Mons. Salvatore Capula

Don Capula
Terminato il biennio ginnasiale, Salvatore Capula frequentò per un anno il Liceo a Cagliari completando però il corso a Sassari dove conseguì la Maturità Classica. Nel 1925 si iscrisse al primo anno della Facoltà di Teologia. Ricevette in quegli anni i quattro ordini minori (ostiariato, lettorato, esorcistato, accolitato), poi ancora il suddiaconato, e il 23 febbraio 1929, ancora a Cagliari, il diaconato. Il 4 agosto 1929 il vescovo di Ampurias e Tempio (così allora si chiamava la diocesi che invece oggi è denominata Tempio-Ampurias) mons. Albino Morera (1923-1951), da pochi anni succeduto a mons. Giovanni Maria Sanna (1915-1923) trasferito in Puglia, conferirì a Salvatore Capula, venticinquenne, nella cattedrale di Tempio, l’ordinazione sacerdotale. L’11 agosto celebrò la prima Messa nella cattedrale di Castelsardo, “della mia Castelsardo”, come è significativamente scritto in alcuni appunti. Alla “prima Messa di Salvatore” partecipò quasi tutto il paese con grande entusiasmo di tutta la famiglia ma in particolare “di mio padre nei cui occhi leggevo l’infinita soddisfazione”. Dopo la Messa fu festa grande “con molti invitati, e il cibo per il banchetto fu talmente abbondante che bastò per altri tre giorni dopo la festa. Tutta la famiglia condivise quella gioia esaltante – scrisse anni dopo don Capula – moltiplicata dall’affetto che l’intero paese mi dimostrò in quella occasione. Fu una festa grande e composta, fatta di poche parole e tanta emozione”. Pochi giorni dopo il giovane don Capula rientrò a Tempio, andando ad abitare in Seminario, dove, dall’autunno successivo ricevette gli incarichi di insegnante e di prefetto per la disciplina. Siamo, come è stato scritto, nel 1929, anno della firma da parte di Mussolini e del cardinale Gasparri dei Patti Lateranensi. Il fascismo è al potere in Italia da sette anni e con questa firma, che risolve le annose questioni tra stato e chiesa, il Duce si conquista, almeno inizialmente, l’indubbia simpatia del clero italiano. Mons. Morera, impegnato come il suo predecessore a colmare le distanze tra la diocesi e la chiesa italiana, si impegna per sviluppare l’associazionismo, in particolare quello dell’Azione Cattolica. Il giovane sacerdote Salvatore Capula viene coinvolto nelle iniziative.
L’articolo pubblicato si basa sulla consultazione di appunti, documenti e scritti, conservati nell’Archivio Parrocchiale di Santa Maria Maddalena (La Maddalena SS).