Un ospedale che non deve morire

P. Masia e Dr. I. Ibba
(foto A . Deleuchi)
I tredici componenti della commissione regionale sanità approdano a La Maddalena. Dopo Tempio ed Olbia, il presidio ospedaliero maddalenino Paolo Merlo, è stato il terzo ad essere visitato. Al termine, la parola a Pierangelo Masia, presidente della commissione: “La Maddalena è un’isola nell’isola e perciò la sua realtà ospedaliera e sanitaria è più complessa e differente rispetto ad altre”. Da parte sua, il direttore generale della Asl n.2 Efisio Scarteddu, lancia la proposta: “chiederemo che il presidio ospedaliero maddalenino diventi mono dipartimentale e che sia attuato un accorpamento con Olbia”. Non si fa attendere la reazione di Lucio Ibba, dirigente sanitario dell’ospedale maddalenino che invita a pensare a “collaborazione e integrazione con Olbia e Tempio, per ridare all’ospedale isolano una funzionalità precisa che sia vantaggiosa per gli utenti” che, come denunciano in molti, scappano letteralmente dall’isola. Termina Carlo Randaccio, direttore del reparto iperbarico che parla “di potenziare quei reparti e quei servizi di cui gli utenti fanno richiesta. Tutti facciamo più di quanto possiamo. Diamo, perciò, la giusta proporzione al nostro ospedale, chiediamoci quello che serve veramente ai cittadini, non dotiamolo di strutture che non si è in grado di far funzionare, potenziamo il pronto soccorso e la diagnostica”. Nella speranza che la visita della commissione porti ad una riqualificazione della struttura, il direttore sanitario Lucio Ibba chiede che il presidio maddalenino Paolo Merlo “non rimanga una realtà periferica, non rimanga ai margini dei piano sanitario regionale, ripreso in mano dopo diciassette anni.”