattia di cui si è presa coscienza di recente e, in alcuni casi, in maniera non corretta e imprecisa.Di fronte ad alcuni spot pubblicitari, ci si chiede in che modo l’immagine di una donna, assolutamente magra e longilinea, che beve acqua con lo 0,1 % di grassi, ammesso che l’acqua possa contenere dei grassi, possa aiutare una ragazza che guardandosi allo specchio veda un’immagine distorta di sé. Quando invece, di fronte ad una vetrina imbandita di dolci, l’attrice della pubblicità, super magra, avverte un forte senso di colpa, quale messaggio si trasmette ad una giovane donna, già afflitta da un problema che può diventare malattia, o che non si è mai preoccupata della linea? Per non parlare di quando la telecamera, punta l’obiettivo su una microscopica caramella, che, “non preoccupatevi”, ha solo una caloria! E il fatto è ancor più grave, quando la protagonista della pubblicità è un personaggio conosciuto ed amato dal pubblico: si trasforma quasi all’istante in esempio e modello. La stessa società, composta da noi tutti, contribuisce a creare, quindi, una figura femminile ed anche, ma in misura inferiore, maschile, assolutamente fuorviante per il bambino o per l’adolescente, che vive le sue prime esperienze, nel prendere coscienza di sé e del proprio corpo che si trasforma e tenta di uscire dal guscio sicuro dove era vissuto fino ad allora. Si incomincia perciò ad inseguire un modello, un’altra persona, perdendo di vista se stessi e quindi mortificandosi. Uno dei pericoli, una delle conseguenze più gravi che derivano da questo atteggiamento è proprio l’anoressia, la malattia della fame d’amore che si vorrebbe, e dell’odio che si prova verso se stessi; la malattia in cui precipita l’essere umano, quando decide di privarsi del bisogno primario, del cibo che è il tramite che lo ha messo al mondo e in contatto con il mondo; il cordone ombelicale attraverso cui passano proteine, vitamine, sensazioni ed emozioni, dalla madre al bambino, dal bambino alla madre. Poi il cordone si spezza, si rompe, necessariamente si taglia, ed arriva il momento di cibarsi della vita, spesso in solitudine e qualche volta questo pasto non piace, disgusta, quando scende nello stomaco fa male, logora finché non si sceglie più niente, il piatto rimane vuoto, anche quello della vita che perde colore, amore, sostanza: la storia finisce e l’ombra che ci aveva sfiorato, sempre come un’ombra, scivola via.
Alessandra Deleuchi
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1 Dicembre 2004
Una mostra da visitare
Arsenale come memoria
Odo Tinteri e Franco Nardini (nella foto) hanno organizzato, il secondo con interessantissime ricerche storiche, il primo con apprezzabili e suggestive foto e dipinti, la mostra dal titolo: ‘Arsenale come memoria’. Inaugurata il 27 novembre scorso presso la Biblioteca Dipartimentale del Circolo Ufficiali dall’ammiraglio comandante di Marisardegna Roberto Baggioni, la mostra rimarrà aperta fino al prossimo 11 dicembre. Nel corso dell’inaugurazione è stata annunciata la pubblicazione di un libro.
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1 Dicembre 2004
Giornata dell'infanzia
Telefono azzurro per i bambini

Vendita in p.za Garibaldi


Venti e ventuno novembre, tutto e solo amore per i bambini. Nella Giornata dell’infanzia e per l’infanzia, il venti scorso, e la domenica successiva, Telefono Azzurro, l’associazione che ha creato e reso attivo un numero gratuito esclusivamente per i bambini, ha fatto sentire ancora una volta la sua voce; ha acceso l’azzurro in migliaia di piazze italiane, compresa quella maddalenina, l’unica in Sardegna, oltre quella di Olbia. Ha acceso l’azzurro con la candela profumata della speranza che permetterà, ancora per mille e più scatti telefonici, di lasciare aperta e attiva la voce del telefono bambino, il telefono che, spesso, deve ascoltare parole di una infanzia già adulta, suo malgrado. Sempre Anna Maria Nieddu, con altre volontarie, ha reso la Piazza Garibaldi palcoscenico ospitante della manifestazione: un tavolo, uno striscione, delle azzurre candele e tanti palloncini. La Maddalena ha risposto come di consueto, in maniera copiosa, con generosità e partecipazione da parte di tutte le fasce d’età. La tv ha dedicato parte della sua programmazione televisiva ai bambini, proponendo il vecchio e caro Zecchino D’oro, uno dei pochi spettacoli ad essere rimasto sempre più o meno uguale al passato e, perciò, più genuino, sempre fresco, senza troppe variazioni sensazionali, che nulla avrebbero aggiunto. Questo è quanto, in effetti, chiede il bambino. Nulla di eclatante, nulla di forzato, ma solo il rispetto e la semplicità del suo essere complesso, insomma la presa di coscienza delle sue esigenze, delle necessità e della volontà di una personalità in costruzione ma che esiste; lo spazio che gli spetta nel mondo, lo spazio più grande, il gradino più alto.
Alessandra Deleuchi
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1 Dicembre 2004
Sacrista e amica de 'Il Vento'
E' morta lucia Laccu

Lucia Laccu

Il 13 novembre scorso è deceduta Lucia Laccu. Da una quindicina d’anni svolgeva funzioni di sacrista nella chiesa di S.Maria Maddalena, compito al quale decenni addietro avevano adempiuto Antonio Bordignon, Anna Riva, Agostina ed Anna Maria Capula. Lucia Laccu aveva settant’anni. Era figlia di un barbiere originario di Luogosanto, che in tempi lontani aveva il salone a Moneta. Qui avevano abitato prima di trasferirsi in via Balbo. Dopo la morte della madre Lucia era andata ad abitare in via Regina Margherita (nel palazzo chiamato Scala di Ferro, a suo tempo donato al Comune dal comandante Gerolamo Zicavo) e di recente in piazza Verdi. Figlia unica, con alcuni problemi fisici, Lucia Laccu fu fin da giovane età iscritta all’Azione Cattolica. Sostituì le sorelle Capula nel discreto ma importante compito di preparazione delle funzioni (messe, battesimi, funerali ecc.), di preparazione del lezionario, di disposizione dei paramenti, delle particole, dell’acqua e del vino. Signorina Lucia, sebbene sovente borbottando, era sempre presente in chiesa, un umile ma importante punto di riferimento per tutti, per ogni pur minima informazione o bisogno. Era lei che di buon’ora apriva la chiesa, la sorvegliava durante il giorno, la chiudeva all’ora di pranzo e poi la sera, dopo l’ultima funzione. Si occupava anche delle piccole pulizie come quella degli espositori delle candele, dai quali occorre quotidianamente togliere la cera. Lucia Laccu si preoccupava anche di distribuire Il Vento, del quale conservava le copie per consegnarle alle persone che lo chiedevano in arretrato. “Per lei non abbiamo fatto molto”, ha detto nell’omelia funebre don Degortes. “A La Maddalena non aveva più parenti stretti ma tanti amici e, pur vivendo sola, aveva non poche persone che volevano bene”. La Messa funebre, concelebrata con don Serreri, alla quale hanno assistito molti parrocchiani, è stata animata dal coro San Giovanni Bosco.
A Lucia T’intidiu sbulichendi calasci adaretu l’altari, e ti vidiu carriendi lumini chi mittii suttu a u portacandele chi pocu prima avii fattu lindu a corpi di curteddu. Un jornu eri subra una carreca in cancalleu e t’aghiu dumandatu: “Lucì, gai bisognu?” e tu m’hai dittu: “No, non ti preoccupà, finché ghi la facciu da sola, tu prega… prega”. E cusì ghje continuu a nun preoccupammi ma m’ammentu Lucì quidda frasi … eh, ghi l’hai fatta a fa tuttu da sola Lucì, … finu all’ urtimu.
Mauro Mascia
C.R.
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1 Dicembre 2004
Un gesto da imitare
Il sangue del Garibaldi
Il giorno 17 novembre l’autoemoteca era presente in piazza Garibaldi come da programma. Tutto sarebbe stato normale se Radio Arcipelago ed il periodico Il Vento, con loro sensibilità, non avessero stimolato la popolazione maddalenina alla donazione di sangue, come già avvenuto il 27 ottobre scorso. A questi costanti ed, evidentemente, efficaci inviti, ha aderito in quest’ultima donazione, la società di pallavolo U.S.Garibaldi. L’addetto stampa della stessa società Roberto Zanchetta, già assiduo donatore, ha trovato nel presidente Marcello Origoni, nell’allenatore Vacondio e nei componenti la compagine maddalenina, la totale disponibilità e sensibilità nel contribuire con il loro nobile gesto ad aiutare i meno fortunati che abbisognano di continue trasfusioni di sangue. Nel ringraziare i dirigenti e gli atleti dell’U.S. Garibaldi, l’Avis Comunale ‘Claudio Delogu’ invita le altre società sportive isolane, già presenti individualmente alle donazioni, a contribuire con la loro presenza ed immagine di squadra all’obbiettivo della salute e della solidarietà, quali valori di crescita sociale della comunità isolana e della collettività tutta.
Il presidente Avis Comunale ‘Claudio Delogu’ Pasquale Annunziata
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Piccoli avvisi
  • Gruppo di Preghiera San Padre Pio si riunisce nella chiesa di S.Maria maddalena tutti i venerdì alle ore 21,00. Sede via Regina Margherita.
  • Rinnovamento nello Spirito si riunisce nella chiesa S. Maria Maddalena ogni giovedì alle ore 21,30.
  • Caritas S.Maria Maddalena, via Tomaso Zonza 8, orario d'apertura: lunedì, martedì, Mercoledì, venerdì ore 17,30 - 18,30. Giovedì ore 10,30 - 11, 30.
  • Azione Cattolica Si riunisce ogni lunedì alle ore 18,00 nei locali di via Montebello.
  • C.a.v. ( Centro aiuto alla vita), tel. 0789.731087, orario di apertura : martedì ore 17,00 - 18,00, mercoledì ore 17,30 - 18,30.
  • Numero Verde S.O.S. Vita 167.13000.
  • Gruppi ed associazioni sono invitati a comunicare sede ed orario incontri.
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