Palau, il nucleare, tumori e timori

Il sindaco di Palau
Sebastiano Predda
Neanche Mario Birardi, ex PCI, ex senatore della Repubblica ed ex sindaco di La Maddalena aveva mai osato parlare in questi termini. In effetti, Sebastiano Pirredda, 46 anni, sindaco di Palau al secondo mandato amministrativo, è il primi sindaco del circondario (La Maddalena, Palau, Arzachena), dei paesi cioè ad un tiro di schioppo dal punto d’approdo per sommergibili nucleari americani di S.Stefano, ad esprimersi così. “In caso di incidente nucleare – ha affermato recentemente Pirredda - non saprei come fare, non saprei come mettermi in contatto con tutti i miei concittadini per avvertirli del pericolo ed indicargli quali sono le opportune precauzioni da prendere”. Pirredda aggiunge: “Non abbiamo i mezzi e vedo difficoltà in proposito, non solo per noi ma anche per tutti gli altri enti che in un caso del genere dovrebbero farsi carico di tutta una serie di interventi che vedo difficilmente realizzabili”. Il piano d’emergenza (illustrato dal prefetto di Sassari lo scorso inverno a lui ed alla sua ex collega sindaco di La Maddalena Rosanna Giudice), “nella sua sostanza, può anche essere valido. Il problema è come questa validità si possa concretizzare”. Sebastiano Pirredda qualche tempo fa è stato ascoltato a Roma dalla Commissione Ambiente del Senato, “alla quale ho detto, per quanto riguarda i controlli, che da una parte abbiamo analisi, che arrivano dagli organi ufficiali, che confortano, dall’altra abbiamo analisi realizzate da istituti privati, che dicono che ci possono essere delle situazioni di pericolo. Noi ci auguriamo che la situazione sia quella descritta dalle analisi dell’ASL, anzi non ho motivo di dubitare su questo, però, siccome le voci si rincorrono, le chiacchiere aumentano, alcuni giornali pubblicano articoli che parlano di ‘spiagge radioattive’ credo che sia arrivato il momento che qualcuno si prenda l’onere di portare definitivamente chiarezza su questo problema”. Ma un altro argomento preoccupa il sindaco di Palau: quello della salute. “Non voglio fare allarmismo, ma io ho visto negli ultimi tempi, a Palau, il proliferare di alcune patologie. Parlo di linfomi, neoplasie vescicali ed altro, che probabilmente non sono legate alla presenza del nucleare a Santo Stefano. Però, su questo, vorrei avere il conforto scientifico, che le cause sono da ricercarsi in altri motivi”. Una comunità come quella di Palau, ha affermato Pirredda, che vive di turismo, ha bisogno di rassicurazioni e di certezze. “Noi dobbiamo metterci il problema, non tanto dei risvolti che la mancata presenza americana potrebbe avere sulla nostra economia, quanto dei risvolti di un eventuale incidente nucleare. Noi vogliamo continuare a vedere e costruire il nostro futuro come un futuro turistico. Non c’è niente contro gli americani, come comunità, come alleati, assolutamente. C’è solo un problema primario: quello della sicurezza dei nostri concittadini”.