Via Galliano

Va da via Ilva a piazza maggiore Toselli; negli ultimi decenni è stata per noi la via del mercatino del mercoledì, comoda perché in pieno centro storico, caratteristica perché si snodava lungo un percorso stretto e articolato, che trovava nella piazzetta Verdi e in piazza Toselli la naturale espansione, particolarmente infelice per gli abitanti della zona che spesso non potevano neanche aprire le persiane di casa. Malgrado la contiguità con via Ilva non risente di grande traffico ed è quindi più tranquilla e vivibile anche se sta soffrendo, come altre zone del centro storico, di un progressivo spopolamento dei residenti tradizionali a favore di quelli stagionali. Fino al 1896 si chiamava via Zorobabele, personaggio che non so identificare. Può essere un nome di battaglia assunto da un imbarcato sulle navi della regia marina, ma non ho trovato riscontri a questa ipotesi: se qualcuno ha notizie in merito può comunicarlo alla redazione. Il vero Zorobabele era un condottiero ebraico ricordato per aver guidato con saggezza il suo popolo e per aver iniziato la ricostruzione del tempio di Gerusalemme. All’epoca dell’intestazione a Galliano, nel 1896, le notizie sulla guerra coloniale che l’Italia combatteva in Eritrea arrivavano anche alla Maddalena con la loro carica di emozioni per il destino dei valorosi connazionali alle prese con popolazioni delle quali poco si sapeva e che si preferiva considerare selvagge e incivili, malgrado difendessero la loro indipendenza da un invasore. Uno degli eroi italiani di questa infausta guerra fu Giuseppe Galliano che, guadagnatasi una medaglia d’oro nella battaglia di Agordat, ne ricevette un’altra d’argento per la strenua difesa di una postazione che, malgrado la sconfitta, gli valse l’onore delle armi. Nella battaglia di Adua, circondato ad Abba Garimà, fu, probabilmente, fatto prigioniero e ucciso dagli abissini: una seconda medaglia d’oro gli fu assegnata in riconoscimento del suo valore, ma, questa volta, alla memoria. È curioso osservare che la sua sconfitta avvenne a marzo del 1896, solo due settimane dopo che la nostra amministrazione comunale gli aveva intestato la via con le parole commosse del proponente, Giuseppe Volpe: “Consacriamo ancora a quei nomi che ora ci stanno sulle labbra e sul cuore,.. via Colonnello Galliano”.