Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
N° 93 del 1 Gennaio 2004 - pagina n° 8 -

Radio Arcipelago 90,20 Mhz
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Programmi Giornalieri *
Ufficio delle letture ore 07.30
Lodi mattutine ore 08.40
Santa Messa ore 09.00
Rassegna Stampa ore 09.30
Rassegna Stampa ore 11.00
Rassegna Stampa ore 12.30
Notiziario ore 17.15
Santa Messa ore 18.00
Notiziario ore 18.40
Notiziario ore 20.10
* Il sabato e la domenica il Notiziario e la Rassegna Stampa non vengono trasmesssi.
Programmi Settimanali *
Lunedì 10.15 Microfono Aperto
Lunedì 17.00 Informazione previdenziale
Lunedì 19.30 Lunedì Sport
Martedì 10.15 Lunedì Sport (replica)
Martedì 17.00 Sulla Gallura e sull'Anglona
Mercoledì 10.15 Sulla Gallura e sull'Anglona
Mercoledì 16.45 Invito alla Musica
Giovedì 10.15 Invito alla Musica
Giovedì 11.45 Catechesi per adulti
Giovedì 16.30 Rassegna stampa cattolica
Venerdì 10.15 Rassegna stampa cattolica
Venerdì 17.00 Informazione previdenziale
Venerdì 19.30 Anteprima Sport
Sabato 09.30 Anteprima Sport
Sabato 10.00 L'Asterisco
Sabato 11.30 Microfono Aperto
Domenica 10.00 L'Asterisco
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1 Gennaio 2004
Pagine di Catechesi
domande a don Sandro Serreri
  • D.Uno dei temi del Sinodo diocesano – appena iniziato – sarà quello della famiglia, grande malata della nostra società. Ma è malata la famiglia o la coppia?
  • R.In questi ultimi anni - a detta di diverse ricerche sociologiche compiute in questo campo - sempre più si stanno riscontrando difficoltà all’interno della coppia, piuttosto che della famiglia. Questo, perché sta emergendo - e ciò preoccupa veramente molto - la fragilità umana della coppia. Sembra che l’uomo e la donna, che scelgono di vivere insieme e mettono su famiglia, siano molto più deboli dei loro genitori e nonni sul piano affettivo, nella gestione della vita di coppia e familiare, nell’organizzazione economica, nella capacità di saper affrontare e risolvere qualsiasi problema che li veda protagonisti. Ciò significa, che le attuali coppie, rispetto a quelle di soli alcuni decenni fa, si dimostrano meno forti di fronte ai problemi della vita quotidiana, privata e pubblica. Questa osservazione sorprende, soprattutto per il fatto che oggi le giovani coppie possiedono un bagaglio di conoscenze maggiore rispetto a quello delle precedenti. Ma si tratta di conoscenze di natura tecnica e scientifica, che sembrano non essere di grande aiuto quando si ha a che fare con problemi sentimentali, psicologici, relazionali, come coppia e genitori. Il fallimento della vita di coppia o come genitori, in molti casi, è da imputare non tanto a una povertà culturale di nozioni umanistiche e scientifiche, quanto ad una struttura umana debole, che spesso entra in crisi di fronte alla perdita o alla messa in discussione di sicurezze umane o garanzie sociali che si pensavano per sempre. Oggi, in definitiva, la coppia umana risulta essere molto fragile sul piano psicologico. Posta davanti a certe situazioni di vita, la coppia non riesce ad essere all’altezza, non possiede l’ossatura per resistere ai colpi inflitti dall’individualismo, dalla spersonalizzazione, dai bisogni artificiali. Quando la coppia si accorge che, in alcuni passaggi della vita, ciò che conta veramente non è l’avere ma l’essere; non è né l’io né il tu, ma il noi, allora tutto entra drammaticamente in crisi e tutto può rovinosamente crollare. Di questo “problema” dovrà occuparsi anche il nostro Sinodo diocesano e, spero, fra un anno, la “missione per e con le famiglie” a La Maddalena, perché la debolezza della coppia umana corrisponde alla debolezza della famiglia e, di riflesso, dell’intera società. La “questione” è così importante che non vederla, non valutarla e non agire di conseguenza, vuol dire tradire il mandato del Vangelo e del Concilio, che ci chiamano a servire l’uomo, specialmente l’uomo che vive in coppia, in famiglia, in società. Dal benessere di questo uomo dipende il futuro anche della nostra Comunità.
Archivio rubrica: Pagine di Catechesi
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1 Gennaio 2004
Piante, storie e tradizioni
a cura di Giovanna Sotgiu
Omaggio alle erbacce
Normalmente definiamo erbacce tutte quelle piantine che magari ammiriamo in un paesaggio naturale e che, invece, ci danno fastidio quando crescono al di fuori del nostro controllo nei giardini e nell’ambiente urbano. E’ giusto che sia così perché là dove abbiamo creato le condizioni per la circolazione di veicoli e pedoni, abbiamo naturalmente escluso la vegetazione spontanea che impedirebbe la nostra organizzazione dello spazio e creerebbe intralcio. Bene: percorriamo allora solo alcune vie cittadine e vediamo cosa succede, ad esempio, nelle scalinette di via Albini o in via Vincenzo Sulis. Non vi spaventate se, sul momento, vi pare di non ricordarle: la prima è quella che da via Galliano - dove un tempo si piazzava il mercatino - va verso il cancello dell’Artiglieria; la seconda è quella che parte da via Ilva, a destra, dopo via Regina Margherita e che nella parte finale, verso via Alibertini, si restringe in una viuzza coperta con vecchie lastre di granito; altri, forse, considererebbero questo angolo come caratteristico, da curare e esaltare, noi invece accettiamo che resti in totale abbandono. In queste due aree urbane la parietaria cresce indisturbata, occupa gli interstizi fra le lastre, copre i gradini costituendo un insidioso tappeto dove è facile scivolare (e infatti una signora di mia conoscenza vi si è fratturata una spalla in una rovinosa caduta). A guardare bene, poi, ci si accorge della presenza di escrementi dei cani della zona. Prima o poi faranno pulizia, direte voi: no, tutto rimane invariato, affidato ai cicli delle stagioni. Ma allora l’elogio alle erbacce? Lo dedico alle stesse piante che invece offrono un grande servizio nelle zone che si allontanano dalla città e non sono ancora campagna: sono quelle che hanno preso a cuore queste nostre sfortunate strade e amorevolmente cercano di sopperire alla eterna mancanza di pulizia. Volete percorrere la via del Cimitero per rendervene conto? Superate le case di Cardaliò e vedrete il bordo strada ricoperto di provvidenziale agretta che dispone i suoi lunghi, regolari cuscinetti di foglie morbide e di fiori gialli a coprire residui di piatti e bicchieri di carta, fazzolettini, bottiglie lasciate da tempo immemorabile e che il tempo, appunto, non riesce a eliminare. Caro nuovo anno, insieme ai propositi portaci anche qualche bella azione pratica: convinci chi può che le erbe devono crescere nel loro ambiente naturale, giusto perché non si debbano definire erbacce.
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Anagrafe Parrocchiale

Funerali

Santa Maria Maddalena


Anniversari di Morte

  • Raimondo Degortes
  • 23.02.1913 - 04.01.2003
  • Claudio Peana
  • 07.07.1952 - 10.01.2003
  • Benigno Aresu
  • 25.11.1913 - 11.01.2003
  • Santo Pes
  • 31.10.1931 - 13.01.2003
  • Giuseppe Muglia
  • 09.03.1920 - 14.01.2003
  • Vera Cozzani ved.Campus
  • 25.06.1917 - 14.01.2003
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