Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
N° 98 del 15 Marzo 2004 - pagina n° 2 -

15 Marzo 2004
Intervista al dott. Gian Carlo Fastame
Il vero rischio sono i rilasci radiottivi

Il dr. G. Fastame

  • Il Vento, sul delicato problema del rischio di inquinamento radioattivo, legato alla presenza di sommergibili nucleari nell’isola di Santo Stefano, ha intervistato il dottor Gian Carlo Fastame. Maddalenino, laureato in Chimica Industriale, per alcuni anni il dottor Fastame è stato assistente presso l’Università di Torino, Istituto di Radiochimica. È stato inoltre dirigente d’industria chimica (Enichem, Sir, Snia), in Italia ed in Francia. Dottor Fastame, che ne pensa della polemica che infuria e delle preoccupazioni che non pochi maddalenini nutrono nei confronti del nucleare?
  • “Dal punto di vista tecnico, parlando da radiochimico, il tema della radioattività a La Maddalena, affrontato dopo 32 anni soltanto grazie all’incidente del sottomarino Hartford, è malposto ed è gestito nella maniera peggiore possibile, poiché l’attuale approccio allarmistico è fuorviante e conduce a far dimenticare il vero problema che interessa i maddalenini: la sicurezza dei controlli nella normalità”.
  • Cosa significa?
  • “Significa avere un sistema di controllo affidabile, trasparente, che assicuri il controllo di qualsiasi, eventuale, possibile rilascio radioattivo da parte di un sommergibile in transito o ormeggiato a Santo Stefano, non necessariamente conseguente ad un incidente”.
  • Vogliamo meglio analizzare il problema?
  • “Io baso innanzitutto le mie considerazioni sulle Relazioni mensili del Presidio Multizonale di Prevenzione della Asl n° 1 di Sassari, che raccoglie i dati dal 1979. In queste relazioni non si sono evidenziati né fenomeni di accumulo di radioisotopi artificiali imputabili alla base né variazioni significative del fondo naturale. Queste conclusioni, ovviamente, sono riferite all’ attuale protocollo, cioè si riferiscono ai punti di prelievo e di controllo prestabiliti”.
  • Questi risultati tuttavia vengono contestati …
  • “Ritengo non ci sia alcun motivo per mettere in dubbio questi dati. Il Laboratorio della Ricciolina infatti, è certificato conforme alle norme europee del Sistema Qualità, la strumentazione è valida, i metodi chiaramente indicati, le malfunzioni ed i ripristini sono riportati chiaramente. Ritengo che al Presidio Multizonale di Prevenzione conoscano il proprio mestiere e siano consapevoli di ciò che firmano”.
  • Nonostante ciò i loro risultati vengono contestati …
  • “Non ho ancora compreso dove sta l’interesse a diffidarne”.
  • Forse potrebbero aumentare, qualitativamente e quantitativamente i controlli …
  • “Poiché tutto è migliorabile, lo stesso Presidio Multizonale di Prevenzione, in tempi non sospetti, ha già chiesto alla Regione l’ampliamento della rete di monitoraggio, che è ‘una parte’ dei controlli. Credo tuttavia che le polemiche sull’inadeguatezza delle centraline siano infondate, poiché queste hanno una buona sensibilità e sono ben mirate ai radioisotopi artificiali di possibile provenienza dalla Base di Santo Stefano. Questi radioisotopi sono tutti emettitori di raggi gamma e quindi rilevabili dalle centraline, a questi sensibili. In caso di rilascio non si rileverebbe però un unico radioisotopo (ad esempio il Thorio-234) ma tutta una famiglia di radioisotopi”.

    foto a. Sagheddu

  • Quindi, secondo lei, è tutto sotto controllo e possiamo tranquillamente convivere con i sommergibili nucleari senza alcuna preoccupazione?
  • “Non ho detto questo. Al Presidio Multizonale di Prevenzione (Laboratorio della Ricciolina) possiamo chiedere conto solo di quanto previsto nel protocollo: io dico però che non basta, senza tuttavia inficiare la validità dei dati ufficiali e confortanti da questo forniti. Trovo però lacunoso il piano analitico e trovo assente la gestione dei risultati in loco”.
  • Cosa significa?
  • “Significa che se in questo preciso istante si dovesse verificare un rilascio radioattivo, la rete PMP lo rileverebbe ma noi potremmo leggerlo, nella relazione mensile, solo tra un mese e diluito nelle medie giornaliere”.
  • La polemica in corso, e le preoccupazioni di non pochi maddalenini, è stata in buona parte originata dal rapporto del Criirad del 15 gennaio scorso …
  • “La Criirad è una commissione di ricerche e di informazioni indipendenti con sede a Valence, che ha associato un laboratorio. Dai risultati del laboratorio si hanno due dati: 1) Non è stato rilevato alcun radioisotopo artificiale da sommergibili; 2) E’ stata invece rilevata la presenza di Thorio-234 naturale nelle alghe rosse per 4700 Bq/kg. La stessa commissione Criirad, con un comunicato a parte, ha precisato che: 1) Si tratta di analisi preliminari (très préliminaire) su campioni di debole quantità; 2) Il Thorio-234 è naturale (senza escludere l’origine da uranio impoverito) a livelli anormalmente elevati; 3) Non dispone di confronti con altri luoghi del Mediterraneo. Dal prospetto dei risultati analitici del laboratorio Criirad leggo: 1) A S.Stefano ed a Testiccioli, e solo qui, sono state campionate alghe rosse. 2) Caprera sono state campionate solo alghe verdi. 3) A Bonifacio sono state campionate insieme alghe verdi ed alghe rosse”.
  • Scusi, ma cosa significa ciò?
  • “Significa che si tratta di campioni diversi, non confrontabili e non confrontati dal Criirad. Credo pertanto che sia pura, deviante, invenzione affermare 400 volte la norma o cinque volte i valori della zona. Sebbene si rimanga in attesa delle valutazioni degli specialisti in radio-protezione, ritengo i valori di attività riportati, non sconvolgenti. Quando tra qualche tempo, giungeranno gli autorevoli esiti commissionati ed attesi che, ritengo, non si discosteranno da quanto da me affermato, si abbasseranno i toni della polemica. A quel punto mi chiedo però chi avrà la volontà o la forza per realizzare i miglioramenti indispensabili nel controllo costante del sistema di protezione?”.
  • C’è dunque un pericolo?
  • “Il vero pericolo, secondo me, deriva dal fatto che da un sommergibile a propulsione nucleare, in condizioni di normalità, ci possano essere dei rilasci radioattivi”.
Claudio Ronchi
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15 Marzo 2004
Il presidente Masala sulla radiottività
Non esiste pericolo e Ciampi verrà la prossima estate

l'on. Italo Masala

“In relazione al monitoraggio effettuato in materia di inquinamento nucleare, posso rassicurare tutti che non esiste pericolo alcuno per la salute dei cittadini di La Maddalena, almeno fino a questo momento e sulla base delle nostre conoscenze che sono ricavate da analisi svolte da personale estremamente qualificato, con strumentazione qualificata, dal punto di vista tecnologico”. Sono state queste le parole pronunciate da Italo Masala, Presidente della Giunta Regionale, presente a La Maddalena il 2 marzo scorso, dove ha presieduto un incontro tecnico con l’Amministrazione Comunale isolana, rappresentanti del Ministero dell’Ambiente, del Parco dell’Arcipelago, dell’Apat, dell’Icram, dell’Arpas, delle ASL di Sassari e Cagliari (tutti facenti parte del Comitato Operativo, costituito a Cagliari il 24 febbraio 2004). Erano inoltre presenti il generale Angelo Dello Monaco, Comandante Militare della Sardegna e l’ammiraglio Roberto Baggiani comandante di Marisardegna Cagliari. “Per rassicurare ulteriormente – ha aggiunto il Presidente della Giunta Regionale - e per confermare a tutti che altre persone, molto più in alto di me, sono certe di quanto da me affermato, cioè che non esiste pericolo alcuno per la salute della gente, posso affermare che il Presidente della Repubblica Ciampi ha ancora una volta confermato che lui sarà regolarmente a La Maddalena la prossima estate; questo a dimostrazione del fatto che non c’è alcun rischio per la salute delle persone”. Il Presidente Masala ha tuttavia precisato che “i dati” da lui comunicati “derivano dalle analisi fatte dai laboratori nostri, non conosciamo ancora i dati delle analisi commissionate dal Comune di La Maddalena”.
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15 Marzo 2004
La dottoressa Floriana Manca
Tutto OK.I risultati sul torio però li avremo ad aprile

la dr.Floriana Manca

Nel corso dell’incontro tenuto dal Presidente della Regione Masala ha preso la parola la dottoressa Floriana Manca, responsabile del Laboratorio di Controllo sulla Radioattività della Ricciolina. La dottoressa Manca ha innanzitutto affermato che esiste comunque una radioattività naturale, comunque esistente, ovunque. “Il sito di La Maddalena – ha detto - ha una sua radioattività naturale che si chiama ‘ambientale’, derivante da molti fattori, dal cielo e dalla terra. Anche noi siamo radioattivi …non ci deve stupire! Il laboratorio di La Maddalena si è sempre preoccupato di verificare, per la popolazione locale, che la radioattività ambientale e quindi naturale, non subisse modificazioni nel tempo (io ci lavoro da circa 25 anni) in conseguenza della presenza della base per sommergibili a propulsione nucleare. Questo è il compito del laboratorio del quale sono responsabile e vi posso garantire, insieme ai colleghi di Cagliari che fanno anche loro analisi per La Maddalena, che non abbiamo mai avuto evidenza di innalzamenti di radioattività, né in aria, né in acqua, né in tutte le matrici che abbiamo controllato, se non quelli dovuti all’incidente di Cernobil. Naturalmente andiamo a controllore ciò che ci interessa, cioè gli isotopi radioattivi artificiali che sono la conseguenza o di un incidente oppure di un rilascio di isotopi radioattivi per ‘cattiva gestione’ di un reattore nucleare. I controlli – ha precisato la dottoressa Floriana Manca - noi li stiamo facendo, non da soli, c’è infatti la sovrintendenza della APAS, c’è l’ICRAM, ci sono i colleghi di Cagliari, c’è l’Ente Parco che collabora, c’è l’Università di Sassari”. Detto questo, a proposito delle ricerche del Istituto francese Criirad, che ha riscontrato alterazioni di torio 234, la dottoressa Manca ha affermato: “Le persone che possono dare un contributo, per la loro parte di competenza, sono tutte al lavoro per studiare il torio 234 nelle alghe rosse. Esclusivamente quello. Ora vogliamo studiare le alghe rosse. Sono stati prelevati recentemente, in diversi luoghi, alcuni campioni di alga rossa, di posodonia, di sedimenti, di acqua. Noi vogliamo capire perché all’alga rossa piace così tanto il torio 234, e allora lo confrontiamo. Confronteremo queste analisi. Per quanto riguarda i risultati delle analisi ci vorrà un po’ di tempo. Anche i colleghi del Criirad hanno avuto bisogno di un po’ di tempo. Il 5 di aprile, dati alla mano, faremo il primo punto della situazione”.
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15 Marzo 2004
Andrea Quiliquini per il WWF
Si agli americani, no al nucleare

il prof. A. Quiliquini

Al termine della riunione a porte chiuse tenuta dal presidente della Regione Italo Masala a La Maddalena il 2 marzo scorso, non senza polemiche l’incon-tro è poi stato aperto ai consiglieri comunali d’oppo-sizione, alla stampa e ad un rappresentante dei comitati e delle associazioni dei cittadini. A parlare per tutti è stato Andrea Quiliquini, del WWF Gallura, di Santa Teresa. Il WWF Gallura effettuò i prelievi sui fondali, prelievi che vennero poi inviati all’istituto francese Criiad che rilevò l’anomala presenza di torio 234. “Certo che 4700 bq nella punta di Testiccioli e 3900 nell’isola di Caprera sono valori altissimi” ha affermato Quiliquini. “Il concetto di naturale è un concetto relativo. La pericolosità di un evento non dipende dalla naturalità d’esso ma dal concetto di dose. È la dose che fa si che l’effetto sia ‘buono’ o ‘cattivo’. Qui la dose è, almeno apparentemente, molto alta. L’Istituto Criiad, che si interessa da sempre di analisi, con commesse dalla Cee, dal parlamento francese e dai tribunali, ha affermato che questo dato è ‘etonnent’, cioè ‘sbalorditivo’: noi diciamo che è ‘alto’. Allora, - ha proseguito Quiliquini - il WWF dice che gli americani sono amici, che rimangano qui, che si facciano anche le ville per loro, magari con una componente Nato, per ingentilire la pillola: siamo per gli americani! Vorremmo allontanare, possibilmente, nel tempo, con garbo, non oggi o domani, né fra due o tre anni, ma fra cinque o sei, solo la componente nucleare. I Parchi non si sposano col concetto di nucleare. Noi non vogliamo fare terrorismo, ma c’è gente preoccupata”.
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