Arcipelago: fucina di giovani calciatori

Il presidente
Nuccio Maddaluno
Nata nel 2001 da una costola dell’Ilvamaddalena, l’A.S. Arcipelago è senza dubbio la più importante scuola calcio maddalenina, potendo contare su ben 127 iscritti e sulla collaborazione di un nutrito gruppo di appassionati, sia dirigenti che allenatori. Con il presidente Carmine Maddaluno tracciamo un breve profilo della società, delle sue attività e delle problematiche legate ad un compito impegnativo, quale educare i ragazzi e farli divertire. “E’ proprio così – inizia Maddaluno – l’Arcipelago è ormai una bella realtà nel mondo sportivo maddalenino. E’ questo il quarto anno di attività; copriamo tutte le categorie di calcio giovanile, dai primi calci (cinque anni) agli allievi (sedici anni). La società è sorta per incomprensioni con l’allora dirigenza dell’Ilva che non investiva, a nostra opinione, adeguate risorse nel settore giovanile. Attualmente abbiano ben nove squadre, tutte guidate da allenatori che prestano gratuitamente il loro servizio, iscritte ai diversi campionati”. Una domanda d’obbligo: non sono troppe tre scuole-calcio in una realtà come la nostra? “Sono completamente d’accordo – continua Maddaluno; quest’anno anche l’Alleniamo.com ha creato il proprio settore giovanile: è una scelta incomprensibile, che causa grossi problemi per gli allenamenti di tutti i ragazzi. Bisogna essere sinceri: a La Maddalena si vive una situazione gravemente deficitaria per quanto riguarda le strutture sportive. Attualmente, per gli allenamenti, possiamo utilizzare il Comunale solo per le categorie superiori: i ragazzi si allenano tutti assieme, con i problemi e le relative difficoltà per gli allenatori. I piccoli invece utilizzano il campo di Murticciola, il Faravelli e il campo in cemento di don Paolo di Domenico, nel vecchio ricreatorio Cimar. Aggiungo un dato importante: l’Arcipelago non lega a sé i ragazzi; dopo i quattordici anni essi possono firmare con chi vogliono il primo cartellino, cosa che, invece, all’Ilva, avviene in maniera automatica. Mi domando: non sarebbe meglio considerare l’Arcipelago davvero la scuola-calcio di base, fucina di ragazzi per le squadre superiori? Noi siamo assolutamente collaborativi; un esempio: il prossimo anno daremo un intero gruppo di giovani all’Ilva per creare la squadra juniores”. Un accenno al ruolo educativo che lo sport deve avere nell’infanzia e nell’adolescenza. “E’ un obiettivo fondamentale. Noi facciamo anche attività sociali, che superano l’attività meramente sportiva. E soprattutto educhiamo i ragazzi al divertimento e al piacere del calcio, tenendo lontana la competizione esasperata; all’Arcipelago non facciamo selezione esasperata. Tutti i ragazzi giocano: i bravi e i meno bravi”.