Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno V - N° 114 del 1 Dicembre 2004 - pag. n° 4

1 Dicembre 2004
'Orizzonte Nuovo' Informa
  • Invalidità civile
  • - Una volta acquisito il requisito sanitario (vedi la Prima parte) per ottenere i vari benefici sono stabiliti differenti limiti di età e di reddito (con valori in questo caso stabiliti anno per anno). Vediamo caso per caso, suggerendo di rivolgersi ai Patronati sindacali per l’inoltro delle richieste.
  • Indennità di accompagnamento.
  • - È il caso più semplice: non ci sono limiti di età e di reddito. È sufficiente che la commissione accerti la condizione di impossibilità a deambulare autonomamente o a compiere autonomamente gli atti quotidiani (lavarsi, vestirsi, cucinare, mangiare etc.). Ne hanno diritto anche i cittadini dell’unione europea residenti in Italia ed i cittadini extra-comunitari titolari di permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno.
  • - L’indennità è corrisposta per 12 mesi ed è cumulabile con la pensione di inabilità: l’importo mensile per l’anno 2004 è pari a 436,77 €uro.
  • Assegno mensile.
  • - Spetta agli invalidi civili parziali (74 – 99 %) di età compresa tra i 18 e i 65 anni con reddito personale (coniuge escluso) non superiore a 3.942,12 €uro per il 2004 a condizione di essere iscritto alle liste speciali di collocamento: l’assegno mensile è pari a 229,50 €uro. Ne hanno diritto anche i cittadini dell’unione europea residenti ed i cittadini extra-comunitari (vedi sopra).
  • Pensione di inabilità.
  • - Spetta agli invalidi civili totali (100 %) di età compresa tra i 18 e i 65 anni con reddito personale (coniuge escluso) non superiore a 13.430,78 €uro per il 2004: l’importo mensile della pensione è pari a 229,50 €uro. Ne hanno diritto anche i cittadini dell’unione europea residenti ed i cittadini extra-comunitari (vedi sopra). Vi sembrerà strano ma la pensione di inabilità è compatibile con l’attività lavorativa. I titolari di pensione di inabilità dal 1 Gennaio 2002 hanno diritto alla maggiorazione sociale fino a garantire un reddito proprio per il 2004 pari a 535,95 €uro al mese per 13 mensilità se hanno 60 anni di età ed un reddito proprio,coniuge escluso, inferiore a 6.967,35 €uro (11.750,96 €uro se sommati ai redditi del coniuge): il reddito comprende anche i redditi esenti dall’IRPEF come la pensione di inabilità e non comprende il reddito della casa di abitazione.
  • - Nella Terza parte esamineremo gli altri casi.  
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1 Dicembre 2004
Convegno del Rotary
Ricordato mons. Capula

Un momento del convegno

Quando Gian Carlo Tusceri, con un colpo ad effetto, ha fatto improvvisamente risentire la voce registrata di mon. Salvatore Capula, solo il volto di don Domenico Degortes ha mostrato visibili segni di commozione. Il resto dell’uditorio, compreso una decina di canuti fedelissimi, ha ascoltato in silenzio. L’uomo fu grande, la sua storia importante e complessa, ma specialmente l’epilogo della sua vita ha lasciato un alone di perplessità che solo il tempo, forse, riuscirà dipanare. Del centenario della nascita di mons. Capula (1904-2000) e della sua vita, si è parlato il 10 novembre scorso, nel corso di un convegno organizzato dal Rotary Club in collaborazione con la parrocchia di Santa Maria Maddalena. Oratori dell’incontro il vescovo Pietro Meloni, il dottor Gian Carlo Tusceri ed il canonico Giovanni Columbanu. La biografia di don Capula l’ ha tracciata, con taglio celebrativo, il vescovo Meloni. Poi c’è stato l’intervento di Gian Carlo Tusceri, autore del libro ‘Il Governatore’, il quale ha ribadito alcuni concetti già espressi nella pubblicazione, in particolare il rapporto che don Capula aveva con La Maddalena, della quale non si sentiva solo parroco ma soprattutto padre. Atteso l’intervento di don Nanni Columbanu, a sua volta autore del libro ‘Preti di Gallura’. Columbanu, che oltre ed essere stato economo della diocesi fu nel 1954 vice parroco a La Maddalena, ha ricordato come don Capula “sia stato un uomo padrone di sé stesso e come sapesse dominare le situazioni”. Dotato di una “intelligenza pratica ed una intelligenza speculativa” don Columbanu ha ricordato come per lungo tempo don Capula tenesse sulla sua scrivania e studiasse le opere di Tacito e quelle di Antonio Rosmini, e quanto fosse innovativo, “uomo d’avanguardia, con grandi intuizioni come quelle dell’Opera Pia (opera faraonica), del cinema Splendor, di Radio Arcipelago. Per quanto riguarda la questione denaro ‘lui’ – ha affermato don Columbanu – non aveva di esso visioni manichee. Ne conosceva il valore e sapeva che serviva per fare il bene, per la carità. Così come per gli stessi fini serviva la politica”. Gli ultimi anni della sua vita? “Non era più lui” ha tagliato corto don Columbanu. Prima del saluto del presidente del Rotary Antonello Ornano, don Degortes ha affermato che “mons. Capula è stato colui che più di ogni altro ha influito sulla storia della comunità isolana. Ci dispiace – ha poi concluso – che la sua tomba non sia qui da noi”. Al convegno era presente l’amministratore diocesano don Andrea Raffatellu. Al termine dei lavori nella chiesa di S. Maria Maddelena è stata concelebrata una Messa di suffragio.
Claudio Ronchi
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1 Dicembre 2004
Centenario della nascita (3° parte)
Mons. Salvatore Capula

Don Capula in seminario nel 1924

L’intento pastorale del vescovo fra Giovanni Maria Sanna era quello evangelizzare la Gallura. E per farlo era necessario preparare con attenzione coloro che della stessa evangelizzazione ne sarebbero stati gli artefici ed i protagonisti: i preti. I giovani e giovanissimi anglonesi e galluresi raccolti in seminario a Tempio, giuntivi dalle più lontane contrade del vasto, impervio ed arretrato territorio, avrebbero dovuto formare un esercito convinto e preparato, che progressivamente avrebbe dovuto sostituire il vecchio clero, espressione dell’antica strutturazione feudale della società (e della stessa chiesa) gallurese, ed interpretare la propria missione sacerdotale con una più ampia sensibilità sociale e con una maggiore attenzione ai bisogni delle popolazioni. Questo esercito di giovani preti si sarebbe dovuto formare (e in parte si formò) nel nuovo (e poverissimo) Seminario di Tempio, di fatto retto (in qualità di vice rettore, economo ed insegnante), non da uno dei tanti, pomposi, canonici tempiesi ma da un giovane, caparbio, preparato, intraprendente, assolutamente credente, chierico d’origine maddalenina, Salvatore Vico, il quale, oltre a coltivare e sviluppare nei ragazzi la più profonda vocazione sacerdotale, avrebbe dovuto trasmettere loro un nuovo spirito pastorale ed una particolare sensibilità verso gli altri, in particolare verso le fasce più povere della popolazione, che poi dello statico ed arretrato mondo gallurese erano la stragrande maggioranza. In Seminario il giovane Salvatore Capula studiò molto e duramente, “di giorno, di sera e di notte, col solo conforto di un mozzicone di candela che non deve essere assolutamente sprecato, perché non ce ne passerebbero un altro a breve scadenza …” (da ‘Padre Salvatore Vico’, di Paolo Gheda, Città Nuova Editrice, 2002, Roma, p.65). L’impegno profuso nello studio dal giovane Salvatore Capula tuttavia non fu sempre pari ai risultati conseguiti. Una bocciatura subita in Latino infatti lo costrinse alla ripetizione dell’anno (Padre Vico, di Paolo Gheda, pag. 65, cit.). Ciò comportò lo slittamento della sua ordinazione sacerdotale, ritardata di un anno rispetto ai suoi compagni di corso. “Ma le fatiche di quel periodo – ricordava mons. Capula a distanza di circa sessant’anni – non intaccano il ricordo di quegli anni intensi e ricchi per l’anima. Quando si è ragazzi ogni cosa ha un fascino particolare, ogni momento della vita dona sensazioni che non si cancellano mai più, così come non si cancella la gratitudine per gli insegnanti che mi stavano aiutando a far emergere l’uomo dal ragazzo che ero”.
L’articolo pubblicato si basa sulla consultazione di appunti, documenti e scritti, conservati nell’Archivio Parrocchiale di Santa Maria Maddalena (La Maddalena SS).
(3 – continua) Claudio Ronchi
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1 Dicembre 2004
Gli americani a La Maddalena
Questione di lavoro e di dollari

Marco Terrazzoni

  • “Basta con gli inutili allarmismi” grida Marco Terrazzoni. Impiegato alla base Usa di La Maddalena presso il dipartimento ricreativo della Marina americana, rappresentante sindacale UIL per i lavoratori italiani, dice: “Non sono d’accordo con le continue insinuazioni delle associazioni ambientaliste: un giorno parlano di plutonio, un’altra di torio. Una volta dimostrato che la presenza non è rilevante, o che non si può parlare di queste sostanze, cercano di trovarne delle altre.”
  • Qual’ è il messaggio per gli ambientalisti?
  • “Il WWF e il CRIAD, con le loro analisi nelle acque dell’arcipelago, sono andati a cercare la radioattività dove erano sicuri di poterla trovare, e cioè nelle alghe rosse. I francesi dovrebbero fare i conti, prima con le loro centrali nucleari e poi dedicarsi alla base americana di La Maddalena.”
  • Il mancato sviluppo turistico dell’ isola è dovuto, come alcuni dicono, alla presenza americana?
  • “Chi occupa territorio sottraendolo all’isola e allo sviluppo, non sono gli americani, ma la Marina Italiana, che è presente in siti importanti, dei quali, alcuni, non sono neppure in uso. Lo sviluppo turistico si avrà quando, nell’isola, sarà attuato il progetto del porto turistico, che ancora non c’è, non perché è presente una base Usa, ma perché nessuna amministrazione è stata in grado di realizzarlo, o ha voluto realizzarlo.”
  • In che modo, se questo avviene, gli americani contribuiscono all’economia dell’isola?
  • “Ogni anno gli americani lasciano all’isola circa cinquanta milioni di euro distribuiti tra gli stipendi versati ai cento ottanta lavoratori italiani impiegati direttamente, e quelli versati a cento maddalenini che hanno contratti con la base; per non parlare degli ottocento appartamenti affittati ad americani, a circa novecento euro al mese, compresa gli introiti che ricavano bar, ristoranti, pub ed alberghi”.
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Alessandra Deleuchi
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Il Vento lo trovi:
  • Presso tutte le chiese di La Maddalena e Caprera durante le Messe festive.
  • E inoltre presso:
  •  

  • Panetteria Columbanu,
  • argo Matteotti 4

  • Macelleria Severino Gala,
  • Via Cellini 21

  • Sorelle Lena, merceria e intimo,
  • via Garibaldi 62

  • Pizzeria Romeo e Giulietta
  • via Indipendenza, 40

  • Market Orecchioni,
  • via Domenico Millelire, 57
  •  


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