Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno V - N° 115 del 15 Dicembre 2004 - pag. n° 8

Radio Arcipelago 90,20 Mhz
Via Cairoli n°74 - La Maddalena (SS) tel. 0789.735191
Programmi Giornalieri *
Ufficio delle letture ore 07.30
Lodi mattutine ore 08.40
Rassegna Stampa ore 09.40
Rassegna Stampa ore 11.20
Rassegna Stampa ore 12.30
Notiziario ore 17.15
Santa Messa ore 18.00
Notiziario ore 19.05
Notiziario ore 20.15
* Il sabato e la domenica il Notiziario e la Rassegna Stampa non vengono trasmesssi.
Programmi Settimanali *
Lunedì 10.30 Microfono Aperto
Lunedì 12.05 Informazione previdenziale
Lunedì 15.30 Reporter
Lunedì 19.40 Lunedì Sport
Martedì 10.30 Invito alla Musica
Martedì 15.00 Lunedì Sport
Martedì 15.30 Reporter
Martedì 17.00 Sulla Gallura e sull'Anglona
Mercoledì 10.30 Rassegna Stampa Maddalenina
Mercoledì 12.05 Sulla Gallura e sull'Anglona
Mercoledì 15.30 Rassegna Stampa Maddalenina
Mercoledì 18.40 Catechesi per adulti
Giovedì 10.30 Storia Isolana
Giovedì 15.30 Storia Isolana
Giovedì 16.30 Rassegna stampa cattolica
Venerdì 10.30 Rassegna stampa cattolica
Venerdì 17.00 Informazione previdenziale
Venerdì 19.40 Anteprima Sport
Sabato 09.45 Anteprima Sport
Sabato 10.15 Linea Musica
Sabato 11.30 Microfono Aperto
Sabato 16.00 Linea Musica
Sabato 17.15 Microfono Aperto
Sabato 19.05 Storia Isolana
Sabato 19.45 Invito alla Musica
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15 Dicembre 2004
Radioattività
  • La radioattività artificiale a La Maddalena
  • Vogliamo sapere se e quanta ne deriva dai sottomarini, ma, per evitare confusioni, prima è opportuno conoscere anche le altre due fonti. La prima è una fonte che non possiamo evitarci, trattandosi della radioattività proveniente dalla ricaduta (fall out) dei test nucleari e degli incidenti. Se i francesi provocano un’esplosione nucleare in Polinesia, l’ultima a Mururoa nel 1996, anche noi ci becchiamo la nostra parte di ricaduta. Lo stesso è avvenuto in seguito all’incidente di Chernobyl del 1986: nessuna paura, i test nucleari al momento sono cessati ed il loro apporto è oggi pari a meno di due millesimi della radioattività naturale mentre l’incidente di Chernobyl vale meno di un millesimo: per curiosità, i valori di Cesio-137 proveniente da Chernobyl (sui quali torneremo in quanto è l’unica presenza artificiale finora rilevata nei controlli dell’Asl 1) sono inferiori a La Maddalena rispetto ad altri luoghi come Venezia o Cesenatico: grazie ponente! Stranamente nessuno parla degli 8 satelliti Usa ed Ussr dotati di reattori nucleari spiaccicati al rientro. La seconda fonte è costituita dalle analisi radiografiche: di norma non abusiamo nel farle ma non drammatizziamo, abbiamo detto che una radiografia toracica vale 0,14 mSv,appena un 4 % della naturale. Dobbiamo ora conoscere il reattore nucleare, per poter poi parlare dei sottomarini.
  • Il reattore nucleare.
  • È come una pentola a pressione che anziché avere bisogno del bruciatore di gas all’esterno ha il combustibile all’interno: il vapore prodotto dentro la pentola viene convogliato su una turbina che girando produce energia elettrica e che quindi fa marciare il sottomarino, poi il vapore raffreddandosi diventa acqua e ritorna dentro la pentola. Il primo reattore nucleare della storia fu quello di Enrico Fermi, nel 1942 a Chicago, italiano esule per le persecuzioni razziali. Il combustibile del reattore è costituito da barre di atomi come l’Uranio-235 fissili, che vuol solo dire che si possono spaccare: ricordando la descrizione dell’atomo, avendo un proiettile piccolo come un neutrone posso spararlo sul nucleo della pallina da tennis, lo spacco ed ottengo calore, radiazioni, tanti frammenti ed altri due neutroni che a loro volta spaccano altre due palline da tennis, e così via in catena. Se non controllo la reazione ho una bomba atomica che esplode, se la controllo ho un reattore nucleare che produce energia per sette anni: per controllarla ho un moderatore, anche la stessa acqua, ed altre barre di elementi che assorbono i due neutroni (così non producono altri spacchi), fino a fermare la reazione.
  • I pesci dell’Arcipelago e la radioattività.
  • I pesci dell’Arcipelago non hanno alcun problema di radioattività: come in tutti i mari è ai normalissimi livelli naturali di 10-20 Bq/kg (il limite Euratom è 1250 Bq/kg) senza alcuna aggiunta da reattori nucleari.
  •  
  • Le domande dei lettori al dott. Fastame:
  • C’è o non c’è la radioattività dei sottomarini? Per i dati pubblici e privati finora conosciuti, non c’è. Questo non significa che sia da escludere e che un chimico non possa trovare tracce di radioattività da sottomarini, ad esempio di Cobalto-60 o di Plutonio-239, dipende da quanta ne trova e sarà il radioprotezionista, non lui, a dire se c’è il problema.
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(4 – continua) Dott. Gian Carlo Fastame
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15 Dicembre 2004
Vie di Ieri e di Oggi
a cura di Giovanna Sotgiu
Via Ilva
Tutti abbiamo avuto occasione di provare cosa combina la pioggia violenta in via Ilva: le acque provenienti da largo Quasimodo lungo via Domenico Corti, quelle che si insinuano in via Volturno, o che scendono precipitose da via Maggior Leggero e da via Regina Margherita si convogliano aumentando la loro portata e la loro velocità nell’ultima parte della via che costeggia la chiesa e si precipitano sul lato destro andando ad alimentare quelle che raggiungono la piazza del mercato: abbiamo visto a volte cassette di frutta e cassonetti della spazzatura trasportati come fuscelli fino alla barriera rappresentata dalla facciata del mercato. Alle spalle della chiesa, all’altezza della attuale canonica, un ponticello consentiva di passare sul lato opposto di quel rivolo maleodorante particolarmente odioso al parroco che, abitando una casupola situata all’inizio della attuale via Galliano, doveva percorrerlo continuamente. Possiamo capire, allora, perché quelle zona si chiamasse, in una parte almeno del suo corso, Vadinella o Vadina Centrale e perché, in tempi in cui non esistevano le fogne, tanto preoccupasse gli amministratori che cercavano il modo di coprirla per eliminare, soprattutto in estate, i risultati di gettiti di ogni specie di rifiuti che poi, immancabilmente, alle prime piogge, percorrevano tutto il loro itinerario fino al mare. Negli ultimi decenni dell’Ottocento la si intestò a Santa Maria Maddalena, ma la cosa non durò a lungo. Nella famosa revisione del 1896, anche questo nome di santo, malgrado fosse quello della patrona dell’isola, cadde sotto i colpi del rinnovamento iconoclasta: l’amministrazione comunale decideva di chiamarla via Ilva, per ricordare questo bel nome dato alla nostra isola dai romani. Doveva passare ancora qualche anno prima della sistemazione definiva con la costruzione di un grande condotto fognario centrale e con la copertura in lastre di granito.
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15 Dicembre 2004
Centro storico
Iniziano i grandi lavori

Uno scorcio,
di via Castelfidardo

Il centro storico di La Maddalena sta per essere messo a nuovo. È iniziata tempo fa l’eliminazione da parte dell’Enel del cavi elettrici aerei e la loro sistemazione a terra, come sono da poco iniziati i lavori di eliminazione dei vecchi e brutti lampioni che vengono sostituiti con i nuovi fanali, stile antico, di ghisa. Tra breve partirà inoltre un’ operazione di maquillage senza precedenti al termine della quale il cuore di La Maddalena risulterà sensibilmente migliorato, esteticamente recuperato e turisticamente più interessante. Sta infatti per essere bandita la gara d’appalto per la riqualificazione urbana del centro storico, un’ operazione finanziata dall’Unione Europea (Por misura 5.1.3) per un importo di 3 milioni ottocentocinquantasettemila euro (oltre 7 miliardi di lire). Le procedure dell’appalto stanno per essere ultimate ed è probabile che alla fine dell’inverno possano iniziare i lavori che prevedono, su molte strade e piazze, interventi correttivi o radicali. “Si tratta non solo di interventi di bugiardatura, di riposizionamento di lastre di granito, di sistemazione e di sostituzione di quelle mancanti ma soprattutto – afferma il dott. Gianni Canopoli, responsabile dell’ufficio programmazione – della eliminazione della pavimentazione di cemento o di altro materiale e della sistemazione o risistemazione della pavimentazione di granito”. Sono molte le vie e le piazzette interessate dall’intervento che nella maggior parte dei casi comprende la demolizione totale, l’asportazione della pavimentazione e la sostituzione della stessa con basolati o lastricati di granito. Le vie e le piazze interessare dagli interventi più radicali sono: via Cloro, via D’Azeglio, via Gianicolo, via Goito, via Magenta, via Mentana, via Viggiani, piazza Caprera, piazza Repubblica, via Vincenzo Sulis, via Monte Rotondo, via Raffaello Sanzio, via Giuseppe Ungaretti, via Zampiano, via ammiraglio Albini, vicolo A di via Italia, via Melchiorre Gioia, via Alessandro Volta, via Galileo Galilei, via Giuseppe Verdi, piazza Dante, via Castelfidardo, via Cavour, via Principessa Isabella, via Spargi, piazza Ferraccio, via Cairoli (marciapiedi), via Tola, via Volturno, via Piave, via Villa Glori, piazza Palestro, via Calatafimi, via Manfredo Fanti, via Luca Spanu, vicolo B di via Garibaldi. Un intervento particolare avrà poi via Amendola, la vecchia Bassa Marina, per la quale sono previsti interventi sui marciapiedi, sulla sede stradale e soprattutto sulla banchina, che verrà abbellita nell’assetto e nella pavimentazione e resa più fruibile da maddalenini e turisti. Stanno dunque per iniziare grandi lavori pubblici nel centro storico maddalenino, lavori che gli ridaranno forme, corpo ed immagine, ma difficilmente gli restituiranno l’anima. Quella gliela dovranno riportare i maddalenini, riabitandolo e rivitalizzandolo. Ma questo è un altro discorso.
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