Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno V - N° 115 del 15 Dicembre 2004 - pag. n° 5

15 Dicembre 2004
Invito alla Poesia
a cura di Gianfranco Impagliazzo
In treno

di Maria Concetta Greco

  •  
  • Fughe di case, rapide sequenze
  • di campi di città di ciminiere,
  • un corso d’acqua, un piccolo pastore…
  • …tutto è inghiottito da una gola nera.
  • Poi riappare la luce
  • E tutto scorre velocemente ancora.
  • E’ un’ansia questa corsa
  • e ciò che sfugge
  • ciò che mi lascio indietro
  • è perduto per sempre.
  • Ma tutto ormai si vela…
  • Ora anche il sole muore
  • e, mentre tutto fugge,
  • alti e flessuosi,
  • rasente il treno,
  • svettano gli ontani.  
  •  

Immagini flash corrono veloci come la fuga precipitosa del treno, che tutto lascia indietro, prima di essere inghiottito da una galleria (“la gola nera”). E la corsa affannosa trasmette ansia e amare riflessioni sulla fugacità del tempo e dello spazio, perduti per sempre, anche per l’imminenza dell’imbrunire. Tutto continua a fuggire e a divenire evanescente, ma presenze rassicuranti, gli alti e flessuosi ontani, lambiti dal treno, delineano ancora la loro sagoma a dispetto delle tenebre incalzanti, pronte ad ingoiare definitivamente la strada ferrata. Il treno, metafora del tempo che fugge, è anche sinonimo dell’altalenare della vita fra momenti di gioiosa sicurezza (“poi riappare la luce”, “alti e flessuosi svettano gli ontani”) e momenti di sofferenza e terrore (“tutto è inghiottito da una gola nera”, “ciò che mi lascio indietro è perduto per sempre”, “ora anche il sole muore”). L’asindeto (assenza di congiunzione) nel secondo verso e il ritorno della punteggiatura nel terzo creano l’impressione che ad una improvvisa accelerazione del treno segua immediatamente una sua decelerazione, che permette al poeta–passeggero una visione più dettagliata della realtà (“un piccolo pastore”). Il preziosismo del penultimo verso, riecheggiante l’uso dell’ablativo assoluto latino (“rasente il treno”), crea l’illusione che il treno voglia farsi da parte, preoccupato di distruggere con la sua corsa la natura.
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15 Dicembre 2004
Il 2006 è vicino
Opera Pia addio?

L'Opera Pia

L’Unione Europea interviene spesso con finanziamenti generosi ma con regole ferree. Le opere pubbliche finanziate con i P.O.R. degli anni scorsi prevedono infatti non solo la loro realizzazione ma anche il collaudo entro il 31 dicembre 2006. Pena la restituzione del finanziamento erogato e non speso. È per questo motivo che, considerati i ritardi, si rischia di perdere il finanziamento di quattro milioni e mezzo di euro (nove miliardi di lire) con il quale sarebbe possibile risolvere una volta per tutte la vergognosa questione storica dell’Opera Pia e completare quello che da decenni è un rudere deturpante, inutile e pericoloso. Il progetto di ‘completamento dell’edificio Opera Pia per riuso a fini congressuali‘ (questo era il titolo dell’operazione P.O.R. Sardegna 2000/2006 – Asse IV Mis. 4.5.c., Pit bando 2001) a suo tempo presentato “era stato dichiarato inammissibile dalla Regione nel novembre 2003 poiché i fondi disponibili erano esauriti” afferma Gianni Canopoli, responsabile dell’ufficio programmazione del comune di La Maddalena. “Così nel marzo 2004 fu presentata la richiesta di rimodulazione del Pit, accettata dalla Regione nel mese successivo” Cambiava il titolo del progetto, ‘Completamento edilizio ex Opera Pia e riuso ai fini teatrali, culturali e di spettacolo’, ma non la sostanza. “L’accordo di programma, stipulato tra l’amministrazione Giudice e la Regione il 7 giugno 2004 – prosegue il dottor Canopoli - è però ora bloccato alla presidenza della nuova giunta regionale per verifiche burocratiche”. Un blocco della giunta Soru, di verifica degli accordi di programma stipulati della precedete giunta regionale. “Fatto sta - conclude Canopoli - che non è stato ancora accreditato dalla Regione il 25 % del finanziamento, somma indispensabile per redigere il progetto esecutivo, che dovrà essere approvato dalla stessa Regione, e per bandire poi il relativo appalto”. A due anni esatti dal 31 dicembre 2006 c’è poco da essere ottimisti sulla possibilità che l’opera possa essere realizzata. Salvo colpi di coda che possano sbloccare prima ed accelerare poi la pratica, improbabili però, almeno fino a maggio, quando entrerà in carica la nuova amministrazione comunale. Ci sono infatti da considerare i tempi tecnici per bandire l’appalto, aggiudicare lo stesso e soprattutto i tempi di realizzazione del progetto. L’Opera Pia è stata acquisita dal Comune di La Maddalena (deliberazione Consiglio Comunale n. 14 del 15.04.2003) in seguito ad un accordo stipulato tra il Comune stesso e la parrocchia di Santa Maria Maddalena, proprietaria del rudere e dell’area. L’accordo prevede che nell’ambito dell’intervento finanziato il Comune realizzi alcune opere parrocchiali (piano terra e soprelevazione immobile lato nord) per un importo di 1.032.913 euro (due miliardi di lire), da cedere poi in via definitiva alla parrocchia.
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15 Dicembre 2004
Parliamo di sport
Arcipelago: fucina di giovani calciatori

Il presidente
Nuccio Maddaluno

Nata nel 2001 da una costola dell’Ilvamaddalena, l’A.S. Arcipelago è senza dubbio la più importante scuola calcio maddalenina, potendo contare su ben 127 iscritti e sulla collaborazione di un nutrito gruppo di appassionati, sia dirigenti che allenatori. Con il presidente Carmine Maddaluno tracciamo un breve profilo della società, delle sue attività e delle problematiche legate ad un compito impegnativo, quale educare i ragazzi e farli divertire. “E’ proprio così – inizia Maddaluno – l’Arcipelago è ormai una bella realtà nel mondo sportivo maddalenino. E’ questo il quarto anno di attività; copriamo tutte le categorie di calcio giovanile, dai primi calci (cinque anni) agli allievi (sedici anni). La società è sorta per incomprensioni con l’allora dirigenza dell’Ilva che non investiva, a nostra opinione, adeguate risorse nel settore giovanile. Attualmente abbiano ben nove squadre, tutte guidate da allenatori che prestano gratuitamente il loro servizio, iscritte ai diversi campionati”. Una domanda d’obbligo: non sono troppe tre scuole-calcio in una realtà come la nostra? “Sono completamente d’accordo – continua Maddaluno; quest’anno anche l’Alleniamo.com ha creato il proprio settore giovanile: è una scelta incomprensibile, che causa grossi problemi per gli allenamenti di tutti i ragazzi. Bisogna essere sinceri: a La Maddalena si vive una situazione gravemente deficitaria per quanto riguarda le strutture sportive. Attualmente, per gli allenamenti, possiamo utilizzare il Comunale solo per le categorie superiori: i ragazzi si allenano tutti assieme, con i problemi e le relative difficoltà per gli allenatori. I piccoli invece utilizzano il campo di Murticciola, il Faravelli e il campo in cemento di don Paolo di Domenico, nel vecchio ricreatorio Cimar. Aggiungo un dato importante: l’Arcipelago non lega a sé i ragazzi; dopo i quattordici anni essi possono firmare con chi vogliono il primo cartellino, cosa che, invece, all’Ilva, avviene in maniera automatica. Mi domando: non sarebbe meglio considerare l’Arcipelago davvero la scuola-calcio di base, fucina di ragazzi per le squadre superiori? Noi siamo assolutamente collaborativi; un esempio: il prossimo anno daremo un intero gruppo di giovani all’Ilva per creare la squadra juniores”. Un accenno al ruolo educativo che lo sport deve avere nell’infanzia e nell’adolescenza. “E’ un obiettivo fondamentale. Noi facciamo anche attività sociali, che superano l’attività meramente sportiva. E soprattutto educhiamo i ragazzi al divertimento e al piacere del calcio, tenendo lontana la competizione esasperata; all’Arcipelago non facciamo selezione esasperata. Tutti i ragazzi giocano: i bravi e i meno bravi”.
Gian Luca Moro
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15 Dicembre 2004
Almanacco Maddalenino 3
Pubblicato libro Corisma
E siamo a tre. Giunge alla sua terza edizione l’Almanacco Maddalenino, una produzione annuale del Corisma, Comitato di ricerche storiche maddalenine, edito da Paolo Sorba. La raccolta di saggi che affrontano diverse tematiche, può essere considerata, a pieno titolo, il testo di riferimento più completo e accreditato per chi intende svolgere studi sulla Maddalena e conoscerne la storia, le curiosità, le tradizioni, il costume. Questo numero, da pochi giorni in libreria, si muove agilmente da un periodo storico all’altro, dall’Ottocento al Novecento, da un argomento all’altro, dall’archeologia, all’antropologia, alla storia recente e passata alla narrativa. Il costo del volumetto è minimo e l’acquisto vale la pena per chi vuole sapere e conoscere molto, con uno sforzo economico di piccola portata.
Alessandra Deleuchi
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Il Vento per l’Ambiente
Contribuiamo a tenere pulito l’Arcipelago
I vecchi arredi casalinghi: mobili, frigoriferi, lavatrici, scaldabagni, reti, materassi, ecc., non abbandonarli in campagna o dove capita. Vengono ritirati gratuitamente. Basta telefonare al numero 335.7154943, nei giorni feriali, dalle ore 10.00 alle ore 12.00, per concordare il ritiro con la ditta appaltatrice del servizio di Nettezza Urbana.

  • AVIS
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